News dall'Italia e oltre

   Ieri eravamo in 70 .000 per le strade di Roma. Un corteo grande ed eterogeneo che ha saputo mettere in rete le lotte per la difesa dei territori e per il diritto all’ abitare, migranti, precari, disoccupati, studenti e tutte quelle fasce più colpite dalla crisi e dalle politiche di austerità imposte dall’ UE. Ieri abbiamo chiesto reddito, diritti, dignità, una vita migliore. Questo è il dato da cui bisogna partire, il resto è solo fango di un’informazione ormai totalmente asservita ai dettami di una classe politica che non ha più niente da dire né da rappresentare.

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Oggi all' interno di palazzo ducale si è tenuto un incontro con la segretaria della CGIL Susanna Camusso e il ministro del lavoro ( del PD ) con la partecipazione del nostro Rettore che fà delle vetrine pubbliche l' obiettivo unico della sua gestione. Eravamo presenti per prendere parola ma non ci è stato consentito. Uno spropositato numero di forze dell' ordine ci ha impedito di partecipare ad un incontro pubblico cordonando le entrate del palazzo, tentando di intimidirci e respingendoci continuamente. E'ora che anche l' Università si assuma pubblicamente la responsabilità di abusi e censure perpetrate da tre anni a questa parte, arco di tempo in cui determinati student* sono stati esclusi sistematicamente da qualsiasi iniziativa pubblica. Tuttavia siamo rimasti sotto il palazzo ducale contestando ciò che stava accadendo e rilanciando lo sciopero di domani. Come sempre la controparte si barrica nei palazzi e lascia fuori chi è arrabbiato e pretende risposte chiare sul proprio futuro.

La politica ha ormai da tempo lasciato il posto all' uso esclusivo della forza pubblica ed oggi l'ennesimo abuso è stato perpetrato ai danni di studentesse e studenti che chiedono diritti e dignità.

Leggi tutto: [Urbino] CONTESTAZIONE ALLA CAMUSSO E AL MINISTRO DEL LAVORO GIOVANNINI. STUDENTESSE E STUDENTI...

Oggi all' interno di palazzo ducale si è tenuto un incontro con la segretaria della CGIL Susanna Camusso e il ministro del lavoro ( del PD ) con la partecipazione del nostro Rettore che fà delle vetrine pubbliche l' obiettivo unico della sua gestione. Eravamo presenti per prendere parola ma non ci è stato consentito. Uno spropositato numero di forze dell' ordine ci ha impedito di partecipare ad un incontro pubblico cordonando le entrate del palazzo, tentando di intimidirci e respingendoci continuamente. E'ora che anche l' Università si assuma pubblicamente la responsabilità di abusi e censure perpetrate da tre anni a questa parte, arco di tempo in cui determinati student* sono stati esclusi sistematicamente da qualsiasi iniziativa pubblica. Tuttavia siamo rimasti sotto il palazzo ducale contestando ciò che stava accadendo e rilanciando lo sciopero di domani. Come sempre la controparte si barrica nei palazzi e lascia fuori chi è arrabbiato e pretende risposte chiare sul proprio futuro.

La politica ha ormai da tempo lasciato il posto all' uso esclusivo della forza pubblica ed oggi l'ennesimo abuso è stato perpetrato ai danni di studentesse e studenti che chiedono diritti e dignità.

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Siamo entrati in questo spazio dopo aver pazientato per molto, troppo tempo. La " Libera biblioteca de Carlo" si trova nell' aula c3 dell' EX-Magistero, e questo non è un caso, perchè quest'aula è stata da tempo promessa dalle dirigenze d'ateneo per farne uno spazio "interamente dedicato a studentesse e studenti". Ovviamente quella promessa celava, in realtà neanche troppo bene, un sorta di inganno, che col tempo, avrebbe fatto di questo spazio un vuoto a rendere, utile solo per le lezioni e abbandonato a se stesso, senza iniziative culturali o scambio di idee, o comunque, non certo un’opportunità per gli studenti che da tempo chiedono più spazi per per lo studio e per le iniziative.

Lo spazio, per intenderci, doveva essere messo a disposizione della comunità studentesca a partire dal 15 febbraio 2013, e doveva tener conto di un regolamento di soli nove punti redatto da rettore e consiglio degli studenti. Da subito emerse chiaramente il tentativo di " tappare " con un contentino concesso dall' alto, la diffusa esigenza di spazi liberi fuori e dentro l'università. Una concessione in un certo senso obbligata, conseguenza della ricerca di una giustificazione a ben due sgomberi e ad una continua, massiccia e costante militarizzazione della facoltà. Ovviamente uno spazio regolamentato non è uno spazio autogestito, ma è anzi del tutto simile ad una qualsiasi altra aula, per la quale, lo sottolineamo ulteriormente, esiste già una normativa generale relativa alle strutture universitarie. Quindi la domanda che si pone è d' obbligo: Non è forse una misura preventiva e carica di pregiudizio, quella di voler regolamentare con una normativa ad hoc uno spazio studentesco?

 

Leggi tutto: [Urbino] 31/05: Libera biblioteca De Carlo: chiarimenti e prospettive

Lunedì 8 aprile si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio d'Amministrazione del Politecnico, il primo riformato secondo le regole dalla legge n. 240/10, meglio nota come legge Gelmini. La composizione del CdA diventa ancora più importante proprio alla luce delle novità introdotte dall'ex-ministro dell'istruzione, che trasferisce tutto il potere decisionale nelle mani di questo organo, relegando il Senato Accademico al semplice ruolo di consulente e controllore senza poteri.
I consiglieri sono 11: il rettore Gilli, due rappresentanti eletti dagli studenti, un tecnico-amministrativo, 4 interni (due ordinari, un associato e un ricercatore confermato), e 3 esterni. Le nuove regole fissano proprio nel minimo di 3 il numero dei membri esterni, richiedendo al loro profilo un solo requisito: “comprovata esperienza manageriale”. Da una rosa di 25 nomi il Senato ha così nominato i magnifici 3: Andrea Beltratti, Alessandro Barberis, Andrea Mazzetti.

 

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