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London calling... Rome is burning!


Possono cercare di nascondere la verità. Possono scrivere titoloni sui giornali che fanno tornare di moda l'espressione "black block". Possono riproporre l'eterna separazione tra "buoni" e "cattivi". Dimostrano semplicemente di essere al servizio di chi voleva che la giornata di ieri andasse in tutt'altro modo; che la protesta rimanesse entro il quadro di compatibilità esistente, che fosse una sfilata pacifica in modo da poterla strumentalizzare per manovre più o meno occulte, ma sempre "di palazzo". Oppure - e vista la pochezza delle nostre classi dirigenti non è impossibile - non hanno capito davvero nulla.
Perchè ciò che ieri si è prodotto a Roma è una dinamica che va ben oltre i tanto criminalizzati "centri sociali", "anarco-insurrezionalisti", "gruppi di estrema sinistra".
La nostrana Confindustria solo un mese fa guardava con preoccupazione alla rivolta di Londra: nemmeno il tempo di lasciar decantare quegli eventi e la rivolta se la sono ritrovata in casa.
 
La rabbia, la frustrazione, la pressoché certa mancanza di un futuro dignitoso, sono esplose nelle strade della capitale poco dopo che il governo Berlusconi riusciva ad avere la fiducia della Camerda dei Deputati. E la protesta ha assunto una dimensione realmente di massa, con la partecipazione di tantissimi studenti, molti giovanissimi. Per chi ieri era in piazza questo è un dato innegabile.
Un dato da cui partire se si vogliono affrontare i prossimi nodi avendo davanti la realtà concreta delle cose e non la sua mistificazione e rappresentazione, messa in scena da tv e giornali.
 
caunapoli.org
 
 
 
 
Un primo comunicato del movimento studentesco napoletano

Non poteva prevederlo nessuno che crescesse così tanto! Una manifestazione nata in maniera spontanea e autorganizzata, quasi un tam tam dal basso, l'appuntamento di una generazione a cui stanno rubando il futuro. E a Roma gli studenti eravamo tantissimi, centomila e forse di più, un mare attraversato anche da mille altre resistenze, i comitati ambientalisti campani, quelli dei terremotati de l'aquila, i no tav, i migranti... a sfiduciare dal basso questo governo, al di là dei giochini e dei mercati del palazzo.  Solo da Napoli oltre mille gli studenti medi e universitari che si sono dati appuntamento all'alba per andare a Roma e dimostrare ancora e sempre che o si blocca la riforma o si bloccano le città!

Nasce così il fiume autoconvocato di persone che attraversa Roma e assedia la "zona rossa" del potere, l'ennesima dimostrazione autoritaria di un palazzo che si sente delegittimato e nega lo spazio al dissenso e alla contestazione. Con un provvedimento senza precedenti che tradisce le paure dei potenti: la blindatura completa di tutto il centro storico della capitale!

Ma oggi il movimento non era disposto a farsi ingabbiare e la rabbia è esplosa: una, due, dieci volte! La rabbia di migliaia di studenti.

Ora si sprecano le "condanne" e gli "stereotipi", il riflesso di autoconservazione dei sepolcri imbiancati, le narrazioni automatiche di una politica che non sa offrire risposte. Il tentativo di ridurre tutto a un album di famiglia, alla cartografia conosciuta e rassicurante. La realtà ci dice che in piazza c'erano tanti giovanissimi, di 18, 20, 22 anni, una generazione nuova che tra l'eutanasia e la rivolta ha scelto la seconda. Una generazione precaria per la quale l'unica opzione di una politica sempre più autistica è la repressione:  su via del Corso e in piazza del Popolo si sono succedute le cariche coi blindati, i feriti, il pestaggio vigliacco dei fermati, gli arresti! Eppure la gran parte degli studenti ha resistito in piazza fino alla fine.

E' il vento che dal basso sta scuotendo tutta l'Europa contro i governi della crisi, da Atene a Parigi a Londra. A Roma... Cosa altro ci si aspettava!?

In verità sappiamo che tantissima gente oggi ha solidarizzato con noi: le tante migliaia di studenti e precari in lotta rappresentano la possibilità di riconquistare il diritto alla scuola e all'Università pubblica in questo paese. E ancor più il diritto al futuro. La mobilitazione continua, a partire dalla solidarietà con gli arrestati e i fermati! Un altro mondo è possibile, ma è necessario andarselo a prendere!