La richiesta sarà discussa al prossimo Senato Accademico de l'Orientale; è necessario, perchè possa essere accolta, raccogliere adesioni della comunità accademica tutta. Mandare le adesioni all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(evento su facebook)
per gli studenti: indicare nome, cognome e matricola.
per docenti, dottorandi e ricercatori: indicare nome, cognome, ruolo e facoltà.
Al Magnifico Rettore dell'Orientale,
a tutta la comunità accademica,
al personale non docente e a tutta la componente studentesca

In seguito al tragico episodio avvenuto il 15 aprile che ha visto l'uccisione dell'attivista dell ISM (International Solidarity Movement) Vittorio Arrigoni, riteniamo necessario, dato il silenzio delle istituzioni, dedicare una targa alla sua memoria nell'aula Matteo Ripa di palazzo Giusso che ha spesso ascoltato la sua voce di denuncia nelle numerose iniziative di sensibilizzazione sulla questione palestinese.
Una targa che reciti: «Vittorio Arrigoni (1975 - 2011), internazionalista. "Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi. Restiamo Umani"»
Vittorio da quasi dieci anni era attivo nei territori occupati palestinesi denunciando quotidianamente i crimini commessi dallo Stato di Israele che con politiche colonialiste e di apartheid continua a violare le leggi internazionali (la quarta convenzione di Ginevra e ben 73 risoluzioni dell'ONU) senza per questo andare incontro a nessun tipo di sanzione.
L'attivismo di Vittorio ha cercato di riempire il vuoto della comunità internazionale nella difesa dei più basilari diritti umani, insegnandoci come l'indignazione e la denuncia debbano sempre prevalere sulla rassegnazione, senza mai perdere l'umanità.
Dopo anni di attivismo come "scudo umano" in Cisgiordania durante la seconda intifada, Vittorio raggiunse Gaza nel 2008 a bordo di una nave del Free Gaza Movement che riuscì a rompere per la prima volta l'assedio imposto sulla striscia dal 1967.
Dal 2008 i tentativi continuano: anche quest'anno un gran numero di navi provenienti da diverse parti del mondo - la Freedom Flotilla 2 - partirà alla volta di Gaza nel coraggioso tentativo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese della striscia e di rompere l'embargo che la soffoca dal 2007. E anche quest'anno la spedizione sfiderà l'arroganza della marina israeliana, dopo il sanguinoso e ingiustificato attacco in acque internazionali alla nave turca della Freedom Flotilla 1 - la Mavi Marmara - che costò la vita a nove attivisti.
Vittorio ci ha sempre testimoniato che a Gaza la popolazione civile è sottoposta a numerose restrizioni che coinvolgono ogni aspetto della quotidianeità: dall'impossibilità di pescare oltre le tre miglia dalla costa, alla difficoltà di coltivare le proprie terre, alla negazione del diritto alla mobilità e alle cure mediche. Soprattutto vogliamo sottolineare che, a cavallo tra il 2008 e il 2009, durante l'Operazione Piombo Fuso in cui furono violentemente uccise più di 1400 persone in gran parte civili e bambini, Vittorio era l'unico testimone italiano.
Gli attacchi israeliani non si sono mai realmente fermati, mentre silente continua ad essere il mondo occidentale.
La morte di Vittorio, al di là di quale sia la verità sui reali responsabili e mandanti, le indagini sono ancora in corso, non ci può impedire di ricordare la verità sulla sua vita e il suo impegno. Ci sembra importante però sottolineare che la natura politica della sua morte resta frutto del sionismo: 63 anni fa la Palestina era terra di pace e tolleranza dove convivevano e cooperavano musulmani, ebrei e cristiani senza alcuna forma di estremismo religioso.
Continuare ad ignorare l'oppressione significa diventare a nostra volta responsabili. E' per questo che chi trae profitto dalla sua morte è direttamente o indirettamente lo stato di Israele che aveva addirittura inserito un ambasciatore di pace come Vittorio nella lista nera, deportandolo e torturandolo nelle proprie carceri mentre cercava di tornare nei territori palestinesi.
La morte di Vittorio Arrigoni ci lascia un'eredità importante: “Restiamo Umani”. Restiamo umani significa prima di tutto mettersi in gioco. Non lasciar vincere l'indifferenza. Scegliere la vita anche oltre la propria.
E' per questo che un' università come l'Orientale che si fa portavoce del multiculturalismo, dell'importanza del dialogo tra i popoli, specialmente nel Mediterraneo, non può restare indifferente di fronte al vergognoso silenzio mediatico e istituzionale.
Chiediamo quindi di firmare quest'appello come piccolo segno di umanità.
Non mi spaventa la violenza dei potenti, ma il silenzio degli onesti
Martin Luther King
Studenti e studentesse de L'Orientale
prime adesioni docenti:
- Claudio Lo Jacono (professore ordinario - Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo - Università l'Orientale, Napoli)
- Rossella Bonito Oliva (docente ordinario - facotà di lettere e filosofia - Università l'Orientale, Napoli)
- Giuseppe Aragno (docente - facoletà di Scienze Politiche - Università Federico II, Napoli)
- Barbara de Miro d'Ajeta (ricercatrice - Facoltà di Lettere e filosofia - Università l'Orientale , Napoli)
- Salvatore Prisco (ex-docente - Facoltà di Scienze Politiche - Università l'Orientale , Napoli)
- Andreina De Clementi (professoressa ordinaria - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università l'Orientale, Napoli)
- Francesco Correale (Laboratoire CITERES/Equipe EMAM - Tours, Francia)
- Romeo Carabelli (Ingegnere di ricerca - Université François Rabelais - Tours, France)
- Simonetta de Filippis (professore ordinario - Facoltà di Lingue e Letterature straniere - Università l'Orientale, Napoli)
- Michele Fatica (ex-professore ordinario - Facoltà di Scienze Politiche - Università l'Orientale, Napoli)
- Umberto Albarella (senior lecturer - Department of Archaeology - University of Sheffield)
- Paolo Scarnecchia (docente a contratto - Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo - Università l'Orientale, Napoli)
- Laura Tocco (dottoranda di ricerca - Università di Cagliari)
- Olivier Durand (professore associato - Istituto Italiano di Studi Orientali - Facoltà di Lettere, Scienze Umanistiche, Filosofia e Studi Orientali - la Sapienza, Roma)
- Simona Giacometti (assegnista di ricerca - dipartimento di Scienze umane, filosofiche e della formazione - Università degli Studi di Salerno)
- Francesco Surdich (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Genova)
- Anna Bozzo (professore associato - Facoltà di lettere e filosofia - Università Roma Tre)
- Cristiana Boscarelli (dottoranda - Università Federico II - Napoli)
- Nicola Melis (ricercatore - Università di Cagliari)
- Alessandra Caragiuli (cultore della materia - Facoltà di Sociologia - la Sapienza, Roma)
- Erminia Calabrese (researcher in Middle East Conflicts - Universita di Tarragona, Stato spagnolo)
- Souadou Lagdaf (professore di lingua araba - Università di Catania)
- Flavia Aiello (assegnista di ricerca - Università della Calabria)
- Iain Michael Chambers (docente ordinario - FAcoltà di lettere e filosofia - Università l'Orientale, Napoli)
- Aleksandra Zabjek (ricercatore - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università l'Orientale, Napoli)
- Serena Brigidi (docente titolare e ricercatrice presso la EUI Gimbernat, Barcellona, Spagna)
- Sara De Carlo (dottoressa di ricerca in scienze filosofiche e cultrice della materia di filosofia del linguaggio - Università Federico II, Napoli)
- Graziella Acquaviva (docente a contratto di Lingua e letteratura Swahili - Università l'Orientale, Napoli)
- Maria Suriano (Lecturer - University of the Witwatersrand - Johannesburg)
- Celeste Ianniciello (dottore di ricerca in Studi Culturali e Postcoloniali del Mondo Anglofono - Università l'Orientale, Napoli)
- Franca Gabriella Piras (ricercatrice - Facoltà di Lingue e letterature Straniere - Università di Cagliari)
- Luca Picardi (dottorando - Università l'Orientale, Napoli)
- Marta Palazzo (cultrice della materia - Economia dei Media - Suor Orsola Benincasa, Napoli)
- Delio Salottolo (dottorando - Università l'Orientale, Napoli)
- Enrico Bartolomei (dottorando - Università di Macerata)
- Livia Apa (ricercatrice - facoltà di lingue e letterature straniere - Università l'Orientale, Napoli)
- Marianna Salvioli (professore a contratto - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università l'Orientale, Napoli)
- Irma Taddia (docente - Università di Bologna)
- Tiziana Terranova (Docente - Dipartimento di Studi Americani, Culturali e Linguistici - Università l'Orientale, Napoli)
- Laura Guazzone (prof. associato - Istituto italiano di Studi Orientali - Università la Sapienza, Roma)
- Sara Petrollino (Research assistant in African Linguistics - Leiden University)
- Marta Petricioli (docente ordinario - Facoltà di Scienze Politiche - Università di Firenze)
- Maria Luisa Langella (dottoranda - Université de Provence Aix en Provence 1)
- Marcella Solinas (assegnista di ricerca - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università l'Orientale, Napoli)
Un passo Oltre…”: 
Questa pubblicazione si occupa del movimento contro la riforma Gelmini sviluppatosi in quest’ultimo anno (2010-11). Milano in movimento è il punto di partenza della nostra riflessione; le rivendicazioni esterne all’università, il contesto di crisi economica, guerra e rivolte che si dipanano sul contesto internazionale, sono il grandangolo attraverso cui leggiamo i cambiamenti che viviamo.
Il libretto esamina in che modo le lotte contro l’università-azienda si siano intrecciate con le mobilitazioni sviluppatesi nell’ultimo anno: dalle lotte degli immigrati contro la sanatoria truffa all’approvazione del “Collegato Lavoro” fino ad arrivare al ricatto Mirafiori imposto dall’accordo Marchionne.
Infine vi è una lettura nazionale e internazionale delle mobilitazioni sviluppatesi in altre città italiane e nel resto del mondo.
Le testimonianze raccolte mostrano il filo che collega le rivendicazioni per un’università migliore alle lotte per una società migliore.

Ieri un corteo di 1500 persone, organizzato da realtà studentesche, centri sociali, realtà politiche e sindacali cittadine ha sfilato per le strade fiorentine in solidarietà con le 22 persone sottoposte a misure cautelari nei giorni scorsi.
I 22 sono quasi tutti studenti, “rei” di aver partecipato attivamente alle manifestazioni del 2009-2010 contro la riforma Gelmini e per il diritto allo studio, contro l’apertura di Casapound, contro il progetto di un CIE in Toscana o la presenza dell’On. Santanchè al Polo di Novoli.
Durante il corteo, partito da piazza S.Marco, oltre alla solidarietà nei confronti dei compagni costretti ai domiciliari o agli obblighi di firma, sono stati attaccati striscioni e fatti interventi contro la privatizzazione della scuola e dell’università, contro il governo Berlusconi per le sue politiche antipopolari e la sua partecipazione alla nuova guerra imperislista contro la Libia.
In via Valfonda, alla sede degli industriali, è stato appeso uno striscione con scritto “Basta morti sul lavori. Padroni assassini”.
Il corteo si è concluso in piazza Bambini e Bambine di Beslan, davanti a Terra Futura, dove è stata portata la solidarietà di tutto il corteo alla tendopoli costruita nella mattinata da diverse realtà antirazziste fiorentine per porre la questione della tutela e dell’ospitalità di profughi e richiedenti asilo in questa città.
Il corteo ha dimostrato che quest’inchiesta non è solo un problema di coloro che oggi sono costretti ai domiciliari o sottoposti all’obbligo di firma, nè degli indagati o delle realtà di cui fanno parte, ma di tutti coloro che, in questi anni, hanno partecipato e sostenuto le lotte degli studenti, dei lavoratori, degli immigrati, contro lo scempio ambientale e che ritengono che diritti e libertà vadano difese, rispondendo alla repressione con il rafforzamento di quei legami che vogliono spezzare
SEMINARIO
martedì 24 maggio
ore 16 via zamboni 38 aula 7-BO
Di fronte alla retorica patriottarda che negli ultimi mesi sta investendo il nostro paese e alla luce del nuovo intervento armato italiano in Libia un momento per riflettere sul nostro passato e sulle conseguenze nel presente e nel futuro. Seminario sul colonialismo italiano e sulla "brava gente" che ha guidato e guida il nostro paese
interverranno
Giorgio Gattei (Facolta di Economia) Le cause della guerra in Libia e le trasformazioni dell'area mediterrane
Andrea Martocchia (Disarmiamoli!) I balcani, la terra che non voleva essere "nostra"
Diego Negri (Redazione Contropiano) L'esperienza coloniale in Libia
Aldo Montagna
G.Bonsignori (Facolta fisica chimiche matematiche) Memorie della conquista del corno d'Africa e dei crimini italiani contro le popolazioni indigene
COLLETTIVO STUDENTI COMUNISTI
Assemblea cittadina contro la repressione