venerdì, ottobre 20, 2017
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Stadio e no tav, le frettolose dichiarazioni del pm Padalino

Stadio e no tav, le frettolose dichiarazioni del pm Padalino

Neanche 24 ore dopo le scoppio del petardone in curva Primavera ecco pronta la versione del pm Andrea Padalino: un lancio maldestro da parte dei tifosi del Toro. Sul Fatto Quotidiano scrivono che secondo Padalino “qualcosa deve essere andato storto: forse la bomba è stata incautamente incastrata sotto un seggiolino e ha quindi proiettato schegge ovunque, forse era di per sé confezionata male”. Il gesto volontario da parte di un tifoso bianconero non sarebbe neppure stato possibile, secondo quanto ha aggiunto Padalino: “una bomba carta avrebbe potuto scoppiare tra le mani di chi la lanciava o durante il volo”.

Ma bastano una manciata di ore e le dichiarazioni di Padalino vengono sonoramente smentite dalla questura: il lancio proveniva del settore ospiti degli juventini. Con buona pace del pm.

M7TF7HDJ3596-k4qG-U10104075668302s3-330x185@LaStampa.itQuesta storia ci interessa non solo perchè molti di noi erano allo stadio domenica (a tifare Toro). Ma perchè Padalino lo conosciamo bene, è uno dei pm che ha portato avanti l’enorme valanga di procedimenti contro i no tav, dall’accusa di terrorismo (poi miseramente caduta, ma quanti castelli sono stati costruiti su di essa) al processo contro Erri De Luca, c’è sempre il suo zampone. E non è la prima volta che si lancia in ricostruzioni a mezzo stampa rivelatesi poi infondate.

Ricordate la finta aggressione all’autista di Rinaudo, collega di Padalino? L’uomo dichiarò di essere stato pestato da alcuni sconosciuti; immeditamente i giornali additarono a colpevoli i no tav; tempo dopo si scoprì che si era inventato tutto. Padalino nel frattempo però, ricollegando il gesto ai processi contro i no tav, aveva fatto in tempo a dichiarare sui giornali: “l’aggressione dell’altra notte è un tipico atteggiamento intimidatorio mafioso. Queste cose le ho dette anche in aula, durante il processo per un’altra aggressione. Lì il teste era imbarazzato, impaurito. L’ho detto che, certe scene di minaccia appartengono ad altri mondi, ad altre parti d’Italia. Ma questa, ormai, è l’atmosfera che si respira”.

Dichiarazioni frettolose, ricostruzioni che si sciolgono come ghiaccio al sole, cosa spinge un pm a fare simili esternazioni sui giornali? L’unica spiegazione è una malcelata ansia di protagonismo. Un pm dovrebbe indagare e trarre le sue conclusioni in aula, non sulle colonne dei quotidiani. Perchè l’ansia di protagonismo non solo può portare a scivoloni imbarazzanti, come quelli sullo stadio e sull’autista, ma, e questo è peggio, può avere conseguenze devastanti per chi si trovi a incappare sulla sua strada.

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