News dall'Italia e oltre

 

STANNO APPROVANDO LA RIFORMA GELMINI...
BLOCCHIAMOLI, BLOCCHIAMO TUTTO!
MARTEDÌ 30 NOVEMBRE
ore 9:30 - piazza del gesù
MANIFESTAZIONE STUDENTESCA

In questi giorni il Governo Berlusconi, ormai allo sfascio, sta tentando in ogni modo di approvare la riforma Gelmini. Una riforma che affossa definitivamente la Scuola, l’Università e la Ricerca pubblica, tagliando i già miseri fondi destinati al mondo dell’istruzione, attaccando il diritto allo studio e condannando al precariato migliaia di docenti e ricercatori. Nonostante il nauseante teatrino parlamentare, c’è una chiara volontà di far passare questo provvedimento, ed è quella di Confidustria: “Chiediamo a tutte le forze politiche di approvare la riforma universitaria nel più breve tempo possibile\" ha detto Emma Marcegaglia.
 
Il loro disegno ormai è chiaro: privatizzare il sistema formativo, asservire ancora di più la ricerca al profitto delle imprese, rendere più ricattabili studenti e docenti, impedendo alla stragrande maggioranza della popolazione di intraprendere un percorso di studio o di trovare un lavoro dignitoso. Per questo in tutta Italia studenti, precari, ricercatori stanno scendendo in piazza. A Roma sono addirittura riusciti a entrare nel Senato, uno dei Palazzi dove si orchestrano le politiche che ci colpiscono ogni giorno. E sono stati manganellati e denunciati, come a Milano, Bologna, Firenze, Padova… Ma proprio queste proteste, così determinate, sono riuscite finora ad impedire l’approvazione della riforma!
 
Anche a Napoli ci siamo mobilitati, bloccando la didattica, occupando l’Orientale, scendendo spontaneamente in corteo, facendo sentire la nostra voce in tutti gli atenei. Queste mobilitazioni, come quella dei migranti sulla gru, dei migliaia di lavoratori in sciopero, dei cassaintegrati e dei disoccupati, dimostrano l’esasperazione, la rabbia, la voglia di riscatto e di protagonismo di tutti quelli che non vogliono continuare a pagare questa crisi, e con l’autorganizzazione dal basso provano a determinare il loro futuro!
 
VINCERE È POSSIBILE! UNIAMO LE LOTTE!

il manifesto del corteo

 

Palestina: una terra cancellata dalle mappe.

Dieci domande sul sionismo

 

 

Palestina: una terra cancellata dalle mappe
Dieci domande sul sionismo
Atti del convegno di Roma (28-29 novembre 2009) a cura del Forum Palestina
Rinascita edizioni, 2010

“Perché dovremmo occuparci del Sionismo? Il Sionismo è storia, pura ideologia, e dobbiamo concentrarci sulla vera realtà politica, non sulle ideologie”. Frasi del genere non sono inusuali nel movimento di solidarietà alla Palestina, e necessitano di una risposta, perché il Sionismo non è né pura ideologia, né una questione del passato, ma un movimento politico esistente, incarnato dallo Stato di Israele e dalla sua politica.

   Senza una chiara analisi sulla natura del Sionismo, non si può capire il fallimento del “processo di pace” e il suo sistematico sabotaggio da parte dello Stato di Israele. Senza capire il Sionismo, è quasi impossibile cercare di prevedere le prossime mosse della leadership israeliana.
Dalla relazione di Michael Warshawski Il convegno
 
   Ebraismo e sionismo indicano due realtà non necessariamente collegate, e confonderle è un grave errore. Prima della fondazione dello Stato di Israele ciò era molto chiaro, in quanto solo una parte del mondo ebraico, e neppure la più consistente, si identificava nel sionismo. Dopo il \'48 lo Stato di Israele ha fatto di tutto per far apparire i due termini collegati e confusi, ma non tutti gli ebrei del mondo sono sionisti e neppure tutti gli ebrei israeliani. L'equiparazione dei due termini è un modo per vanificare ogni giusta critica all'operato dello stato israeliano che si fonda sull'ideologia sionista.
Dalla relazione di Miryam Marino
 
   Le origini della questione palestinese coincidono in definitiva non con la presenza degli ebrei in Palestina ma con il formarsi di un movimento coloniale sostenuto da una elite intellettuale ed economica ebraica che aveva come finalità la realizzazione di un progetto economico con profonde radici religiose. Il peccato originale del sionismo fu sin dall\'inizio l\'atteggiamento mistificatorio ed elusivo nei confronti dei diritti civili e politici degli arabi palestinesi, la scelta cioè di una contrapposizione aprioristica nei confronti di una comunità considerata inferiore, giuridicamente e culturalmente. I padri fondatori dello Stato di Israele sono tutti stati assertori, ideatori e attivisti della politica del Muro di ferro ideata da Jabotinsky e della lotta armata contro gli arabi: le basi del conflitto furono poste assai prima della tragedia dell\'Olocausto.
Dalla relazione di Stefania Limiti

“Dieci domande sul sionismo”, organizzato dal Forum Palestina e “raccontato” in questo libro, era in cantiere quando ci ha lasciato Stefano Chiarini, che con i compagni del Forum stava appunto progettando l\'iniziativa. A lui è dedicato questo volume, a compimento di una promessa.

Il Forum Palestina è nato nell\'ottobre del 2001. Riunisce una serie di associazioni, sindacati di base, radio indipendenti e comitati locali che si occupano della questione palestinese. Il Forum ha dato vita ad alcune grandi manifestazioni nazionali, tra cui, le più recenti, quella del 10 maggio 2008, per il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino che aveva come ospite d\'onore lo stato di Israele, e quella del 17 gennaio 2009, che chiedeva la fine dei bombardamenti su Gaza; ha inviato una delegazione nella Striscia di Gaza nel marzo 2009; ha promosso la partecipazione italiana alla Gaza Freedom March nel primo anniversario del massacro di Gaza (dicembre 2009). Il Forum Palestina aderisce alla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni verso Israele), considerandola uno strumento di sostegno internazionale alla resistenza del popolo palestinese contro l\'occupazione e l\'apartheid, e promuove il boicottaggio scientifico e accademico di Israele. Nel 2009-2010 il Forum ha avviato un progetto di informazione e dibattito sul sionismo, di cui il convegno che si è tenuto il 28 e 29 novembre 2009 a Roma ha rappresentato il primo appuntamento.
 
                caunapoli.org
          

 

INTOLLERANZA PER GLI INTOLLERANTI!

SANTANCHE’ E DE CORATO NON SIETE GRADITI!

 

PRESIDIO GIOVEDI’ 25 NOVEMBRE ORE 9:30

ATRIO EDIFICIO D4 POLO DELLE SCIENZE SOCIALI

Siamo in odore di campagna elettorale. Sembra che quest’anno (malauguratamente), le elezioni politiche e quelle per il rinnovo delle rappresentanze studentesche potrebbero sovrapporsi e dare vita alla titanica produzione di carta straccia formato manifesto. Poiché bisogna prepararsi per tempo e giocare d’anticipo, i carrieristi inamidati di Studenti per le Libertà, alias PDL, hanno voluto fare le cose in grande ed hanno sparato alto. Perchè non prolungare la passerella mediatica pre-elettorale dentro l’ateneo fiorentino, portandoci qualche esponente politico di spicco del partito? Perchè poi non coinvolgere la regione, puntando sul tema dell’immigrazione vista la previsione di un nuovo CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) a Campi Bisenzio?

Dopo attente riflessioni i forzaitalioti hanno estratto dal gran pattume politico-istituzionale i loro “esponenti di spicco”: l’onorevole Daniela Santanchè ed il vice-sindaco di Milano De Corato.

La prima, passata dai calendari al “sono orgogliosa di essere fascista”, si è riciclata velocemente nel partito di governo non appena annusato il profumo dei voti, il secondo, tra uno sgombero e l’altro, è profondamente convinto che a Milano ci siano “troppi immigrati”.

Fortunatamente c’è ancora chi, come noi, pensa che l’università non possa riprodurre gli squallidi salottini televisivi dove questi personaggi sono soliti vagare, che né qui né altrove il dibattito politico e scientifico possa essere scambiato con il procacciamento selvaggio di voti. Soprattutto non vogliamo stare ad ascoltare le parole che usciranno delle loro bocche sul tema immigrazione (ci basta e avanza il mainstream che serpeggia tra i mass-media). Non ci aspettiamo nulla dagli esponenti del partito della Bossi-Fini e dei CIE , che rendono la vita di tanti immigrati precaria, incerta, a volte, troppo spesso, per se stessa fatale. Da studenti sappiamo riconoscere in questi personaggi due avanguardie dell’attacco liberista (bipartisan) sferrato contro le classi popolari di questo paese, gli stessi che ci scippano con mano lesta il diritto allo studio e ci danno in pasto alle imprese durante e dopo il percorso formativo. Non possiamo non sentirci solidali, da futuri precari, con tutti quei lavoratori stranieri che sono costretti ad accettare condizioni da fame pur di ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno, con coloro che vivono la costante minaccia della detenzione amministrativa nei nuovi lager detti CIE, prime vittime del moderno fascismo.

Già prima che ci concedano cinque minuti per esporre la nostra opinione da talk show ai sicari che saranno seduti in cattedra il prossimo 25 novembre, noi avremo già scelto da che parte stare. IMPEDIREMO CON OGNI MEZZO NECESSARIO A SANTANCHE’ E DE CORATO DI PARLARE NELLA NOSTRA UNIVERSITA’. Dentro le nostre aule non c’è posto per chi costruisce le proprie fortune elettorali sulle spalle degli sfruttati, nè per strette di mano grondanti sangue tra il PDL e la regione Toscana, dopo che quest’ultima ha “finalmente” accettato l’idea di costruire un CIE sul nostro territorio. Per noi nessuna passerella elettorale ci può e ci deve essere quel giorno al Polo di Novoli.

Nessuna legittimità alla Santanchè e a De Corato!

Nessun CIE, né in toscana né altrove!

I diritti non si meritano, si conquistano!

 

Collettivo Politico Scienze Politiche- Firenze

Assistiamo ormai da decenni allo smantellamento, da parte dei governi di centro destra e centrosinistra, di scuola ed università pubbliche; la Riforma Gelmini, ultimo provvedimento in ordine di tempo ad assolvere a questo compito, ha determinato il taglio di milioni di euro destinati a scuole e facoltà.

Assieme ai lavoratori del mondo della pubblica istruzione, ai disoccupati, ai precari abbiamo deciso di far sentire forte e chiara la nostra voce: alla repressione, ai tentativi di farci paura e di dissuaderci dal proseguire le nostre battaglie, abbiamo risposto e continueremo a rispondere con l’unità e la determinazione.
 
Il 17 novembre, data internazionale di mobilitazione studentesca, saremo di nuovo in piazza per ribadire che “Il futuro non è scritto”, che ribellarsi a questo stato di cose non solo è possibile, ma necessario! E’ per questo che abbiamo dato vita ad una mobilitazione autorganizzata, costruita dal basso, autonoma e critica rispetto ai partiti e organizzazioni istituzionali, che da sempre si sono dimostrati più interessati alla spartizione del “banchetto”, che alla salvaguardia degli interessi e dei diritti degli strati più deboli della società.