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Il 18 agosto nel carcere di Sollicciano è partita una protesta con l’incendio di materassi e lenzuola per richiedere quei minimi diritti legati alla semplice sopravvivenza. Una protesta che ha fatto seguito alla negazione di uno dei colloqui settimanali.

Sovraffollamento, pasti rancidi, riduzione del numero di docce, richiesta di una seconda cucina: questi sono solo alcuni delle motivazioni che hanno portato i detenuti di Solliciano a protestare ed a cercare di far sentire la propria voce fuori dal carcere.

Si tratta di condizioni minime di sopravvivenza per persone che sono costrette nelle celle 22 ore al giorno, alimentate al costo giornaliero di 1,53 euro, ristrette in uno spazio inferiore ai 7 metri. Ricordiamo ancora che il carcere fiorentino è stato costruito per 460 persone e che ora ne ospita più del doppio, ammassate in 3/4 nelle celle singole, in 6 nelle celle da tre posti, con pochi educatori e scarso accesso al lavoro e ad altre attività.

Nel carcere fiorentino per le donne non è possibile accedere ai servizi educativi ed alle attività sociali con la scusa che “sono poche” anche se sono oltre un centinaio.

In 10 anni nelle carceri italiane sono morti quasi 1.500 detenuti, oltre un terzo per suicidio e gli altri per i ritardi nell\'assistenza sanitaria o in circostanze non chiarite.

Qui spesso l\'autolesionismo è l\'unico mezzo, per i detenuti, per affermare la propria esistenza; sono stati frequenti i pestaggi sistematici, regna la violenza ed è massiccio l’uso di psicofarmaci.

Questa è la realtà del carcere di Sollicciano come di tante altre carceri d’Italia, dove infatti sono divampate nei giorni successivi altre proteste, da Pisa a Napoli a Milano.

La risposta delle istituzioni è stata purtroppo la solita: con la visita di Franco Ionta, direttore del DAP, che invece di riportare perlomeno una parvenza di decenza nel carcere ha ammonito i detenuti dal fare sentire le proprie rivendicazioni; a questo ha fatto seguito la denuncia penale verso i detenuti stessi per danneggiamenti.

Oltre 50 persone sono state invece denunciate nella giornata di sabato 29 agosto per avere portato la loro solidarietà all’esterno del carcere, ad ennesima dimostrazione che si vuole finanche negare la possibilità di un legame ed una solidarietà tra il fuori e l’interno del carcere.


In un contesto nazionale in cui la cosiddetta “sicurezza” è il faro ispiratore delle politiche reazionarie del governo, è del tutto normale che le carceri si riempiano: si riempiono di immigrati, grazie alle nuove e vecchie leggi su clandestinità ecc.., si riempiono per reati legati alle droghe, si riempiono per le norme sulle recidive…..

E la risposta governativa non può essere che altra repressione, la costruzione di altre carceri, l’aumento di nuovi CIE per immigrati, per gestire appunto l’enorme quantità di futuri detenuti.

 

Crediamo necessario che le voci che dal carcere stanno cercando di farsi sentire e che parlano a tutti noi vadano raccolte e rilanciate e per questo saremo davanti a Sollicciano sabato 5 settembre dalle ore 18 in poi a manifestare la nostra solidarietà ai detenuti ed il nostro appoggio alle loro minime richieste.

 

Cpa Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche, Fuori Binario, Perunaltracittà, Partito della Rifondazione Comunista, Unione degli Studenti, Csa Nextemerson, Comunità di Base Isolotto, Comunità delle Piagge,, Associazione L’Aurora, Movimento di lotta per la casa, Associazione Liberarsi. Centro Carlo Giuliani

Il 26 luglio alle 18.30, all\'interno della serie di iniziative \"Un gommone a Piazzale Michelangelo\" ideata da Saverio Tommasi, una serie di realtà cittadine presentano il volume “Chi specula sulla paura - dossier informativo su cosa sono e a chi servono i nuovi centri di identificazione ed espulsione”.

Il dossier è stato curato da: Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos, CPA Fi-Sud, Movimento di Lotta per la Casa, CSA nEXt Emerson, Assemblea degli Insicuri, Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Aut Aut Lettere e Filosofia, Perunaltracittà.

 

per scaricare il dossier > http://www.snapdrive.net/files/514400/https___webmail3.autistici.pdf

Lunedì 6 luglio > 21 arresti per gli scontri al G8 University Summit di Torino
Martedì 7 luglio > 5 fermi a Firenze - 36 tra arresti e fermi a Roma
Mercoledì 8 luglio > 8 denunce per l'occupazione del Rettorato a Firenze

TORINO, ROMA E FIRENZE...
LA LOTTA NON SI ARRESTA!
 
In questi giorni la repressione ha colpito con forza in tutta Italia. Dai 21 arresti per i fatti di Torino ai 36 di Roma un solo filo conduttore: il tentativo di annullare ogni forma di conflittualità in uno scenario di crisi.

Leggi tutto: La lotta non si arresta: Corteo Ven 10 Lug - h21.30

La  notte tra il 5 e il 6 luglio, in varie città italiane diverse abitazioni e  vari centri sociali sono stati colpiti da perquisizioni. 21 attivisti  sono stati arrestati per la manifestazione contro il G8 Università tenutosi a Torino il 19 maggio.

Questo Blitz è l'ennesima intimidazione nei confronti del movimento proprio a ridosso delle mobilitazioni che si terranno a Roma e a L'Aquila tra il 7 ed il 10 luglio. Lo stesso arresto di uno degli attivisti alla fine della fiaccolata tenutasi a L'Aquila per ricordare le vittime del terremoto è l'evidente tentativo di creare un clima di criminalizzazione con la volontà di evitare qualsiasi saldatura tra chi da sempre contesta le politiche dei grandi della terra e le popolazioni dell'Abruzzo, la cui rabbia contro le ignobili condizioni di vita e di repressione delle tendopoli va aumentando ad ormai tre mesi dal disastro.

Come Rete Campana contro il G8 – in solidarietà con le popolazioni dell'Abruzzo, impegnati per la riuscita della manifestazione del 10 luglio a L'Aquila, ribadiamo che di fronte a questa ondata repressiva una risposta unitaria e di massa di tutto il movimento nazionale ed internazionale sia a maggior ragione necessaria.

Le ultime misure repressive approvate dal governo con il Pacchetto Sicurezza non fanno che inserirsi in un quadro di peggioramento dell'agibilità politica che proprio i summit internazionali hanno determinato in questi anni e che proprio nell'incontro abruzzese troveranno ulteriore approvazione.

NON ACCETTEREMO NESSUNA INTIMIDAZIONE!

In queste giornate saremo tutti a  manifestare:
contro le politiche di sfruttamento e di guerra
contro le politiche repressive e securitarie
contro la devastazione del territorio e l'utilizzo delle tragedie per il profitto  

ROMA 7/8/9 LUGLIO
giornate dell'accoglienza ai potenti della terra

NAPOLI MARTEDI' 7
corteo contro la repressione ore 17 P. San Domenico

L'AQUILA VENERDI' 10 LUGLIO
corteo nazionale ed internazionale contro il G8 pullman da Napoli ore 8,00 davanti all'Hotel terminus


RETE CAMPANA NO G8 – IN SOLIDARIETA' CON LE POPOLAZIONI DELL'ABRUZZO
per informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 3492251042 0815519852
Questa notte un’operazione di polizia in “grande stile” ha portato in carcere ventuno compagni che hanno partecipato al grande corteo contro il G8 Università. La loro colpa è quella di aver espresso il proprio dissenso alle fallimentari politiche neoliberiste che mercificano il sapere e privatizzano l’università, resistendo – quando necessario – alle brutali cariche delle forze dell’ordine, servi e strenui difensori di un governo fascista.
L’accusa è stata spiccata dalla procura di Torino, diretta da Caselli, giudice “democratico” che si schiera contro opposizioni reali, dando manforte alle dichiarazione del ministro Brunetta sugli studenti guerriglieri; il tutto è avvenuto all’indomani dell’ipermilitarizzato corteo di Vicenza e a pochi giorni dalle stigmatizzate manifestazioni contro il G8 in programma a L’Aquila.
Passo dopo passo, legge dopo legge, ci ritroviamo sempre di più a confrontarci con quella che è una vera e propria dittatura, che reprime ogni forma di opposizione sociale e territoriale, impoverisce la popolazione, criminalizza i migranti ed esclude coloro che vengono considerati “diversi”, il tutto attraverso un uso smodato degli organi giudiziari.
Noi rivendichiamo i compagni arrestati come partecipi di un percorso di conflittualità comune che ha attraversato le nostre università e le nostre città e che non si può fermare a colpi di manganelli e arresti.
Per questo motivo gli studenti e i compagni di Scienze Politiche e di Lettere e Filosofia di Palermo hanno deciso di occupare le rispettive facoltà, dando una risposta all’ondata di repressione che sta colpendo chi è in contrasto con le scelte dell’esecutivo di Governo ed esprimendo massima solidarietà ai compagni in carcere.

Libertà per i compagni arrestati


                                                                                 Collettivo 20 Luglio - Scienze Politiche okkupata
                                                                                                   Facoltà di Lettere e Filosofia occupata