Siamo gli studenti che il nove ottobre sono scesi in diecimila in piazza per dimostrare che è viva e si rafforza l\'opposizione sociale e politica ai provvedimenti antipopolari che da anni colpiscono Scuola ed Università. Su questi due mondi si è abbattuta la scure dei tagli e vi pendono come spade di Damocle il ddl Aprea e la futura Riforma Gelmini, che consegnano definitivamente le chiavi dell\'istruzione pubblica alle imprese, come da anni richiedono Confindustria e governi di centro destra e di centro sinistra, felicemente a braccetto. La decisione di scendere in piazza non si è limitata, però, ad una richiesta corporativa. Siamo perfettamente consci che lo sfascio che caratterizza il mondo dell\'istruzione è una diretta conseguenza della crisi generale del sistema economico. Classi sovraffollate, strutture fatiscenti, chiusura di scuole e di sedi decentrate vanno di pari passo con licenziamenti di massa nelle scuole(parliamo di 150.000 docenti e 130.000 membri del personale ATA), nelle fabbriche e negli altri posti di lavoro, mentre dilagano precariato,lavoro nero e disoccupazione. 

Il corteo e l\'occupazione della maggioranza degli istituti scolastici che ne è seguita, quest\'anno, sono stati caratterizzati dalla profonda consapevolezza che solo l\'unione tra studenti, lavoratori (precari e non) ed immigrati, insomma, tra tutti quei soggetti che da decenni stanno “pagando la crisi”, sia la via da seguire per non restare isolati e per costruire un fronte di lotta in grado di opporsi realmente alle politiche padronali ovunque esse agiscano.

Il 23 ottobre, giornata di sciopero generale indetto dai sindacati di base, è per noi un\'occasione importante per esprimere una conflittualità latente troppo spesso svilita, strumentalizzata e repressa grazie ad accordi capestro tra burocrazie sindacali, padroni e governo. Nostra intenzione è renderla, fuori da qualsiasi ritualità, un momento di ripartenza e di ricostruzione dell\'opposizione sociale e politica in questa città.

Per quanto finora detto, per discutere una piattaforma che ci unisca invitiamo studenti, insegnanti, precari, lavoratori, disoccupati, immigrati etc. a partecipare ad una


Studenti medi antifascisti fiorentini- Universitari Autorganizzati