VENERDI\' 23 APRILE ORE 15.00 > PRESIDIO NO CIE SOTTO LA REGIONE (Via Cavour)
Venerdì 23 Aprile dalle ore 15.30, in occasione del primo consiglio regionale e della presentazione della nuova giunta regionale voluta dal governatore Rossi, saremo presenti con un presidio in via Cavour per ribadire la nostra opposizione alla costruzione di un CIE (Centro di identificazione ed espulsione) in Toscana. Quanto accade quotidianamente nei CIE di tutta Italia con violenze, abusi, pessime condizioni igienico-sanitarie, utilizzo massiccio di psicofarmaci, ci conferma - se ce ne fosse bisogno - che non ci sono CIE "umani". Non esistono e non potranno esistere luoghi di detenzione adatti ed accoglienti per persone che non hanno commesso alcun crimine e destinate comunque all'espulsione. L'unico CIE "buono" è quello chiuso.
Fermiamolo in Toscana, chiudiamoli ovunque!
h 21:30> teatro antirazzistaLeggi tutto: [Napoli] giovedì 15/04: una notte contro il razzismo e il fascismo
dalle 10.00: distribuzione di materiale antifascista nelle facoltà del polo
dalle 13.00: pranzo sociale - mostre - materiale informativo - musica - interventi (zona pozzo librario)
dalle 17.00: proiezione di contributi video antifascisti - foto - dibattito - aperitivo musicale (edificio d6 aula 0.14)
Pochi giorni fa, al polo delle scienze sociali di Novoli, una quindicina di appartenenti a Blocco Studentesco, organizzazione afferente a CasaPound Italia e dichiaratamente
Leggi tutto: [Firenze] Martedì 13/04 - dalle 10 alle 20: Giornata Antifascista al Polo di Novoli
La situazione delle operaie/operai palestinesi si fa sempre più drammatica. L’esercito di occupazione sionista continua a devastare l’economia palestinese, già molto precaria o addirittura primitiva. D’altra parte la corruzione e l’appropriazione dei fondi pubblici da parte dell’ANP costituisce un ulteriore salasso alle già esigue risorse disponibili. Le politiche Israeliane di esercitare il massimo controllo sulle merci in entrata e in uscita, permettono all’esercito d’occupazione di strangolare qualsiasi tentativo di sviluppo “industriale”. Questo allo scopo di rafforzare la dipendenza dei Palestinesi dal mercato sionista e assoggettarli agli interessi imperialisti.Non migliore è la situazione dei lavoratori all’interno della Palestina storica (Israele), dove le politiche razziste e neoliberiste determinano una stratificazione radicale dei diritti politici e sindacali, con la differenziazione dei lavoratori su base etnica e di nazionalità. Un modello di discriminazione applicato anche dai capitalisti italiani, per lo sfruttamento della forza lavoro immigrata, vessata dal doppio standard nelle condizioni di lavoro rappresentato dal ricatto e dal razzismo.
Incontro Pubblico con Wehbi Badarni (Sindacalista ed attivista Palestinese)
