lunedì, febbraio 17, 2020
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Fino a che punto si vuole arrivare? Sull’aggressione dell’autista del PM

Fino a che punto si vuole arrivare? Sull’aggressione dell’autista del PM

In questi giorni abbiamo assistito ad un allargarsi della solidarietà verso il movimento no tav (Arci nazionaleCGIL) e a un mobilitarsi contro l’attacco repressivo che sta subendo.

Mancano una manciata di giorni alla grande manifestazione no tav a Torino.
Mancano pochi giorni e da tutta Italia aumentano le adesioni, si moltiplicano le iniziative e le serate informative del No tav Tour.
Una manifestazione, quella del 10 maggio, per dire basta alla criminalizzazione del movimento no tav, basta con le accuse di terrorismo, basta con una procura politicizzata che rigurgita livore.

E cosa capita proprio oggi aprendo il giornale? Capita di trovare titoloni come “Agguato all’autista del pm che indaga sui No Tav” o “Aggredito e picchiato l’autista del pm “no tav” “.

L’autista del pm Antonio Rainaudo, nella notte, è stato malmenato e minacciato da 3 individui incappucciati che, a quanto pare, sono riusciti a fuggire senza lasciare traccia. Nessuna rivendicazione, nessuna prova ma il gesto è subito attribuito ai no tav.

Noi non possiamo sapere cosa è successo, ne il perchè. Ma la faccenda ci pare torbida.

Di torbido già c’era qualcosa circa 3 mesi fa, con la notizia delle molotov a Esposito e dei pedinamenti a Massimo Numa, sembrava che, con un rimando ossessivo agli anni di piombo, la lotta no tav fosse diventata una lotta armata, cioè terrorismo, e che a doverne far le spese fossero il signor Nessuno  o il giornalista questurino.

Già allora ci esprimemmo con un comunicato in merito. Oggi però a farne le spese non sono i grossi nomi che si preoccupavano tre mesi fa, ma è proprio l’ultima ruota del carro, una vittima eccellente perchè indifesa, un autista.

Un atto vergognoso non c’è che dire, tanto più vergognoso e meschino tanto più indifesa la vittima, un gesto capace di far indignare l’opinione pubblica, proprio la stessa opinione pubblica in cui il movimento no tav sta prendendo consenso.
Basta attribuire un atto della tal specie ai no tav ed il gioco è fatto! Ecco qualche elemento in più per suffragare la tesi del terrorismo e impaurire i sostenitori dei no tav!
Sull’esistenza o meno di prove, che colleghino l’aggressione ai no tav e non magari a questioni personali dell’autista ex carabiniere, nessuno sembra preoccuparsene, il verdetto è già scritto, la macchina del fango è partita.

Ovviamente non sappiamo se siano screzi personali, se vengano usati degli utili idioti o se ci sia un’orchestrazione più complessa, quello che sappiamo e che in Italia, e qui in Valsusa, la storia ci ha insegnato che “fatti strani” del genere ne sono accaduti e non pochi.  Come no tav abbiamo sempre espresso chiaramente che chi utilizza certi metodi non solo non ci piace ma non può stare nel movimento, perchè gli sta contro.

Qui finiremo male. Molto male“, “Qui ci scappa il morto” a queste frasi ripetute come un mantra dai politici PD sui giornali rispondiamo con una domanda: fino a che punto si vuole arrivare per intascarsi i soldi sporchi del TAV? Fino a che punto si vuole arrivare per cercare di annientare il movimento?

 

 

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