
Dopo la contestazione del 16 febbraio, che ha dato inizio alla lotta contro la chiusura del sabato, l'ennesimo taglio ai servizi e le riduzioni d'orario ed i licenziamenti, è necessario rivedersi per fare un bilancio della situazione e ripartire con la lotta.
Convochiamo dunque una
ASSEMBLEA MARTEDI' 3 MARZO ALLE ORE 21.00 PRESSO LA SALA CINEMA DELLA CASA DELLO STUDENTE IN VIALE MORGAGNI. STUDENTI, RICERCATORI, DOTTORANDI E LAVORATORI SONO INVITATI A PARTECIPARE.
Studenti, lavoratori, dottorandi e ricercatori dell'università di Firenze
di Adam Hanieh*
16/07/2008
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Introduzione
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Nelle interviste di Silvia Cattori (tratte da rebelion.org), emerge con estrema forza un’ulteriore consegna che ci viene dalla Palestina: lottare con lo scopo di “obbligare” i governi a farla finita con l’appoggio allo stato sionista (questo sì incondizionato, mentre troppo spesso settori della cosiddetta ‘sinistra rivoluzionaria’ eccellono nell’arte dei distinguo a proposito della resistenza palestinese). La nostra solidarietà militante deve tradursi in un lavoro quotidiano che miri alla costruzione di un movimento di massa capace di conseguire la fine dell’occupazione. Per arrivare a quest’obiettivo è necessario riportare la “questione palestinese” sui binari giusti. Come afferma uno degli intervistati: “La vera causa palestinese è politica, non umanitaria. La nostra non è una catastrofe umanitaria naturale! Si tratta di una catastrofe umanitaria organizzata politicamente da Israele e dai suoi alleati!”. La nostra risposta non può quindi che essere politica.
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