News dall'Italia e oltre

Ad un anno dai bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza e a pochi mesi dalla condanna che lo stato di Israele ha ricevuto dalla comunità internazionale per crimini contro l’umanità aumentano le collaborazioni tra le università italiane e le imprese ed enti di ricerca israeliani.
 
Oggi abbiamo simbolicamente occupato il Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistematica per denunciare il progetto EUWB. Le onde a banda ultra larga – UWB  servono per trasmettere e ricevere segnali a enormi velocità,  a bassa potenza. Lo studio e l’applicazione di tecnologie a banda larga, nasce principalmente per uso militare: consiste infatti nella possibilità di creare fotografie tridimensionali per rivelare oggetti posti sotto terra o attraverso i muri, localizzare oggetti o persone con bassissimo margine di errore.
 
L'Università di Bologna, attraverso il Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistematica partecipa a un progetto internazionale di ricerca sulle onde UWB, al progetto EUWB (Coexisting Short Range Radio by Advanced Ultra-Wideband Radio Technology), partecipano diverse Università Europee e aziende, fra cui anche un'azienda israeliana, la Wisair Ltd. Per il progetto sono già stati stanziati più di 13 milioni di euro, per un totale, nel 2011, di 20 milioni di euro.

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Sabato 12 dicembre, scendiamo in piazza per rinnovare l’alleanza antifascista, e per far si che le stragi che hanno insanguinato l’Italia con le bombe messe dai fascisti, fabbricate dallo Stato e pagate dai padroni, non siano dimenticate.

Sabato ore 14.00, Porta Lame, Corteo Antifascista Cittadino.

Proseguiamo la mobilitazione antifascista alla sera in Via Riva Reno, costruendo un presidio contro il concerto Nazi-Rock organizzato nel centro culturale vicino a CasaPound.

giovedì 10 dicembre
h 12:30
PRANZO SOCIALE: CONTRO FASCISMO RAZZISMO REPRESSIONE!
Fuori e dentro l'Aula Occupata “Sergio Piro” – edificio 20 (II policlinico - uscita metro policlinico)
 
* proiezione video “No Casa Pound” e “Burattini del Potere”
* materiale sulla strage di piazza di piazza fontana e su Casa Pound
* banchetto informativo sul neofascismo e la resistenza a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario
* buffet dolce, salato e vino rosso “resistente”


- Se vuoi contribuire con cibo o bevande, contattaci tutti i giorni dalle 9 alle 14 alla “Sergio Piro”, oppure manda una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Scarica il manifesto del pranzo sociale manifesto pranzo sociale antifa
 

Leggi tutto: 10/12> Pranzo sociale contro fascismo, razzismo e repressione! - II Policlinico

A 40 anni dalla strage impunita di Piazza Fontana, che segnò l´inizio della strategia della tensione e l´uso dei teoremi giudiziari e dei gruppi neofascisti come manovalanza reazionaria, saremo in piazza a manifestare perché oggi è necessario ribadire che l´antifascismo è una pratica quotidiana di aggregazione, impegno e socialità, antidoto ad un clima generale fatto di "pacchetti sicurezza" e campagne di odio alimentate ormai da anni da un ceto politico screditato che attraverso la criminalizzazione di gruppi etnici, settori sociali ed esperienze politiche di base, cerca consensi e legittimità.

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GIOVEDI' 10 DICEMBRE ore 16 - D5 o.o3 – INIZIATIVA E MOSTRA SU PIAZZA FONTANA - dalle 18 APERITIVO MUSICALE - dalle 23 FESTA IN FACOLTA' CON BANPAY (DANCEHALL/REGGAE) e DUCCINO DJ (TRASH)
 
Il 12 Dicembre 1969, quaranta anni fa, l'esplosione di un potente ordigno fermava sulle 16.37 l'orologio della Banca Nazionale della Agricoltura, situata in piazza Fontana a Milano, ammazzando 17 persone e ferendone circa 90. Quelle persone morte impressionavano per la loro sconcertante normalità: erano la prova che chiunque, in qualsiasi momento, poteva essere colpito dalle bombe, sui treni, negli edifici pubblici, nelle piazze. Il tentativo di controffensiva illegale e violenta di uno Stato spaventato dalle lotte operaie e studentesche doveva passare necessariamente attraverso il suo battesimo di sangue, ma questa verità, per funzionare, andava camuffata e sepolta, tramortita e deviata verso un'altra versione dei fatti: la responsabilità degli anarchici, in primis, e da questi delle organizzazioni della sinistra extra-parlamentare e dello stesso PCI.
 
Gli anarchici, tra cui i romani del circolo 22 marzo, in particolare Pietro Valpreda, furono accusati dai giornali (compresi quelli moderati), da polizia e magistratura di aver architettato ed eseguito l'attentato, e, come a conferma di ciò, pochi giorni dopo “si suicidava” Pino Pinelli, ferroviere anarchico di Milano, ex-partigiano e cultore di esperanto, precipitato dalle stanze del commissario Calabresi della questura di Milano.

Leggi tutto: 10/12: Iniziativa e festa a Novoli