martedì, novembre 21, 2017
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Assalto notturno al cantiere TAV delle “pantere grigie” no tav. Anziani ma arzilli!

Da sempre giornalisti, pennivendoli, procuratori, magistrati e politici di ogni sorta si impegnano, con un battage mediatico impressionante, in articoli, interviste e dichiarazioni volti a criminalizzare il movimento no tav.
Negli ultimi anni la controparte si è però specializzata nel costante tentativo di dividere il movimento no tav in “buoni” e “cattivi”, operazione che, se riuscisse, avrebbe un tornaconto ovviamente favorevole per i proponenti l’opera e per tutti gli affaristi avvezzi alle mangiatoie delle grandi opere.
I “no tav buoni” sono quelli che sfilano nei grandi cortei, che confezionano colorati cartelli, che, in buona sostanza, non creano troppi problemi. E poi ci sono i “no tav cattivi e violenti” quelli che si travisano, quelli che si muovono di notte, che sabotano e danneggiano, quelli che la procura torinese ha provato in tutti i modi a far passare per terroristi.
Ma nella notte tra l’11 e il 12 settembre è successo qualcosa di strano, non previsto, e infatti taciuto o ridicolizzato e minimizzato da quei giornali che usualmente, ogni volta che si parli di no tav, titolano le prime pagine mossi dal livore.

Un gruppo di valsusini no tav over 60 ha deciso di raggiungere nottetempo il cantiere, e lo ha fatto utilizzando le accortezze nell’abbigliamento per riuscire a portare a termine un’azione di disturbo ai lavori.
Lanci di petardi e fuochi artificiali hanno colorato la notte della clarea, le forze dell’ordine dopo l’utilizzo di idranti si sono schierate per fermare i contestatori. Dopo alcuni trascinamenti e strattoni iniziali i nove fermati, come per gli otto arrestati di sabato scorso, sono stati portati dalla polizia all’interno del cantiere-fortino per essere identificati.
Impagabile è stato il momento in cui i militari si sono accorti che sotto i cappucci neri non c’erano pericolosi blackbloc ma arzilli anziani per nulla intimoriti.
Nessun arresto, i fermati vengono rilasciati poco dopo. Arrestare un vecchietto è forse scomodo?
Certo non sarebbe un “bottino” sacrificabile sull’altare dei media mainstream come si è fatto ogni qual volta venissero fermati giovani attivisti.

I pericolosi ultra sessantenni come tutti i nonni hanno degli insegnamenti da trasmettere, in questo caso hanno dimostrato come la controparte cada in difficoltà nel momento in cui il “nemico no tav” che ha di fronte non possa essere stigmatizzato con le caratteristiche utili a creare il mostro da sbattere in prima pagina creando tensioni e paure.
Ma l’insegnameto più importante è che hanno dimostrato ancora una volta che quel cantiere non è inviolabile e che tutti possono mettergli i bastoni tra le ruote.
Ci hanno insegnato che delegare agli altri, in questa lotta, non serve, ci hanno insegnato che ognuno può  fare il suo anche con modalità, che sembrano riservate solo ad alcuni, ma che sono in realtà di tutto il movimento, di tutti coloro prendano parte a questa lotta.
Tutti possono praticare la resistenza dando il proprio contributo per bloccare quest’opera e questo spreco di denaro pubblico, e solo così, solamente tutti insieme, uniti, fermeremo la devastazione della nostra valle.

“Chi semina vento raccoglie tempesta…e noi siamo la tempesta” cit.

 

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