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bisognasognare.org

Giovedì 7 Luglio, a Palazzo Giusso alle 18, ci sarà la presentazione “ufficiale” del progetto politico-culturale “Bisogna sognare!”
Un progetto che avete forse avuto modo di conoscere in questi mesi, un ciclo di seminari e di discussioni – su crisi, rivolte, internazionalismo, sistema dell’istruzione, media e potere – che ha visto partecipare scrittori, ricercatori, compagni come Emilio Quadrelli, Giulio Palermo, Aldo Romaro e Vladimiro Giacchè… Un progetto che vuole provare a risolvere un po’ di problemi che ci troviamo davanti ogni giorno come militanti: quello di avere una visione completa ed approfondita delle cose, quella di essere uniti, quella di essere preparati ed organizzati perché solo in questo modo si possono vincere le lotte in cui ci impegniamo… 

Leggi tutto: [Napoli] 8/07: Presentazione del progetto "Bisogna Sognare"!

A FIANCO DELLA VAL SUSA CHE RESISTE, NoTAV!
La giornata del 3 Luglio ha dimostrato ancora una volta la forza e la determinazione del movimento No Tav, la forza e la determinazione di un popolo che da vent’anni lotta contro devastazioni ambientali e logiche speculative. Decine di migliaia (si parla di circa 70.000 persone in totale) di donne e uomini, anziani e bambini hanno, infatti, sfilato per le strade e nei boschi della Val Susa per esprimere la loro rabbia e la loro volontà di impedire la trasformazione della valle in territorio di conquista da cui trarre esclusivamente profitto.
La lotta per la Val Susa non deve essere, però, solo dei valsusini. E’ e sarà sempre una lotta di tutti. La solidarietà è, infatti, un’arma necessaria e imprescindibile nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo ultimo: la difesa del diritto del popolo della Val Susa di far sentire la propria voce sul destino del territorio dove vive e lavora ogni giorno. Per questo, in molti sono accorsi a sostenere la lotta dei valsusini in un’assolata domenica di luglio.

Leggi tutto: [Firenze] 6/07:LA VAL SUSA CHIAMA, L’ITALIA RISPONDE!

NON È QUESTA LA FIRENZE CHE VOGLIAMO

VENERDI’ 1 LUGLIO Giornata di mobilitazione cittadina

ore 17.30 Piazza dei Ciompi – manifestazione verso Piazza della Signoria

Partecipiamo dietro lo striscione “FIRENZE CITTA’ DELLA REPRESSIONE”

dalle 19.30 Cena in piazza, banchini, informazione, interventi, musica e performance


Dietro l’apparenza della città vetrina è evidente come Firenze sia sempre più una città chiusa, dove le decisioni sono scelte di pochi e la dialettica, il dissenso ed il conflitto non sono tollerati.

Una città di cui il Sindaco Renzi fa una gestione privatistica, utile alla sua carriera politica, tra una comparsata sulle tv nazionali ed un’intervista a qualche grande quotidiano, dove dispensa appoggi alla Fiat di Marchionne e finte ipotesi di cambiamento. Ma non bastano gli annunci sulle pedonalizzazioni e l’immagine di sindaco più amato dai fiorentini a nascondere le reali condizioni di tutti coloro che abitano la città e che subiscono le conseguenze di queste scelte.


Nuovi milioni di metri cubi di cemento approvati con il piano strutturale e preda delle speculazioni edilizie, vendita dei servizi pubblici locali sempre all’ordine del giorno, l’annuncio della creazione di una holding comunale nonostante il senso inequivocabile dei risultati del referendum, tariffe sempre più alte dei servizi e tagli al personale, aumento degli sfratti ed assenza di una politica di edilizia popolare. Tutto questo in un clima di violento e demagogico attacco a tutti coloro che si oppongono alle politiche della giunta: come i lavoratori ATAF in lotta contro la vendita dell’azienda e quelli del Maggio musicale fiorentino trattati prima da disertori in Giappone e poi derisi nella loro mobilitazione per il contratto; offese ed accuse ai comitati cittadini; gestione dell’ordine pubblico di tipo repressivo e militare, come dimostra l’osceno intervento delle squadrette di vigli urbani nello sgombero dei richiedenti asilo somali alla Fortezza, la distruzione delle loro tende e l’aggressione razzista ai dimostranti, o l’utilizzo spropositato di 200 vigili per uno sfratto al Ponte di mezzo.

Diventa quindi, in questo contesto politico, quasi “normale” quanto successo negli ultimi due mesi contro il movimento fiorentino:

35 misure cautelari, oltre 100 indagati tra studenti, lavoratori, militanti dei centri sociali, in due diverse operazioni della digos della questura di Firenze, in cui qualche denuncia per manifestazione non autorizzata, ed episodi avvenuti nel corso di cortei, diventano grandi piani organizzati che giustificano reati addirittura come l’associazione a delinquere e misure cautelari prese nei confronti di decine di compagni. Operazioni pesantissime e gestite mediaticamente con il chiaro intento di portare nelle aule di tribunale le lotte ed isolare e fermare i movimenti studenteschi e sociali e che sono passate con l’acquiescenza o il silenzio di buona parte della città e dei mezzi di informazione.

No, non è questa la Firenze che desideriamo.

Per questo venerdì 1 luglio saremo in piazza insieme a tanti, comitati cittadini, centri sociali, movimenti per il diritto alla casa, immigrati e sindacati di base, per rappresentare la parte migliore della città, la Firenze che vogliamo realmente; dove i servizi pubblici siano veramente beni comuni e non beni in vendita come l’ATAF o la Mukki; una città dove l’accoglienza per gli immigrati non sia una parola vuota ma pratica quotidiana; una città dove i rapporti sociali siano fondati sulla solidarietà ed il rispetto e non sullo sfruttamento economico; una città dove la speculazione non abbia più spazio, a misura di chi la vive e non solo di qualche turista utile per essere spennato in centro; una città dove non sia negata l’agibilità politica del conflitto a tutti coloro che propongono soluzioni diverse e che non ne vogliono sapere di accodarsi al vincente di turno.

Per Firenze Bene Comune

No alla vendita del patrimonio pubblico

Contro il clima repressivo in città

TUTTI LIBERI !

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi Fiorentini, Fondo Comunista, Collettivo di Lettere e Filosofia

Oggi, 27 Giugno, è partita la Freedom Flotilla II, che tenterà, esattamente come l'anno scorso, di rompere il criminale blocco che Israele pratica ormai da 5 anni contro la Striscia di Gaza. Si tratta di navi organizzate in diversi stati dai movimenti di solidarietà col popolo palestinese, che cercheranno di portare aiuti umanitari alla popolazione e di internazionalizzare la questione arabo-israeliana, portando all’attenzione di tutti i crimini che lo stato israeliano continua a commettere impunemente contro la popolazione palestinese.

Per seguire la Freedom Flotilla, come Coordinamento Campano di Solidarietà con la Palestina abbiamo organizzato una tre giorni in cui saremo a Napoli, a Piazza del Gesù, con gazebo, mostre e materiali di controinformazione per mostrare il vero volto del sionismo e, al contempo, la dignità di un popolo - quello palestinese - che continua a resistere da più di 60 anni con grande determinazione alla potenza occupante.

Puntare il nostro sguardo sulla Palestina si fa ancor più importante in un momento in cui, malgrado le minacce israeliane di un uso della forza contro gli attivisti della Freedom Flotilla (ricordiamo che l'anno scorso i militari di Tel Aviv ne hanno uccisi addirittura 9), l'intera vicenda rischia di essere coperta dal velo di silenzio organizzato dai nostri mass media.

Anche per questo crediamo che sia importante la partecipazione attiva di tutte e tutti per la riuscita delle giornate del 27, 28 e 29 giugno. Chiediamo a chiunque abbia a cuore la causa del popolo palestinese di essere con noi in piazza in quelle giornate, di aiutarci a costruirle ed organizzarle e di farsi portavoce in prima persona della lotta per il diritto all'autodeterminazione di un intero popolo.

SPINGIAMO A GAZA LA FREEDOM FLOTILLA II – STAY HUMAN!

Proprio in queste ore oltre 10 navi stanno viaggiando alla volta della Striscia di Gaza. Si tratta della Freedom Flotilla II – Stay Human, una flotta le cui imbarcazioni e equipaggio provengono da tutto il mondo: Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Estonia, Lettonia, Svezia, Australia, Kuwait, Portogallo, Stati Uniti e altri paesi ancora. Ma c’è anche una nave italiana, la “Stefano Chiarini”, messa in mare grazie al lavoro di tanti individui ed organizzazioni che hanno lavorato con costanza e determinazione affinché quest’obiettivo potesse essere raggiunto.

Ora, però, c’è l’obiettivo più importante davanti a noi e a tutti gli attivisti presenti sulla Flotilla della Libertà: riuscire a rompere il criminale assedio che da 5 anni a questa parte lo stato israeliano applica alla Striscia di Gaza. Un embargo praticamente totale, giustificato secondo i vertici di Tel Aviv dalla necessità di proteggere Israele dai terroristi palestinesi impedendo che possano giungere loro armi. Ciò che la realtà sul campo ci mostra è però ben diverso. A Gaza non possono entrare frutta in scatola, frutta secca, carne fresca, noce moscata, coriandolo, zenzero, canne da pesca (con relative lenze e ami), stoffe per fare vestiti, noci, semi, polli e incubatoi per polli, asini, cavalli, capre e genericamente bestiame, strumenti musicali, giornali e legname da costruzione. Tutti materiali da utilizzare per costruire missili o bombe!

L’embargo contro la popolazione di Gaza è una misura punitiva che vuole piegare la resistenza del popolo palestinese, in lotta da più di sessant’anni contro l’occupazione israeliana e per l’affermazione del diritto all’autodeterminazione, del diritto al ritorno e dei più elementari diritti civili, economici e sociali. La Freedom Flotilla II porta con sé medicinali e materiali da costruzione, utili per alleviare le sofferenze della popolazione e per la ricostruzione di città e villaggi distrutti dai bombardamenti di Tel Aviv (ultimi quelli dell’operazione “Piombo Fuso, che causò circa 1400 morti tra il dicembre 2008 ed il gennaio 2009). Ma fa sua anche l’intenzione di accendere i riflettori sul conflitto arabo-israeliano, cercando di impedire la “normalizzazione” di una situazione che “normale” non è: si tratta infatti di una guerra quotidiana che, in base alle esigenze ed opportunità israeliane, è scatenata contro il popolo palestinese a bassa o ad alta intensità.

Il progetto sionista di pulizia etnica non accenna a fermarsi nonostante Israele non perda occasione per rilanciare la sua immagine democratica e all’avanguarda, ultimamente proprio in Italia con la kermesse “Israele che non ti aspetti” a piazza Duomo, un vero e proprio business forum costato più di 2,5 milioni di euro.  Purtroppo però sappiamo cosa aspettarci da Israele: oppressione, occupazione, crimini di guerra, nessun rispetto dei diritti umani.

La Freedom Flotilla dell’anno scorso ha dimostrato che neanche gli attivisti internazionali sono fatti salvi dalle autorità israeliane: la Mavi Marmara, imbarcazione battente bandiera turca, fu infatti attaccata dalla Marina israeliana in acque internazionali ed i militari uccisero ben 9 attivisti turchi. Gli attivisti furono accusati di portare con sé armi. Un’accusa palesemente falsa e che viene riproposta anche quest’anno. Le esercitazioni delle forze armate di Tel Aviv e le continue minacce che giungono agli attivisti delle Freedom Flotilla non sono benauguranti e destano preoccupazione.
Il 27, 28 e 29 giugno saremo in questa piazza per seguire in diretta il viaggio verso Gaza della Flotilla della Libertà con materiali di controinformazione, mostre e continui aggiornamenti.

Partecipa e contribuisci alla fine dell’embargo israeliano contro Gaza!
Per la liberazione della Palestina  e per il diritto al ritorno!

Coordinamento Campano in Solidarietà con la Palestina

La mattina del 27 giugno 2011, poco prima dell’alba, è scattata l’operazione delle forze dell’ordine per sgomberare il presidio NoTav che da giorni resisteva all’allestimento del cantiere dell’alta velocità Torino-Lione. Sotto la minaccia dell’Unione Europea di ritirare i finanziamenti se i lavori non fossero partiti entro il 30 giugno, il governo è intervenuto. Con un ingente schieramento di forze dell’ordine, composto da più di 2000 unità, è stata distrutta la libera Repubblica della Maddalena di Chiomonte. Se il sindaco di Torino, Fassino, si era schierato a favore della costruzione della linea, chiedendo l’intervento dell’esercito, la mano dello Stato è stata pesante ed ha imposto con forza decisioni non condivise dalla popolazione. Entrati in luoghi nei quali era loro precluso l’accesso in quanto proprietà privata, nonostante si attendesse ancora la sentenza del TAR per quanto riguarda l’esproprio del terreno, le forze armate hanno utilizzato, ancora una volta, mezzi repressivi contro legittime rivendicazioni. Il movimento di opposizione alla costruzione della TAV, composto da svariate realtà che si oppongono alla costruzione della linea, opera da più di vent’anni in Val di Susa. Una lotta contro la devastazione ambientale che ha visto gran parte della popolazione valligiana impegnata nella difesa del proprio territorio. Una lotta tanto radicata da raccogliere un’immediata solidarietà attiva locale e nazionale.

Un radicamento tale da indurre Fiom e sindacati di base a chiamare lo sciopero nelle fabbriche della Val di Susa. Esprimiamo anche noi profonda e concreta solidarietà a questo movimento invitando a portare la solidarietà in Val di Susa e a partecipare al

Presidio in solidarietà al movimento NO TAV

Martedì 28 giugno, ore 18 alla prefettura in via Cavour

Collettivo Politico di Scienze Politiche