martedì, giugno 15, 2021
Ultime notizie
Home » Documenti » L’assessore regionale all’ambiente sulle polveri sottili alla Maddalena. C’è da preoccuparsi.

L’assessore regionale all’ambiente sulle polveri sottili alla Maddalena. C’è da preoccuparsi.

C’è da preoccuparsi a leggere le dichiarazioni di Roberto Ravello, Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte nella giunta Cota. Ravello risponde ai dati che abbiamo pubblicato sulle polveri sottili attorno al cantiere Tav (qui, e qui la risposta a Ltf). Questi dati testimoniano ripetuti e continui sforamenti delle concentrazioni di pm10 alla Maddalena di Chiomonte, e andrebbero trattati con serietà, specialmente da chi è in qualche modo responsabile della salute della popolazione. Ravello invece risponde in maniera sprezzante e spocchiosa alle criticità emerse dall’analisi della qualità dell’aria. Secondo lui chi mostra i dati fa allarmismo e catastrofismo.

Proviamo a rispondergli, riportando le sue dichiarazioni in corsivo (perché altrimenti potreste giustamente dubitare che le stiamo inventando per screditarlo!):

La concentrazione di Pm10 nell’area di cantiere della Maddalena di Chiomonte non è in alcun modo un pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente

Le possibilità sono 2: o i dati di Ltf sono sbagliati, oppure sono giusti. Se sono giusti raccontano di 88 sforamenti su 189 giorni campionati (1 ogni 2) mentre la legge impone un massimo di 35 sforamenti su 365 giorni (1 ogni 10). Risulta inoltre dai dati Ltf che nei 189 giorni la concentrazione media di pm10 è stata pari a 53,3µg/m3, per legge la media annuale deve essere inferiore a 40µg/m3 (ricordiamo inoltre che stiamo parlando di campionamenti effettuati in primavera/estate, periodo in cui normalmente i valori delle polveri sottili sono più basse).Ravello Ora, se una concentrazione oltre i limiti di legge non è pericolosa per l’uomo e per l’ambiente bisogna che Ravello produca una ricerca scientifica che ribalti le risultanze attuali, che mostrano invece come alte concentrazioni di questi inquinanti siano nocivi. Crediamo che la comunità scientifica aspetti con ansia la suddetta ricerca del Ravello. Dopo la pubblicazione scientifica, Ravello dovrà anche adoperarsi per far cambiare la legge nazionale. Infatti, fino a quando resta in vigore quella attuale, dai limiti non si può scappare (e sono soglie già abbastanza alte…). Qualsiasi luogo in Italia che oltrepassa i limiti è illegale e va migliorato.

Allarmismi e catastrofismi, alimentati da chi compie letture superficiali dei dati e soffia sui tizzoni della paura, sono privi di ogni fondamento

Se divulgare dei dati che riguardano la salute pubblica è allarmismo, lunga vita agli allarmisti. A noi pare, al contrario, che sia oscurantismo non spiegare come stanno le cose. E poi le nostre non sono letture superficiali, sono analisi dei dati, ripetiamo: 88 sforamento su 189 giorni alla centralina situata sul piazzale della Maddalena, la norma ne prevede un massimo di 35 su 365 giorni. Se Ravello è in grado di leggere in maniera più profonda tali dati noi pendiamo dalle sue labbra.

Il sito La Maddalena cantiere non è utile per valutazioni di esposizione della popolazione in quanto la normativa indica che i punti di campionamento ai fini di protezione della salute umana non devono essere ubicati nelle immediate vicinanze di fonti di emissione e devono essere posizionati in modo da evitare misurazioni di microambienti nelle immediate vicinanze. Altre stazioni di monitoraggio presso recettori sensibili, come la scuola di Chiomonte, mostrano un andamento di assoluta normalità ed allineato a quello della Rete Regionale di Qualità dell’Aria, così come quella di Susa presa a riferimento

Siamo allibiti nel sentire che l’inquinamento dell’aria della Maddalena non è utile per valutare l’esposizione della popolazione, dovremmo avvertire gli operai che lavorano nel cantiere, le forze dell’ordine che lo sorvegliano e i vignaioli che hanno la terra da quelle parti che loro, per l’assessore Ravello, non fanno parte della popolazione.

Il monitoraggio non è un hobby o una magnanima concessione di Ltf. È un obbligo imposto dal CIPE come condizione indispensabile per l’approvazione del progetto. La stazione de La Maddalena è lì proprio per ottemperare a questa prescrizione e la sua localizzazione è stata proposta proprio da Ltf.

Ma c’è dell’altro.

L’assessore Ravello, così come il sindaco di Susa Amprino, fanno finta di non capire che il problema di inquinamento dell’aria della Maddalena si riproporrà in misura maggiore alle porte di Susa, dov’è previsto un cantiere assai più grande rispetto a quello di Chiomonte e contiguo all’abitato. La questione enorme che va posta è: cosa succederà quando i cantieri si sposteranno dalla Val Clarea al centro della Valle di Susa? Se queste sono le premesse le parole di Ravello e i silenzi della Amprino sono preoccupanti. Loro sono i responsabili di ciò che potrà accadere.

La Regione ha posto grande attenzione alla tutela ambientale sia nella fase progettuale che in quella realizzativa, un impegno di alto livello scientifico che risponde con la forza della verità a ogni tipo di strumentalizzazione possibile

Cos’altro aggiungere se non che sentire parlare di “forza della verità” da chi è assessore di una giunta eletta grazie a firme false da l’idea del personaggio con cui abbiamo a che fare.

Lei, Ravello, è assessore all’ambiente e il suo compito primario è tutelarlo; se avesse dovuto tutelare gli interessi della Lyon Turin Ferroviaire sarebbe stato assessore alla Ltf.

Commenti chiusi.

Scroll To Top