martedì, luglio 14, 2020
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Coisp: la magistratura fermi Perino istiga alla violenza

Riportiamo integralmente il comunicato stampa delirante del sindacato di polizia Coisp, si commenta da sè.
Ci limitiamo a inserire il link al video dell’assemblea popolare in modo che ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Le affermazioni di Alberto decontestualizzate e riassunte con frasi come “caccia all’uomo”, “armare le mani dei delinquenti” ecc… hanno il solo obiettivo di stravolgere il senso dell’intervento per attaccare ancora una volta il movimento no tav.

Forse il Segretario del Coisp, Maccari, invece di rilasciare comunicati ricchi di livore verso il movimento dovrebbe attivarsi nel ruolo che gli compete e occuparsi delle condizioni lavorative e della sicurezza dei suoi uomini al cantiere.
Ma si sà, Esposito insegna, che per fare carriera occorre crearsi visibilità, anche a costo di sparale grosse.

Poi permetteteci, la richiesta di Maccari d’intervento della magistratura per zittire Perino un po’ ci fa sorridere, ma non troppo, avremmo voluto che richiedesse la medesima attenzione su vicende ben più gravi, ma in quei casi altroché “gravità inaudita” trattò tutto con leggerezza, riuscì persino a difendere i suoi uomini, colpevoli di aver pestato a morte Federico Aldrovandi.
E allora il problema dove sta in una dissociazione del segretario o nella consapevole pretesa di una giustizia con due pesi e due misure?

Difenderli già non fu un gesto di grande stile, ma lo spessore morale del sindacato che oggi paragona no tav a mafia e terrorismo, lo dimostrarono l’organizzazione di quel vergognoso teatrino di poliziotti sotto il posto di lavoro del mamma di Federico. Atti beceri che non sono accettabili, meno che mai se avvengono in un paese in cui qualcuno parla di professionalità delle forze dell’ordine.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 29 LUGLIO 2014
Oggetto: NO-TAV, IL COISP: LA MAGISTRATURA FERMI PERINO,
CONTINUA AD ISTIGARE ALLA VIOLENZA CONTRO LE FORZE
DELL’ORDINE
“Le dichiarazioni di Alberto Perino con cui si apre senza troppi giri di parole una nuova
stagione di caccia alle Forze dell’Ordine sono di una gravità inaudita. E’ necessario che la
magistratura ponga fine una volta per tutte alle esibizioni di questo personaggio che non ha
nulla di democratico né di folkloristico, ma che con le sue sparate continua – non certo
inconsapevolmente – a istigare alla violenza contro gli Uomini e le Donne in divisa”. E’
quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato
Indipendente di Polizia, dopo le affermazioni del leader del movimento No Tav della Val
Susa, che durante l’assemblea per organizzare la prossima manifestazione intorno al cantiere
di Chiomonte ha proposto di stanare con i cani i “Cacciatori” dei Carabinieri in servizio nella
zona, e ha incitato alla distruzione dei sistemi di videosorveglianza delle Forze dell’Ordine.
“Proprio l’impunità garantita a questo personaggio – dice Maccari – gli consente di sfidare
così apertamente le Istituzioni che sul territorio hanno il solo compito di tutelare la legalità e la
sicurezza dei cittadini. Intanto Perino continua ogni giorno ad istigare i manifestanti No-Tav
contro le Forze dell’Ordine, che sono continuamente fatte oggetto di aggressioni e violenze.
Perino, con le sue trovate, continua ad armare la mano dei delinquenti, ma noi non accettiamo
di fare da bersaglio, aspettando passivamente che qualche nostro collega perda la vita. Da anni
la protesta No-Tav si sta sottovalutando: non è più una legittima e civile manifestazione di
dissenso popolare, ma il tema della difesa del territorio è solo il paravento dietro il quale si
nasconde una guerra di stampo terroristico dichiarata contro lo Stato e le sue Istituzioni, e
come tale va affrontata. E’ un’emergenza di carattere straordinario, come il terrorismo politico
negli anni di piombo, o la criminalità mafiosa. Finché il Governo non metterà a disposizione
strumenti speciali e straordinari per affrontare questa emergenza, Poliziotti e Carabinieri
saranno soltanto mandati al massacro, per difendere la beata tranquillità di una politica che, in
ogni caso, finirà per essere travolta dalla sua stessa indifferenza”.

 

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