Il 23 aprile 2009 avrebbe dovuto tenersi una festa di autofinanziamento all’interno dell’edificio D5 del Polo delle Scienze Sociali di Novoli, organizzata dal Collettivo Politico di Scienze Politiche. Alle 18.30 sono apparse tre camionette della Polizia parcheggiate subito fuori il Polo, ed un nutrito gruppo di agenti Digos ha minacciato lo sgombero dell’edificio nel caso in cui gli studenti fossero rimasti dentro. Poiché gli studenti hanno deciso di rimanere, gli agenti hanno circondato l’edificio D5, coadiuvati dalla presenza dalla Polizia che nel frattempo era entrata nel Polo. Hanno impedito l’ingresso di studenti giunti per partecipare alla festa, minacciando di identificare e denunciare chiunque fosse uscito dall’edificio; hanno inoltre staccato l’elettricità, provocando lo spegnimento delle luci (quelle di emergenza comprese), lasciando gli studenti (un centinaio di persone) riuniti in assemblea al buio.
 
Vorremmo mettere in luce alcuni elementi:

1. le autorità accademiche (preside, direttore amministrativo e rettore)hanno preferito considerare come un problema di ordine pubblico il fatto che un gruppo di studenti decidesse di vivere gli spazi universitari anchei sera, delegando la gestione della situazione alle forze dell’ordine;
2. Novoli è un quartiere in cui speculazione edilizia, sfruttamento della prostituzione e desolazione sono la realtà di ogni sera.
3. Il Polo di Novoli, nato da una speculazione portata avanti con capitale FIAT, è stato progettato con i fini principali di disciplinare gli studenti alla produttività e di evitare il conflitto sociale. Per salirei piani superiori è necessario presentare un documento di identità; possono entrare in biblioteca  solamente coloro che sono muniti di tesserino magnetico (legato al pagamento delle tasse); Novoli brulica di telecamere e di guardie giurate armate, anche di giorno; non è possibile attaccare volantini in modo permanente se non sulle bacheche (una per edificio) delle liste universitarie;
4. Per utilizzare gli spazi universitari al di fuori di lezioni ed esami è necessario sottostare ad interminabili trafile burocratiche ed regolamenti ferrei, emessi con l’avallo delle liste universitarie.

Gli studenti hanno deciso  di restare dentro, nonostante tutto. Così facendo hanno spostato il nodo della questione su un binario politico. Non si è parlato esclusivamente se continuare o meno con la festa, ma nelle assemblee al buio sono stati affrontati i nodi del livello di controllo e di disciplinamento che il campus universitario di Novoli in se sostanzia.
Nel mentre fuori dall’edificio, in collegamento diretto con l’interno, in gruppo di un centinaio di studenti ha espresso la propria solidarietà agli “assediati”, in vario modo. Sono stati esposti striscioni e cartelli che esprimevano la volontà di riprendersi spazi di agibilità, o che richiamavano, a soli due giorni dal 25 Aprile, la Resistenza antifascista.

La risposta ferma degli studenti sta a dimostrare quanto è viva la volontà di controbattere al tentativo Confindustria e CRUI di eliminare la conflittualità sociale dall’Università, aumentandone il disciplinamento interno per approfondire lo sfruttamento sui futuri (e molto spesso attuali) lavoratori.

La lotta per la riappropriazione degli spazi ha già, in se, un rapporto immediato con il conflitto capitale/lavoro. Lo spiegamento di forze di polizia apparentemente spropositato sta a dimostrarlo, specialmente durante una festa che aveva uno scopo immediatamente rivendicativo e non era inquadrabile nel tipo solito di evento meramente elettoralistico e di facciata, come quelli solitamente organizzati con il consenso delle autorità accademiche da SU e Studenti di Sinistra.

Questa volta le intimidazioni non sono servite: la Polizia, messa in difficoltà dalla fermezza degli occupanti e di chi era fuori a dare un apporto, ha sciolto i cordoni permettendo così lo svolgimento della festa, durante la quale un intervento del Collettivo al microfono ha sottolineato la necessità di proseguire la rivendicazione. L’indomani il D5 è stato riconsegnato in perfette condizioni, mostrando i frutti dell’autorganizzazione.

Di come ripartire per sviluppare un ragionamento sulla funzione del campus universitario e su come ripartire dopo i gravi fatti del 23 Aprile per recuperare spazi di agibilità, parleremo in assemblea di Collettivo, che come sempre è aperta a chiunque voglia parteciparvi.

LUNEDI’ 27 APRILE ORE 16.00
AULA BRUNO FANCIULLACCI EDIFICIO D5 NOVOLI

RIPRENDIAMOCI I NOSTRI SPAZI!
SOLO LA LOTTA PAGA!
 

Collettivo Politico Scienze Politiche Firenze
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