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Questa mattina come Collettivo Aula R, insieme al Fronte della Gioventù Comunista e PCL abbiamo contestato il “Jo
b Meeting” al Palazzo dei congressi di Pisa, vera e propria fiera del lavoro precario e sfruttato, celebrazione dell’università azienda sempre più gestita da privati e legata alle esigenze del profitto.

Infatti la formazione universitaria sempre più specializzata e nozionistica, orientata verso la formazione di specifiche figure professionali, trova qui la sua “fiera” incontrando agenzie interinali, istituti di credito, colossi dell’industria, agenzie di management. Tutto “d’ecc
ellenza” sia chiaro, tutto “di qualità”

“Sfruttamento, alienazione, profitto: basta fiere della precarietà!” questo lo striscione che abbiamo aperto all’ingresso del Meeting, distribuendo volantini e intervenendo al megafono. Siamo poi entrati attraversando gli stand e bloccando per alcuni minuti quello del DSU Toscana in solidarietà con le lavoratrici della mensa universitaria e per contestare le loro politiche di tagli alle borse di studio e ai servizi per il diritto allo studio.
 
 

Leggi tutto: [Pisa] 20/11: Basta alle fiere della precarietà: contestato il Job Meeting

MERCOLEDi 28 - ore 16:30 - evento facebook - locandina
aula Matteo Ripa - Palazzo Giusso (univ. Orientale)
ASSEMBLEA PUBBLICA
Francesco Piccioni
(giornalista del Manifesto) in videoconferenza
Pino Marziale (avvocato del lavoro)
Collettivo Clash City Workers (lavoratori della metropoli in lotta)

presentazione videoinchiesta sull'articolo 18: "L'articolo 18 non si cancella - parlano i lavoratori" (a cura di Clash City Workers)

 

Leggi tutto: [Napoli] 28/03: Assemblea pubblica / Riforma del mercato del lavoro: NOT IN MY NAME!

Viviamo oggi, sulle nostre spalle di studenti, una selezione di classe resa evidente dalle riforme che hanno modificato il sistema universitario. Infatti l'università diventa sempre meno accessibile  attraverso  il progressivo innalzamento delle tasse, i tagli alle borse di studio e gli eccessivi costi dei libri di testo. La  Gelmini prima e il nuovo “professor\ministro” Profumo ora, che all'epoca appoggiò senza problemi la riforma Gelmini, ci hanno prefigurato uno scenario in cui si verranno a delineare atenei di serie A e atenei di serie B, virtuosi e “viziosi”!
 

E questi ultimi si trovano soprattutto al Sud: tale differenziazione sarà accentuata con l’abolizione del valore legale del titolo di studio,proposta già discussa dal Consiglio dei Ministri “tecnico”.

Negli ultimi anni inoltre, il taglio dei fondi al sistema universitario pubblico ha reso ancora più carenti i servizi (come alloggi, mense e biblioteche) che dovrebbero essere messi a disposizione degli studenti: il sistema bibliotecario ad esempio dovrebbe fornire numerose copie dei libri di testo e manuali adottati nelle facoltà. Ma spesso tutto questo non avviene e gli studenti ancora una volta  sono costretti a sostenere ulteriori spese. I docenti, da parte loro, non sembrano per nulla andare incontro agli studenti, anzi! Basti pensare alle richieste di alcuni docenti che pretendono l'acquisto di libri originali per poter superare gli esami e che spesso sono i docenti stessi a svuotare le biblioteche universitarie, prendendo “in prestito” libri senza mai più restituirli (ebbene sì, quante volte vi è capitato di andare alla ricerca di “libri fantasma”? Ora sapete da chi andare a riscuoterli!).

Infine la nostra attenzione si pone sull’odiata distinzione di programmi tra studenti corsisti e non per cui questi ultimi sono costretti a dover portare all’esame ulteriore materiale. Diventa dunque, ancor più difficile stare al passo con i tempi universitari, soprattutto per chi oltre ad essere studente è anche lavoratore... nella maggior parte dei casi a nero!  Ed ecco quindi che la tanto decantata “ meritocrazia" si mostra per quello che è: strumento di selezione dove solo chi possiede la capacità economica di fronteggiare tutte le spese necessarie potrà permettersi di ottenere un titolo di studio spendibile nel mercato del lavoro.  Gli studenti-lavoratori non solo non vengono agevolati ma sono addirittura sottoposti a logiche discriminatorie.

Leggi tutto: [Napoli] Pretendiamo ciò che ci spetta: libri di testo a disposizione di tutti

Un pomeriggio contro il “nuovo” Governo
lunedì 5 dicembre - dalle 16:30 - Palazzo Giusso - Università Orientale
ASSEMBLEA PUBBLICA
nell'ambito dell'assemblea

- collegamento da Roma con diretta sul Consiglio dei Ministri, con Francesco Piccioni, giornalista del Manifesto, che ci aggiornerà in diretta da Roma sulle misure prese dal Governo, sulle prime reazioni e sul senso di questi provvedimenti.
- presentazione di un opuscolo di analisi sul Governo Monti “Ce la faremo”. Qualche nota sul Governo Monti e la partita dei prossimi mesi…
- proiezione di una video-inchiesta autoprodotta da studenti e precari sul paese reale…
 
LOCANDINA * EVENTO SU FACEBOOK (condividi e partecipa)

 

Lunedì prossimo, 5 dicembre, Monti convocherà il primo Consiglio dei Ministri davvero operativo, in cui saranno presentate alcune misure economiche per “uscire dalla crisi

”. Si tratterà certamente di misure pesanti, per cercare di recuperare subito altri 15 miliardi mettendo l'ICI sulla prima casa, alzando l'età pensionabile, liberalizzando i servizi pubblici locali, aumentando l’IVA... Si tratterà di misure concordate con l'Eurogruppo-Ecofin del 29-30 novembre e che dovranno essere abbastanza “forti” da convincere il Consiglio europeo che si riunirà qualche giorno dopo. Ma si tratterà in ogni caso solo della prima tranche di una complessa manovra che – integrando tutti i provvedimenti già previsti dal Governo Berlusconi, i diktat franco-tedeschi e gli affondi dei capitalisti nostrani come Marchionne – porterà in poco tempo studenti, lavoratori, disoccupati sull’orlo del baratro, come in Grecia.

Leggi tutto: [Napoli] 4/12: 5 dicembre, le prime misure del Governo Monti: che sta succedendo? E noi che...

MA QUALE DEBITO, MA QUALI SACRIFICI? IL CAPITALISMO E’ LA CRISI!

 

Corteo 7 ottobre ore 9 @S.Marco. A seguire, giornata in piazza

 

In questi mesi il governo sta approvando manovre che, seguendo le direttive imposte da Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, stanno provocando una vera e propria macelleria sociale. Con la scusa del debito pubblico governo e opposizione hanno dato il via ad una serie di privatizzazioni selvagge, svendite dei beni e servizi pubblici (es a.t.a.f. a Firenze), tagli ai servizi sociali (scuola, sanità, enti locali), aumento dell’età pensionabile e cancellazione dei diritti dei lavoratori. Per mantenere la pace sociale, si ricorre alla subdola retorica della “responsabilità nazionale”, una farsa il cui scopo è far digerire, senza opposizione da parte delle classi subalterne, provvedimenti volti a scaricare i costi della crisi su chi non ne è artefice ma soltanto vittima, rispondendo alle legittime istanze di dissenso con il pugno duro della repressione. Queste logiche di smantellamento totale dello stato sociale non risparmiano gli studenti che subiscono non solo i tagli, ma anche una ristrutturazione complessiva del sistema universitario, volto a favorire la selezione di classe e l’ingresso dei privati nella gestione degli atenei attraverso logiche aziendali.

Le borse di studio sono state ridotte di 146 milioni nel 2009 e di 24 milioni nel 2010/11, con la conseguenza di aumentare il numero di coloro che, possedendo i requisiti per la borsa di studio, non la ricevono per mancanza di fondi. E’ stato istituito anche il “fondo per il merito” (prestiti d’onore) che, prescindendo da criteri di reddito, va a svantaggiare studenti provenienti dalle fasce più deboli. Inoltre comporta un indebitamento nei confronti delle banche da parte dei neo laureati che,entrando in un mondo del lavoro fatto di precarietà e salari “da fame”,avranno anche l’incombenza di pagare un debito contratto ancora prima di avere un reddito. L’università “della crisi” apre le porte ai privati che, insediandosi nei Cda (consigli di amministrazione), avranno la possibilità di influenzare pesantemente didattica e ricerca. Potranno, infatti, decidere di sopprimere o attivare corsi e sedi, proporre titoli di laurea, stipulare contratti di tirocini gratuiti. Nel caso dell’ateneo fiorentino il protocollo d’intesa con Confindustria Firenze volto a “implementare le relazioni fra impresa e ricerca”e che prevede l’ingresso di un rappresentante di Confindustria nei comitati di indirizzo dei corsi di studio, rende tutto questo più che mai evidente. Ci si prospetta quindi un futuro di sacrifici e sfruttamento mentre banche,affaristi e speculatori continuano a macinare profitti. Ma il debito e la crisi non sono certo responsabilità dei lavoratori e degli studenti, i quali hanno sempre e solo pagato il prezzo di un sistema basato sullo sfruttamento. Responsabili, invece, sono anni di politiche economiche volte a finanziare guerre e grandi opere dalla dubbia utilità sociale, a favorire la speculazione sul debito (conseguenza di 30 anni di deregolamentazione finanziaria) e i regali concessi alle grandi aziende che, a seguito di piani di delocalizzazione produttiva quasi totali, mandano in cassa integrazione migliaia di lavoratori. Tutto questo non è accettabile: è il momento di iniziare una fase di radicale opposizione sociale contro queste politiche di sfruttamento con la consapevolezza che non siamo di fronte ad una crisi del capitalismo, ma che è il capitalismo stesso, per sua natura, a generare ciclicamente crisi.

NON CI LASCEREMO MANOVRARE! EAT THE RICH!

CORTEO STUDENTESCO VENERDI 7 OTTOBRE PIAZZA san Marco h 9. A seguire pranzo e giornata informativa