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verso lo spettacolo teatrale antifascista "Mai Morti" con Bebo Storti di Venerdì 15

Giovedì 14 sera - pioggia permettendo! - saremo in Piazza Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli - di fronte Palazzo Giusso, Università Orientale - con installazioni video e materiale di controinformazione antifascista e per presentare lo spettaccolo teatrale antifascista "Mai Morti" di Venerdì 15 a Palazzo Corigliano. In solidarietà agli studenti sotto processo per aver osato manifestare contro il G8 University Summit di Torino dello scorso anno!

 

Venerdì 15 Gennaio - anche in caso di pioggia! - nell'Aula "Mura Greche" di Palazzo Corigliano (Università Orientale – Piazza San Domenico Maggiore)...

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Domenica 27 dicembre - h 22:30
largo san giovanni magg. pignatelli (di fronte università orientale)
contributi video e audio, installazioni, controinformazione
 
A un anno dall'operazione "piombo fuso" a Gaza... noi non dimentichiamo!
Continuremo a lottare al fianco dellla resistenza palestinese fino alla vittoria!

Leggi tutto: domenica 27 dicembre> in piazza ad un anno da "piombo fuso"... con la Palesina nel cuore!

Morire di guerra e morire di pace nella striscia di Gaza
 
 

introduzione al lavoro

Per 21 giorni, fra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, la terra palestinese ha tremato. Ha tremato più forte di quanto già accade ogni giorno. Mentre qui in Italia e in tutto l’Occidente godevamo il riposo delle vacanze natalizie, stavamo per festeggiare l'anno nuovo, Israele decideva di avviare a Gaza l’operazione “Piombo Fuso”. Un’operazione militare devastante, che in pochissimo tempo causerà quasi 1500 morti e 5000 feriti nella popolazione palestinese. La cronaca di quelle tre settimane è un’escalation di violenza e brutalità nei confronti di un popolo che da 61 anni non ha una sua terra, da 61 anni è costretto a vivere in una prigione a cielo aperto, in uno stato di guerra permanente e di stenti. Un popolo a cui da 61 anni viene negato il diritto di vivere e di scegliere il proprio futuro.
 
L’obbiettivo dichiarato della campagna militare lanciata dalle forze israeliane è stato “colpire duramente l'amministrazione di Hamas al fine di generare una situazione di migliore sicurezza intorno alla Striscia di Gaza, attraverso un rafforzamento della calma e una diminuzione dei lanci dei razzi”. Una motivazione che, al di là dei giudizi di merito su Hamas, partito legittimamente eletto dal popolo, appare tanto faziosa quanto falsa. Non riflette assolutamente il vero intento dell’attacco e le reali motivazioni.
 

Leggi tutto: Palestina: un genocidio a due velocità

giovedì 17 dicembre
h 17 - aula magna matteo ripa
(palazzo giusso - università orientale)
 
sarà presentato un opuscolo sul Rapporto Goldstone delle Nazioni Unite e sulle condizioni di vita dei Palestinesi nella Striscia di Gaza a cura del Cau (scaricabile qui)
 
intervengono
- Sergio Cararo (Forum Palestina)
- Michele Giorgio (giornalista de "il manifesto" - in collegamento telefonico dalla Palestina)
12  DICEMBRE ’69 - 12 DICEMBRE 2009
dalla strategia della tensione alla strategia della paura


E’ il 12 dicembre del 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano in Piazza Fontana, sono le 16 e 36. Tra un minuto una bomba esploderà provocando la morte di 16 persone, ottantotto saranno i feriti.
 
Altre 4 bombe esplodono o vengono rivenute inesplose tra Milano e Roma. Il questore di Milano si precipita sul luogo dell’accaduto e si preoccupa di cancellare ogni prova, lavando la piazza con gli idranti e facendo frettolosamente brillare la bomba recuperata inesplosa.
 
Sono stati gli anarchici si dirà. Giuseppe Pinelli, ferroviere, viene arrestato. Durante il suo interrogatorio precipita da una finestra della questura milanese morendo sul colpo. Si è gettato, sarà detto in sede processuale.
Solo successivamente verranno alla luce i veri responsabili della strage. Si comincerà a parlare di Stragi di Stato. Uno Stato intimorito dalle lotte sociali ed operaie che, disperato, ricorre alla brutalità più immonda per sedarle. Si inaugura così la strategia della tensione. Una strategia di sangue e lutti per cui la magistratura non condannerà mai nessuno.