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Come Collettivo Politico di Scienze Politiche esprimiamo massima solidarietà ai compagni che ieri hanno subito lo sgombero degli spazi autogestiti conquistati durante la mobilitazione studentesca dell’ultimo dicembre e non solo. La scure repressiva che ieri si è abbattuta da Firenze a Napoli fino a Milano, ha dimostrato ancora una volta quale sia la risposta che le istituzioni accademiche e non, decidono di dare alle esigenze degli studenti: la privazione “manu militari” dei luoghi di aggregazione e organizzazione politica e sociale.

La solidarietà che intendiamo esprimere non vuole essere una mera,  dovuta, testimonianza, ma è concreta.  E’ concreta poichè ben sappiamo quante e quali risorse materiali e immateriali servono per mettere in piedi il progetto di riappropriazione di uno spazio;  è concreta poichè sappiamo quanto sia difficile,  in un periodo di lassismo politico come questo,  estendere la leggittimità dell’autorganizzazione e dell’autogestione ad una realtà asettica e disciplinante come quella dell’università che baronato e Confindustria vogliono imporre;  è concreta perchè sappiamo quanta rabbia porta vedere il lavoro di mesi violentato da polizia,  carabinieri e galoppini delle dirigenze universitarie.

Ma passerà ben poco prima che questa rabbia si riorganizzi, dando vita a nuove occupazioni e nuove lotte.

Dopotutto per ripartire basta un trapano…
Fuori la polizia dalle università!

Ad ogni sgombero risponderemo con una nuova occupazione!

Solidarietà ai compagni di Firenze, Napoli e Milano!

I diritti non si meritano si conquistano!

Collettivo Politico

Scienze Politiche

Prima Federico II, poi Orientale: bloccati i Senati Accademici. Impediamo l'applicazione della Riforma!

Il 25 gennaio abbiamo fatto irruzione al Senato Accademico dell’Università di Napoli l’ Orientale, interrompendo e invalidando la seduta.

 Questa azione è stata effettuata in continuità con il blocco del giorno precedente del Senato Accademico della Federico II che allo stesso modo è stato invalidato (leggi comunicato seguente).

Attraverso un documento abbiamo dato voce alle istanze degli studenti e abbiamo riaffermato ancora una volta la nostra contrarietà alla riforma Gelmini e la volontà di continuare le mobilitazioni.

 Abbiamo chiesto una presa di posizione netta e concreta da parte del S.A. dell’ateneo, riportando come esempio la scelta del rettore dell’Università di Torino Pelizzetti di far uscire il proprio ateneo dalla CRUI.

 Nel corso delle mobilitazioni di novembre e dicembre alcuni docenti avevano espresso la propria (presunta?) solidarietà, appoggiando le istanze anti-riforma del movimento studentesco. Tuttavia in questa sede istituzionale la risposta è stata unanime ma negativa, quasi in perfetta continuità con la strategia politica del Governo che continua a ignorare il dissenso studentesco.

Nonostante il varo formale della Riforma, l’applicazione nel concreto è delegata ai singoli atenei che hanno il compito di riscrivere gli statuti entro i 9 mesi previsti dalla legge, recependo i nuovi decreti. Abbiamo chiesto di non nominare le commissioni che dovranno riscrivere gli statuti, ricevendo dal Senato un rifiuto categorico, giustificato “dall’impossibilità di trasgredire la legge”.

Non sarà il loro immobilismo a fermare la nostra mobilitazione!

La riforma è passata... possiamo impedire che venga applicata!

Comunicato intervento al Senato accademico della Federico II

 Oggi 24 Gennaio era prevista la seduta del Senato Accademico dell’Ateneo Federico II, atta a muovere i primi passi verso l’applicazione effettiva della “legge Gelmini” nei singoli Atenei.

Il movimento studentesco, come annunciato, ha impedito lo svolgimento della seduta, cercando sin da subito di intaccare i vari passaggi dell’applicazione, dimostrando con la nostra presenza che il varo della Riforma non è per noi una sconfitta, bensì un ulteriore motivo per proseguire la lotta.

Durante l’interruzione della seduta si è svolta la lettura di un documento che riportava le nostre posizioni sulla riforma e sottolineava l’interesse da parte degli organi accademici a sostenere l’attuazione definitiva della legge; a dimostrazione di ciò, si è avuta come risposta da parte del rettore e dell’intero Senato la volontà di proseguire la seduta, minacciando provvedimenti “legali”.

 Non saranno di certo le minacce degli organi istituzionali a fermarci, ma proseguiremo già da domani con l’appuntamento per l’interruzione del Senato Accademico dell’Orientale.

Non permetteremo che questa riforma venga attuata nei Nostri atenei!

GIOVEDI’ 20 GENNAIO ORE 15 30 >>

ASSEMBLEA STUDENTESCA @ FACOLTA’ DI LETTERE

VENERDI’ 28 GENNAIO ORE 9:00>>

CORTEO CONCENTRAMENTO @ PIAZZA SAN MARCO

Il 28 gennaio è stato chiamato lo sciopero di 8 ore (generale dai cobas,di categoria dalla FIOM) dopo che tra il 13 e l4 gennaio è stato votato il referendum sul nuovo contratto a Mirafiori.

Questo referendum, spacciato per consultazione democratica, è in realtà un ricatto senza precedenti, perchè mette i lavoratori davanti alla scelta fra fame e schiavitù: con l’accordo sindacale in questione, Marchionne e la Fiat puntano infatti a cancellare vantaggi fondamentali e diritti collettivi (tra i quali di fatto anche lo Statuto dei Lavoratori) conquistati dalla classe operaia con le lotte del 1968-1973. Per ovviare al problema di quegli “antidemocratici” che non sono disposti a lavorare con i nuovi, massacranti turni, la dirigenza Fiat minaccia di delocalizzare la produzione all’estero, dove può contare su un costo del lavoro più basso.

Quanto avviene alla FIAT (da Pomigliano a Mirafiori) non è un problema che riguarda i soli lavoratori del comparto automobilistico. Non solo perchè si parla degli operai della più grande industria automobilistica italiana, simbolo delle lotte operaie del “lungo ’68”, del settembre 1980 e ancora della stagione “dei bulloni” del 1992, ma perchè, col suo palese disprezzo per gli sfruttati, Marchionne, in vece dei capitalisti che lo pagano, ha sollevato una questione sociale e politica di fondo che riguarda tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, precari e non, di oggi e di domani.

La strategia padronale è quella di dare una stangata al valore politico e sociale del contratto nazionale di lavoro, estendendo condizioni lavorative livellate in peggio ed un sistema di relazioni sindacali autoritario in tutti i settori pubblici e privati. In breve, o stai alle mie condizioni di ipersfruttamento, oppure ti costringo per via contrattuale a restare fuori dalle trattative. Se questa sorte, complici CGIL-CISL e UIL, era toccata finora in moltissimi posti di lavoro ai sindacati di base ad alle semplici forme di autorganizzazione, ora è giunto il turno della FIOM.

Come studenti non possiamo, dopo la mobilitazione che ci ha visto protagonisti in questi mesi,rimanere immobili a guardare. La strategia del capitale è quella di colpire indiscriminatamente i diritti collettivi di coloro che subiscono la crisi per ricavare altro profitto, da un lato eliminando il diritto allo studio e privatizzando scuola e università; dall’altro cancellando il diritto allo sciopero e intensificando lo sfruttamento sui posti di lavoro. L’unico antidoto al piano di Marchionne è l’unione delle lotte fra studenti e lavoratori, con la determinazione che siamo riusciti a mettere in campo nel dicembre 2010, da Firenze a Palermo, da Napoli a Torino, a Bologna, a Pisa, a Milano e, naturalmente, a Roma.

La parola d’ordine deve restare MOBILITAZIONE, per continuare a mettere il bastone tra le ruote di coloro che rubano il nostro futuro. Deve anche essere ORGANIZZAZIONE, perchè abbiamo bisogno delle strutture necessarie per boicottare il piano di chi vuole lucrare sulle spalle di studenti,lavoratori ed immigrati con la scusa di una crisi economica che loro stessi hanno provocato.

Per questo rilanciamo la giornata di lotta del 28 gennaio contro sfruttatori e opportunisti di oggi e di sempre. Troviamoci insieme per costruire la piazza del 28 e per capire le prospettive di lotta dei prossimi giorni.

CONQUISTIAMO I NOSTRI DIRITTI!

NO ALL’ACCORDO SEPARATO!

CONTRO IL RICATTO PADRONALE DI MARCHIONNE E DI CHI LO APPOGGIA!

 

collettivopolitico.noblogs.org - red-net.it
 
STUDENTI E LAVORATORI FIORENTINI IN MOBILITAZIONE

Oggi un gruppetto di studenti medi appartenente al coordinamento degli Studenti Autorganizzati Campani, aveva intenzione di allestire, nel centro storico di Napoli, a P.zza S. Domenico, una mostra fotografica che raccontasse la mobilitazione di quest'anno contro la Riforma Gelmini.

Alle 17.15, mentre una ventina di studenti (di età compresa tra i 14 e i 18 anni) stavano attaccando i cartelloni, una volante e due motociclette della polizia municipale sono sopraggiunte intimando aggressivamente agli studenti di staccare subito le foto. Mentre i ragazzi domandavano le motivazioni di questo divieto, la polizia municipale ha iniziato a strappare le foto già messe: i ragazzi hanno cercato di difendere lo foto, e sono stati colpiti con calci e spintoni. Uno dei ragazzi che stava filmando la scena con il cellulare è stato aggredito, bloccato e portato via.

Leggi tutto: [Napoli] 8/01 Studenti aggrediti e minacciati con una pistola d'ordinanza in pieno centro!

Non vi illudete... la nostra stagione è appena cominciata!

Anzitutto i numeri: circa diecimila studenti si sono mobilitati da piazza del Gesù stamattina.
Con i corsi universitari chiusi, con le scuole chiuse, dopo una campagna di stampa nazionale asfissiante contro il movimento studentesco, non era scontato! E invece i numeri di oggi, a Napoli come nelle altre città, dimostrano che invece la solidarietà tra chi vive gli stessi problemi è più forte dei predicozzi interessati da "padri" che nessuno vuole o delle minacce e della repressione praticata e auspicata dai fascisti presenti nel governo.
 
C'è una generazione di giovani studenti e precari a cui hanno sequestrato il futuro e che nel 14 dicembre a Roma legge il ribaltamento di tutto questo: dal 14 dicembre siamo noi ad assediarvi per riprenderci il futuro! Piazza del Popolo è stata per noi davvero la "piazza del popolo", di quel popolo cui è stato disegnato un futuro di precarietà economica, de-alfabetizzazione culturale e distruzione ambientale e che invece è ormai determinato a riprendersi i propri diritti!
Qualunque cosa facciano in quei palazzi istituzionali sempre più sordi ai bisogni reali di un paese in crisi! Se pensano che basta blindarsi e accelerare le votazioni, sbagliano ancora una volta i loro conti. O si blocca la riforma o blocchiamo le città!
Con questa parola d'ordine il movimento è sceso di nuovo in piazza a decine di migliaia in tutta italia e con l'obiettivo di costruire, un passo alla volta, le condizioni dello sciopero generale. Se le burocrazie sindacali dormono, noi lo faremo dal basso! Per questo oggi il corteo, cui hanno partecipato anche centinaia di precari degli operatori sociali e del progetto Bros, ha prima bloccato in migliaia il porto di Napoli al molo Beverello e al molo Pisacane e poi la stazione centrale in piazza Garibaldi per circa due ore provocando l'annullamento di svariati treni.
Non vi illudete... la nostra stagione è appena cominciata!!
 
Movimento Studentesco Napoletano