[Italia] “Contro il Green Pass, contro lo Stato” (it) (en) (fr)

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  • C’è solo una parte della barricata…
  • Napoli: Il governo Draghi svela la sua vera natura al servizio del grande capitale e delle classi dominanti!
  • Trento: Contro il Green Pass, contro lo Stato e le sue Emergenze. Blocchiamo tutto
  • Niente sarà più come prima, per voi

C’è solo una parte della barricata…

Contro l’obbligo vaccinale capitalistico di massa.

Dalla parte delle donne sottoposte alla doppia oppressione di genere e di classe e la alienazione mercificata dei loro corpi, i rivoluzionari sostengono la rivendicazione di autonomia dei corpi femminili espropriati che inneggia con orgoglio l’urlo di libertà “io sono mia!”. E lo sostengono senza esitazione alcuna seppure la vera libertà sia possibile conquistarla abolendo lo stato di cose presente capitalistico.

Quando durante l’estate del 2019 in seguito alla già vista mobilitazione studentesca di Hong Kong la pancia della piazza si gonfió improvvisamente di una umanità priva di alcuna coscienza identitaria di classe, questo blog (che ancora non esisteva nemmeno nell’immaginazione del suo autore) avvertì che un certo schema di analisi non quadrava più. Non è più grado di spiegare i fenomeni sociali ed improvvisi quello schema tipico basato sulle analisi geopolitiche o sulla autorappresentazione formale di ció che prorompe dal sottosuolo profondo dei rapporti capitalistici.

Nel 2017 il mio lavoro di programmatore informatico mi portó varie volte ad Hong Kong per alcune settimane continuative, sniffando gli odori (non i profumi) della agghiacciante metropoli finanziaria, mentre con un pugno allo stomaco mi domandavo perchè non scoppia una rivolta che incendi questa fogna di ideale finanziario realizzato in terra?

Poi nel 2019 scrissi:

Hong Kong è una città di appena più di 1000 Km2, ma l’area abitata è veramente concentrata in uno spazio piccolo tra il nord dell’isola di Hong Kong e la penisola di Kowloon per circa poche centinaia di Km2. Questo fa di Hong Kong una delle città con una densità di popolazione asfissiante: dalla media sul territorio complessivo calcolata in 6500 abitanti per Km2, l’isola di Hong Kong ha una densità di circa 20000 abitanti per Km2, mentre alcuni distretti della penisola possono variare dai 35mila agli 80mila abitanti per Km2.

La città si estende in altezza con enormi grattacieli di centinaia di piani ma completamente fatiscenti e puzzolenti che si ergono di fianco a moderni grattacieli finanziari e di building di 50 piani con all’interno appartamenti di lusso senza soluzione di continuità. La dimensione media dell’appartamento è di 12mq, molti di questi non hanno il bagno o l’acqua corrente. Il costo dell’affitto è esorbitante. Negli ultimi anni l’ennesima bolla finanziaria che ha avuto conseguenze sul mercato immobiliare ha fatto ulteriormente aumentare il costo degli affitti. Un impiegato medio del settore finanziario arriva a pagare circa 850 euro al mese per una gabbia di 12mq. Mentre più famiglie o famiglie di 8 o 10 persone vivono nelle medesime condizioni se non peggio.

Camminando per le vie di Hong Kong viene in mente “la condizione della classe operaia inglese” di Engels quando parla delle condizioni abitative degli operai inglesi e irlandesi. Con la differenza che nella Londra dell’800 il proletariato già viveva in distretti e quartieri malsani della periferia. Ad Hong Kong miseria e lusso sono contigui e si dividono di poche decine di metri l’uno dall’altro. Percorrendo qualsiasi arteria centrale di Hong Kong, palazzi di 50 o 80 piani la cui larghezza delle scale e dell’ingresso è di appena 90cm, trovano qua e là moderni building per i ricchi. Il puzzo, insieme ad una asfissiante calura, invade le strade. Il luccichio del lusso e il riflesso della potenza della finanza che si apre sui marciapiedi e sulle vie della città squarciando la continuità di topaie abitative fatiscenti, di piccoli negozietti fatiscenti e di locali per bordelli con prostitute cinesi, filippine e thailandesi, infondono una sensazione psicologica di sottomissione.

Qui la sovrappopolazione ha una doppia conseguenza, oltre alle ovvie ricadute in termini di igiene e salute pubblica.

La gente vive per strada ininterrottamente per la scarsezza degli alloggi e degli spazi abitativi. La gente consuma i pasti seduti sulle poche panchine lungo i marciapiedi o sulle scale dei palazzi. E’ un continuo sostare per le strade di giorno e di notte. Come di giorno e di notte i centri commerciali sono sempre affollati dai rampolli della alta borghesia. I cinema sono aperti anche la mattina

Quella pancia priva di identità di classe trovó un suo primo sfogo in quelle giornate di luglio e agosto di Hong Kong. Cui poi seguirono i mesi del tempo del coronavirus e nella home page del blog che ne scaturì di istinto, viene dichiarato nella sua presentazione che ci troviamo davanti ad una crisi generale per cui il modello classico del secolo scorso non è in grado più di riflettere gli inediti ed improvvisi scoppi sociali sotto la luce dei programmi, delle direzioni politiche e delle teorie formali, perchè tali eventi sociali traboccano dalla crosta della terra smossa da profonde scosse telluriche privi di coscienza, e li possiamo riflettere seguendone la traccia e la traiettoria dell’azione delle masse fintanto e fin quando la spinta sismica offre energia di moto e non attraverso i programmi di intenti già formalizzati che transitoriamente emergono all’immediato.

All’epoca del coronavirus e nei giorni dell’accelerazione della crisi generale del capitalismo, le contraddizioni esplodono velocemente e non c’è tempo per ricostruire o ribadire la teoria rivoluzionaria che ereditiamo dall’andamento del capitalismo della sua fase precedente e ascendente. Si tratta con coraggio di accompagnare gli avvenimenti, sentendoci dei partecipi rivoltosi, incoraggiare, schierarsi anche se non si possiede ancora la chiarezza del tutto e la chiara visione dell’orizzonte. Le lancette della storia sembrano essere tornate indietro nel tempo, rieditando scenari che credevamo da “sconfitti” fossero superati. Ma la velocità con cui l’insieme delle relazioni sociali determinate dal capitalismo vengono fragorosamente a scricchiolare sta superando la barriera del suono ed oltre

Questo blog ha già scritto sin dal suo esordio una visione critica sull’economia digitale nella fase attuale ed il modello capitalistico di questa nuova fase basato sull’internet delle cose, sui data centre, sul cloud, bid data, lo smart working e sul difetto entropico catastrofico dell’innovazione iper tecnologica contemporanea. E poi una impostazione critica radicale e netta sul complesso della politica dei governi basata sulla istituzione dello stato di emergenza per contrastare la pandemia. Una critica che in continuità si è espressa contro le misure di contenimento (i lockdown) fino alla attuale campagna vaccinale capitalistica di massa. Senza mai concedere ad una inesistenza del virus e del problema epidemico patogeno reale, perchè se questa epidemia si trasforma in tragedia è perchè una ben altra pandemia sociale era giá in marcia (aggredendo le complessive condizioni della riproduzione della vita sociale e della natura) ed ora si acutizza imponendo una commisurata accelerazione del tentativo di gestione sempre più autoritaria di tutte le contraddizioni che questa crisi profonda e storica del capitalismo produce come fattore determinante delle forme della politica.

Ora non si tratta nel momento dato, stare a sproloquiare teoricamente (di scrivere un trattato o un pamphlet) su scienza ed antiscienza, o sulla sostanza capitalistica della vaccinazione di massa anticovid che è rispondente alla consevazione autoritaria del dominio del capitale, alla realizzazione massima della dittatura sociale reale del capitalismo sull’intera società attraverso il suo stato che ne rappresenta gli interessi generali e complessivi.

Ragionare se il vaccino è comunque utile perchè vi è una parte dell’oggettiva scienza a sostenerlo (una parte!), non è l’approccio del comunismo come movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.

Qui a forza di far riferimento alla oggettività della scienza borghese, il cui contenuto oggettivo non và in astratto disconosciuto ci contestano i comunisti oggettivi, ci si comporta con lo stesso criterio per cui il cattolico anti abortista riporta la prova scientifica – vera – che esiste vita biologica nell’embrione per giustificare il giudizio etico e morale contro l’aborto. Giudizio etico e morale che sostanzia il patriarcato capitalista, il quale attraverso l’oppressione di genere, assegna alla donna il ruolo sottomesso alla funzione della riproduzione sociale capitalista e la proprietà patriarcale dell’homo capitalistico sulla donna, che la espropria della autonomia del suo corpo mercificato ed alienato all’interno dei rapporti complessivi di capitale.

Il comunista qui non oppone una controscienza, nè si inchina alla evidenza scientifica che esiste la vita biologica dell’embrione seppur privo di coscienza. Non contrappone un altro giudizio etico o morale sul non valore della vita biologica incosciente, ma applica una teoria critica rivoluzionaria contro i rapporti di capitale e contro l’oppressione di genere che ne è parte determinata, infischiandosene da cima a fondo delle oggettive verità scientifiche, etiche e morali.

Ed è così, viceversa ed al contrario, chi mette in primo piano, “beh e mica vogliamo negare che circola un virus e la gente muore? Mica vogliamo negare che, seppure non sia la soluzione definitiva alla pandemia capitalistica, in ogni caso c’è l’evidenza che di vecchietti da quando vaccinati ne muoiono di meno?”, poi finisce dritto dritto nel giudizio morale ed etico del prete antiabortista che rivendica il primato della vita che rafforza il rapporto oppressivo del patriarcato capitalista e l’oppressione di genere tout court. Costoro esclamano: “c’è un senso di comunità sociale che dovrebbe prevalere sopra e contro la rivendicazione della libertà individuale reazionaria dei no vax”. E lo fanno dunque posizionandosi in maniera acquisciente alla comunità alienata dal dominio capitalistico, obbedendo al suo ordine vaccinale imposto dal suo stato. Contro la sostanza reazionaria ed antisociale dell’autoritarismo dello stato, questo blog rivendica la contrapposta ed antagonistica auto attività storica del proletariato che agli ordini di sua maestà il capitale non ci sta, ed attraveso le prime manifestazioni materiali di questa concreta opposizione, attraverso l’azione, tra flussi e riflussi, si è costretti a prefigurare nuove forme di autorganizzazione sociale, di cura e prevenzione. Ce ne infischieremo dunque altamente se è vera l’evidenza statistica che il lockdown cinese tutto sommato abbia funzionato, come se quello del governo Conte (seppur intempestivo) abbia mitigato il danno, perchè quelle verità non sono neutre ed attraverso la sottomissione a quelle misure la vita proletaria è sempre più meschina. Ed altrettanto ce ne infischieremo di dover confutare l’oggettività del progresso scientifico esistente nei nuovi vaccini (ovvero sieri genici sperimentali), perchè il punto decisivo è la critica rivoluzionaria del capitale. Qualora fosse vero scientificamente come sostiene la tecnoscienza istituzionale che il vaccino novello attenui le conseguenze patogene del virus o contribuisca a tenerlo sotto controllo (ma c’è una parte scientifica silenziata dal potere reale che domina la società che ne contesta questi postulati avanzando altrettante evidenze scientifiche!), questo blog si ritrae dal dibattito neutro scientifico (non perchè è roba da lasciare agli scienziati), perchè, attraverso questo atteggiamento, ne vuole criticare appunto la sua presunta neutralità oggettiva che porta dritto dritto al giudizio etico e morale della ideologia dominante espressione del dominio reale del capitalismo.

In sostanza questo blog sta dalla parte dei no green pass, come sta dalla parte delle donne sottoposte all’oppressione di genere (e di chiunque ne è vittima), ed insieme a loro rivendica il corpo e mio e me lo gestisco io! Perchè in fin dei conti la secolare alienazione e colonizzazione dei corpi femminili, specializzata e resa ancor più insopportabile dal patriarcato capitalista, oggi và ancor più in profondità nei rapporti di capitale, accentua la negazione di autonomia di scelta consapevole della maternità da parte delle donne e secondo questo modello di alienazione dei corpi femminili estende la colonizzazione dei corpi ai proletari, agli sfruttati immigrati e razzializzati, ai popoli dominati e all’intera società imponendo loro l’unica cura che il moloch capitale consente: il vaccino capitalistico altrimenti le stesse condizioni di riproduzione della già nuda vita sono negate.

Dopo questo annoso preambolo, i cui temi a stralci sono ripresi in diversi scritti di questo blog, le contraddizioni corrono veloci e di fronte alla repressione dello Stato contro gli operai dei porti c’è solo una parte della barricata su cui schierarsi. Non c’è tempo per ricostruire o ribadire la teoria rivoluzionaria dove il comunismo del secolo scorso è stato ridotto alla attuale miseria della teoria critica del diritto e dello stato hegeliano.

Il posto della barricata, senza esitazione, è contro la repressione dello stato ed a fianco della lotta concreta degli operai portuali triestini ed al fronte del porto più diffuso dei lavoratori e non che attorno a questo nocciolo proletario si sono schierati!

Noi non abbiamo patria invita a leggere queste due testimonianze a prese di posizione nette che questo blog condivide e sostiene pienamente.

Un porto, un’anomalia, una scintilla
https://ilrovescio.info/2021/10/19/un-porto-unanomalia-una-scintilla/

Napoli: Il governo Draghi svela la sua vera natura al servizio del grande capitale e delle classi dominanti!
https://ilrovescio.info/2021/10/19/napoli-il-governo-draghi-svela-la-sua-vera-natura-al-servizio-del-grande-capitale-e-delle-classi-dominanti/

Fonte: https://noinonabbiamopatria.blog/2021/10/20/ce-solo-una-parte-della-barricata/

Napoli: Il governo Draghi svela la sua vera natura al servizio del grande capitale e delle classi dominanti!

Il governo democratico di Mario Draghi, sostenuto da quasi tutte le forze parlamentari, nonché sponsorizzato dal presidente della repubblica, svela il suo vero volto antiproletario.

Con una inaudita azione di polizia è stato sgomberato il presidio contro l’obbligo del green pass davanti al porto di Trieste. Nonostante la manifestazione fosse del tutto pacifica i manifestanti sono stati inondati con cannoni ad acqua, lacrimogeni e caricati a suon di manganelli.

Anche i lavoratori della manutenzione stradale della Campania che nei giorni scorsi avevano ottenuto almeno la gratuità del tampone per avere il green pass, si sono trovati di fronte ad un repentino cambio di posizione della propria azienda che si è rimangiata tutti gli impegni assunti il giorno 15 ottobre dopo la mobilitazione dei lavoratori. Di fronte alle giuste proteste dei dipendenti anche in questo caso è intervenuta la polizia con minacce di sgombero dei dimostranti.

Questo se ce ne fosse bisogno, conferma per l’ennesima volta che dietro le istituzioni cosiddette democratiche si nasconde la vera dittatura del capitale e delle classi dominanti. La democrazia rappresentativa è solo un miserabile paravento che serve a tenere soggiogata la popolazione illudendola che lo stato e le sue istituzioni siano l’espressione di tutto il popolo. Il diritto a manifestare e a protestare viene gentilmente concesso dall’alto alla sola condizione che non si disturbi realmente il manovratore e soprattutto il sacro bene dell’economia fondata sullo sfruttamento e sui profitti. Se si supera questa barriera lo stato e le sue istituzioni dismettono la loro maschera paciona e sfoderano i loro artigli mostrando tutta la violenza di cui sono capaci pur di difendere i privilegi e gli interessi delle classi dominanti.

Ancora una volta la stampa non ha fatto mancare il suo supporto al governo e alle sue falsità facendo egregiamente il mestiere per cui sono prezzolati per denigrare e favorire la criminalizzazione di chi si oppone.

Come sempre il Presidente della repubblica, già ministro della difesa del governo che promosse i bombardamenti della ex Jugoslavia, è voluto intervenire in prima persona per denunciare le manifestazioni violente, che probabilmente ha visto solo lui, ed esprimere il suo turbamento per l’incrinatura della pace sociale. Quella pace sociale che consente impunemente al governo di realizzare un incredibile esperimento di disciplinamento e controllo sociale attraverso l’introduzione del green pass obbligatorio e la costrizione alla vaccinazione. Quella pace sociale che consente di distribuire i nostri soldi alle aziende e al grande capitale per difendere i propri profitti, per rafforzare la precarietà, allungare l’età pensionabile e creare condizioni impossibili per sopravvivere economicamente anche alle piccole unità produttive e commerciali.

I sindacati collaborativi Cgil Cisl e Uil, si sono uniti al coro, ed invece di esprimere solidarietà per i lavoratori in piazza che sarebbe il minimo che ci si possa attendere, hanno anche loro invitato a smobilitare la lotta per non danneggiare le sorti dell’economia. Ancora una volta VERGOGNA per questi manutengoli del capitale ai quali solo una vera ripresa delle lotte e delle mobilitazioni proletarie saprà chiedere conto di questo loro servilismo e della loro collaborazione con le sanguisughe del lavoro.

Mai come in questo momento non bisogna arrendersi! Questa vicenda dell’obbligo del lasciapassare persino per andare a lavorare, rappresenta solo una prova generale di cosa hanno in mente di realizzare: Il diritto a lavorare, ad avere agibilità politica e sindacale, e persino per potere avere relazioni sociali degne di questo nome, (in breve per vivere) sarà concesso solo a chi si sottometterà docilmente ai voleri dello stato e delle sue istituzioni, (di quello stato e di quelle istituzioni che ci viene ossessivamente, quanto falsamente, spiegato essere l’espressione della nostra volontà).

Sosteniamo la lotta dei portuali e della città di Trieste, come quella dei lavoratori della manutenzione stradale. Rafforziamo le mobilitazioni contro l’obbligo del green pass e la costrizione alla vaccinazione, ma soprattutto contro la svolta autoritaria in atto ed il tentativo di rafforzare l’oppressione e lo sfruttamento.

Dimostriamo anche a chi è convinto che questa gestione della pandemia serva a proteggerci dal virus, che essa non ha niente a che vedere con la tutela della salute dei cittadini ma rappresenta uno strumento in mano al governo per rafforzare il controllo totalitario sull’intera società e difendere ii profitti di pochi.

Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia

Fonte: https://ilrovescio.info/2021/10/19/napoli-il-governo-draghi-svela-la-sua-vera-natura-al-servizio-del-grande-capitale-e-delle-classi-dominanti/

Trento: Contro il Green Pass, contro lo Stato e le sue Emergenze. Blocchiamo tutto

Il lasciapassare verde è una misura che di sanitario non ha nulla: è solo l’ennesimo strumento di una politica liberticida, di ricatto e controllo tecnologico, che alimenta divisioni e guerra tra poveri.

Questa epidemia, come altre che potrebbero venire, è il prodotto del capitalismo e della globalizzazione, degli allevamenti intensivi, della devastazione industriale e delle guerre di Stato condotte per l’esproprio delle terre in nome del Progresso tecnologico.

La diffusione del contagio non può essere sconfitta attraverso l’accettazione di una misura coercitiva. Non facciamoci fregare dall’odiosa guerretta tra vaccinati e non vaccinati dietro cui lo Stato nasconde le sue responsabilità. Respingiamo questa falsa contrapposizione: la dicotomia è tra sfruttati e sfruttatori; l’obbligatorietà del lasciapassare verde è un attacco di classe, una nuova arma di ricatto e divisione nelle mani dei padroni, che ci colpisce tutti, al di là delle scelte di ognuno.

Dai morti di Bergamo tra le fabbriche della Valseriana al nuovo PNRR introdotto dal governo Draghi, è chiaro che la priorità non sia la salute, ma un rafforzamento del sistema di sfruttamento e impoverimento sull’onda di uno Stato d’Emergenza.

Di fronte al tipo di mondo che ci stanno apparecchiando, gli appelli al rispetto della Costituzione sono vani. Il green pass è una delle espressioni di un mondo fatto di algoritmi ed efficienza informatica che sta dichiarando guerra agli esseri umani stessi, un modello che è qui per restare. Non sarà certo mentre tecnocrati, militari e capitalisti sono insieme al potere, che leggi e tribunali smetteranno di essere strumenti della classe dominante. La classe che ha compiuto le stragi nelle carceri del 2020 quando i detenuti hanno alzato la testa; la classe che ha tagliato i fondi della sanità pubblica provocando la morte di migliaia di persone; la classe che ha riempito di militari le strade e tenute aperte le fabbriche mentre si moriva di Covid. Non sono i danni collaterali di un governo “sbagliato”, ma i prodotti in seno alla struttura dello Stato.

Il solo modo per resistere è quello di autorganizzarsi e lottare, consapevoli che non si uscirà dall’Emergenza fintanto che si continuerà ad obbedire.

Fermare un anno e sette mesi di obblighi e intimidazioni di Stato e Confindustria è possibile.

La determinazione dei lavoratori portuali di Trieste e Genova ne è l’esempio più chiaro, solidale e attuale: bloccare la produzione e i flussi finché l’obbligo di green pass non verrà abrogato per tutte le lavoratrici e i lavoratori di ogni categoria, senza compromessi.

IL GREEN PASS È SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG DI UN SISTEMA DI SFRUTTAMENTO CHE CI VUOLE RENDERE SEMPRE PIÙ SIMILI A MACCHINE.

RESISTIAMO A QUESTA IMPOSIZIONE.

ORGANIZZIAMOCI NEI POSTI DI LAVORO, NELLE SCUOLE, NEI LUOGHI IN CUI VIVIAMO.

Assemblea tenuta dopo lo sciopero generale dell’11 ottobre, Trento

Fonte: https://ilrovescio.info/2021/10/15/trento-contro-il-green-pass-contro-lo-stato-e-le-sue-emergenze-blocchiamo-tutto/

Niente sarà più come prima, per voi

“Mi piace sottolineare che in tutti i casi più gravi le istituzioni si sono dimostrate compatte: magistrati, prefetti, questori e tutte le forze dell’ordine sono intervenute senza esitare rendendo ancora più determinato il volto dello Stato di fronte agli atti delinquenziali che si stavano consumando”. Le parole con cui l’ex Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha rivendicato in parlamento la strage nelle carceri italiane del marzo 2020, possono in realtà essere applicate a tutto quello che è successo in questi due anni.

Milioni di persone hanno potuto finalmente osservare il vero volto dello Stato. Prima ci hanno chiuso in casa per tre mesi, poi è stata la volta del coprifuoco notturno, delle chiusure regionalizzate, del cosiddetto semi-lockdown (quello in cui da casa potevamo uscire, sì, ma solo per andare a lavorare). Infine siamo arrivati alla tanto agognata “ripartenza”.

La ripresa economica, costi quel che costi, non è certo un “ritorno” della libertà e della felicità per gli individui, ma la pretesa di una totale abnegazione nei confronti delle necessità del mercato. C’è un filo rosso che collega episodi drammatici come la strage del Mottarone, i sei morti al giorno sul lavoro, le aggressioni ai facchini in sciopero e l’imposizione del green pass a tutti i lavoratori: questo filo rosso si chiama ripartenza dell’economia capitalista. La sola cosa a cui sono interessati è che l’economia non si fermi di nuovo, che non ci siano focolai nelle aziende. La macchina non deve più fermarsi, piuttosto tagliano i freni. La macchina non deve rallentare, piuttosto ci investirà.

Sono gli stessi gran signori della Confindustria che nel febbraio del 2020 hanno fatto lobbing per tenere le fabbriche aperte, che sminuivano la gravità del virus, che insieme ai sindaci democratici di Milano e Bergamo dicevano che non ci si poteva fermare. Gli stessi che oggi ci vogliono imporre il green pass. Che dignità hanno questi signori per darci degli irresponsabili, per dire, loro a noi, che siamo i “negazionisti”?

Il green pass non ha niente a che fare con la crisi sanitaria. In realtà non ha niente a che fare nemmeno con i vaccini (qualsiasi cosa ne pensiamo). Non è vero che il green pass serve a forzare la popolazione verso la campagna vaccinale. È esattamente il contrario: è proprio questa un pretesto per forzarci a scaricare il green pass. Il malcelato obiettivo del governo è quello di sfruttare la pandemia per un’inedita forma di svolta autoritaria.

In questi anni i padroni hanno ottenuto tutto: hanno continuato a produrre, pretendendo che restassimo a casa quando non dovevamo andare a lavorare per loro; hanno ottenuto lo sblocco dei licenziamenti, imponendo Mario Draghi, già bieco burocrate della BCE e massacratore della Grecia, a capo del governo; ci stanno affamando con gli aumenti delle bollette e del carburante, modo indiretto per tagliare i nostri salari. Davanti a questa crisi strutturale la sola risposta che lo Stato può dare è l’inasprimento della repressione, il rafforzamento del controllo sociale.

A questo serve il green pass!

Il green pass non è una misura temporanea: nei loro piani, è uno strumento di controllo destinato a rimanere. Davanti a questo odioso dispositivo non possiamo permetterci compromessi o vie di mezzo (come i tamponi gratuiti). Il problema non è ottenere il green pass pur preservando la nostra fantomatica “libertà di scelta”. Va sabotato con ogni mezzo questo infame strumento di controllo.

A questo inasprimento della repressione rispondiamo inasprendo lo scontro. In tanti lo hanno capito, scendendo nelle strade senza leader e burocrati collaborazionisti del regime. Non sappiamo come andrà a finire questa lotta, sappiamo però che per milioni di sfruttati quanto accaduto da due anni a questa parte ha rappresentato una sorta di perdita dell’innocenza. In tanti hanno visto il vero volto dello Stato. Sono gli stessi analisti del regime a mostrarsi preoccupati della perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni, della politica, della polizia, dei sindacati. Che questo fossato diventi incolmabile, che a sentirsi assediati da oggi siano loro. Che la sfiducia diventi conflitto.

All’inizio dell’emergenza ci hanno detto “niente sarà più come prima”. È la sola cosa su cui non ci hanno mentito: per voi padroni e governanti, niente sarà più come prima. Non reclamiamo diritti, ardiamo d’anarchia.

CI VEDIAMO NELLE STRADE

Fonte: https://malacoda.noblogs.org/post/2021/10/14/niente-sara-piu-come-prima-per-voi/

PDF: https://malacoda.noblogs.org/files/2021/10/niente-sara-piu-come-prima.pdf

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