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Cantiere Tav, la talpa è in ritardo di 9 mesi

Cantiere Tav, la talpa è in ritardo di 9 mesi

Due anni fa, il 12 novembre 2013, la Tbm Gea iniziava a scavare il tunnel geognostico della Maddalena. Dopo 2 anni possiamo fare qualche bilancio sull’andamento dello scavo e sul rispetto dei tempi.

Nel Novembre 2013 Marco Rettighieri, all’epoca direttore di LTF, asseriva convinto: “la fresa è progettata per procedere 10 metri al giorno, ma contiamo di farne anche di più”. Il giornalista Paolo Griseri su Repubblica si lasciava andare a previsioni entusiaste: “la talpa, che in teoria avanzerà di 10 metri al giorno, potrebbe concludere lo scavo nell’estate del 2015”. Il Corriere aggiungeva ulteriori dettagli: “il tunnel da contratto deve essere finito in 30 mesi. Ma si ipotizza che possa essere terminato tra 22 o 23, visto che i lavori sono in anticipo di 9 mesi”  .

Quanto deve essere lungo lo scavo? Poco più di 7 chilometri e mezzo.

Quanto è stato scavato finora? Al 9 Novembre 2015 risultano scavati 3873 metri.

Prevedevano di finire lo scavo in 2 anni e mezzo, dopo due anni sono appena a metà del lavoro. Sono in ritardo.

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Grazie all’insistenza dei tecnici dell’Unione dei Comuni e della consigliera regionale Francesca Frediani, Arpa ha consegnato un cronoprogramma dei lavori fatto da Ltf nell’Ottobre 2011. L’inizio dello scavo con metodo tradizionale era previsto per fine giugno 2013. In realtà hanno iniziato con molto anticipo, secondo il coordinatore europeo del corridoio 6 Laurens Jan Brinkhorst “il 29 novembre 2012 sono iniziati i lavori di scavo nel cantiere della galleria della Maddalena”, secondo l’Arpa invece lo scavo è iniziato a gennaio 2013.

Anche lo scavo con la Tbm, la “fresa”, è stato avviato in anticipo rispetto al cronoprogramma, era previsto per il 2 maggio 2014 ma è incominciato, come abbiamo ricordato, il 12 novembre 2013: 6 mesi prima del previsto. Da li in poi la talpa ha però iniziato ad accumulare ritardo su ritardo. Secondo il cronoprogramma avrebbe dovuto raggiungere la lunghezza di 5765 metri in 689 giorni. Di giorni ne sono passati 727 e sono appena a 3873 metri. Se consideriamo costante l’avanzamento previsto dal cronoprogramma iniziando lo scavo a novembre 2013 sarebbero dovuti giungere al punto chilometrico attuale a febbraio 2015, nove mesi fa!

Negli ultimi sei mesi l’avanzamento medio è stato di 4 metri al giorno, per noi troppi in ogni caso, ma meno della metà di quanto previsto da Rettighieri.

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Dall’11 maggio al 9 novembre hanno scavato 743 metri

I lavori per il tunnel geognostico sono stati cofinanziati dall’Unione Europea con la decisione C(2013)1376, ma come ha affermato a inizio anno il Commissario ai Trasporti Violeta Bulc, i lavori che saranno eseguiti dopo il 31 dicembre 2015 non saranno considerati ammissibili per quel cofinanziamento.

Chi pagherà i lavori per i tre chilometri e mezzo che resteranno da scavare al 31 dicembre 2015? Telt ha richiesto un nuovo cofinanziamento anche per la Maddalena o saranno a carico dell’Italia? Si tratta di decine di milioni di euro, soldi pubblici.

Ma c’è un’ulteriore conseguenza del ritardo della talpa. Nella delibera Cipe 19/2015 c’è scritto che “prima dell’inizio dei lavori [del tunnel di base], il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrà verificare l’esito positivo delle attività esplorative nel Cunicolo esplorativo de La Maddalena, in quanto opera propedeutica alla realizzazione della Galleria di base. In caso di esito non positivo, il suddetto Ministero dovrà darne comunicazione a questo Comitato”. Il ritardo del tunnel geognostico ricade a cascata sui lavori del tunnel di base. Ma forse ai fautori del Tav non dispiace neppure questo ritardo, qualcuno descrive la Torino-Lione come la Salerno-Reggio Calabria del nord ovest. Un’opera senza fine i cui ritardi sono funzionali al mantenimento, il più a lungo possibile, di un potere economico derivante dall’enorme quantità di soldi che ruotano intorno agli appalti della grande opera.

Ci chiediamo infine, di fronte a questo ritardo che non sembra turbare molto i proponenti l’opera, come sia stato possibile che non abbiano trovato il tempo di fare il monitoraggio ambientale ante-operam prima dell’inizio dei lavori. Quello che Ltf chiama ante operam è stato infatti eseguito nel 2012, mentre erano in corso i lavori propedeutici alla realizzazione del cunicolo e le opere d’imbocco. Vale a dire “movimentazione di materiali, realizzazione di strade, impianti e strutture industriali, scotico, sbancamenti, livellamento e asfaltatura di piazzali, realizzazione di impianti elettrici e idrici, installazione di infrastrutture di cantiere, realizzazione berlinese, realizzazione preanello, realizzazione galleria artificiale e opere di messa in sicurezza del versante”. Questo in palese contrasto con le Linee guida per il progetto di monitoraggio ambientale (pma) redatte dalla Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale.

P.S. Nel settembre 2014 gli oppositori al Tav sostenevano che “con il ritmo registrato finora, a fine 2015 lo scavo della galleria sarà solo a metà”. A luglio 2014 Ltf scriveva che “l’avanzamento dello scavo si è ormai attestato su circa 10 metri al giorno e l’ultimazione dei lavori è prevista per fine 2015/primi mesi 2016”. Il tempo è galantuomo con chi la racconta giusta. Nella stessa pagina in cui faceva questa previsione del tutto sballata, Ltf parlava anche di “ferrei controlli ambientali”; c’è da credergli.

L’immagine l’abbiamo presa da un tweet di @dischivolanti

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