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Categoria principale: Comunicati
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Pubblicato: 09 Maggio 2009
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Ultima modifica: 15 Febbraio 2014
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Creato: 08 Maggio 2009
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Oggi 8 maggio, in concomitanza con le manifestazioni di Palermo contro il G8 University Students' Summit, un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori delle Università di Napoli hanno occupato il rettorato per manifestare il loro dissenso, a pochi giorni dal G8 University Summit di Torino. Abbiamo chiesto al rettore Guido Trombetti, ex presidente della CRUI, di esprimersi pubblicamente in merito all'incontro di Torino: ha risposto di non essere neanche a conoscenza dell'esistenza de Summit.
Dal 17 al 19 maggio a Torino il G8 si incontreranno i rettori delle “più importanti” Università del mondo per definire le linee guida per i prossimi anni a livello internazionale e decidere – ancora una volta ! - sulle nostre teste della nostra vita e del nostro futuro.
Hokkaido, Rostock, Sapporo, Strasburgo, Londra: continuiamo la lotta!
Costruiamo un percorso di mobilitazione verso il G8 University Summit di Torino e il G8 de l’Aquila!
L’autunno caldo non è finito…
Studenti delle Università di Napoli: Assemblea permanente di sociologia; Coordinamento II Policlinico; Collettivo Autorganizzato universitario; Rete dottorandi e ricercatori delle Università di Napoli
…verso il G8 University Summit di Torino
L’AUTUNNO CALDO NON E’ FINITO!
apriamo un ciclo di lotte sociali!
Questi primi mesi del 2009 sono stati costellati da diversi vertici internazionali: da quello del G20 di Londra, durante il quale la polizia ha caricato, accerchiato e rinchiuso in una morsa i manifestanti, finendo con l’ucciderne uno nel vergognoso silenzio dei media, a quello di Strasburgo in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni della NATO.
Il proliferare di questi incontri internazionali non è casuale e non va sottovalutato, poiché è indice del tentativo da parte dei Governi delle potenze globali di trovare delle “risposte” alla crisi strutturale che il capitalismo sta attraversando da ormai più di trent’anni. Crisi – quella di un modello produttivo fondato sullo sfruttamento, sulla devastazione e sull’oppressione – che con ogni probabilità non ha ancora mostrato i suoi effetti più devastanti, i cui costi ancora una volta vengono e verranno scaricati sulle classi subalterne. La risposta a questa economia solo apparentemente “impazzita”, è il sorgere in tutto il mondo di movimenti sociali che esprimono con forza il loro malcontento e chiedono a gran voce un cambiamento radicale.
Il fallimento del sistema capitalista, così come la sua necessità di ristrutturarsi in forme ancora più inique per cercare di sopravvivere, sono messe in luce anche dalla deriva securitaria cui stiamo assistendo. Ne sono una riprova la gestione militare dei flussi migratori; la criminalizzazione dei movimenti; la sempre più massiccia militarizzazione delle città; l’incentivo a pratiche di denuncia e repressione dal basso (come le ronde o l’invito alla delazione ai medici degli ospedali ed ai presidi delle scuole). Ed infine, come se non bastasse, tutta una serie di leggi, direttive e restrizioni emanate negli ultimi mesi contro il diritto allo sciopero ed alle manifestazioni per strada.
È dall’incontro di Sapporo del 2008 che il G8 ha inserito nella sua agenda anche il tema dell’Università. Non a caso: per rispondere alla crisi si vogliono mercificare sempre più nuovi settori della società, asservire la formazione e la ricerca alle esigenze di multinazionali e classi padronali, legittimare questo criminale modo di produzione con una supposta cultura e l'invocazione alla “sostenibilità”.
L'University Summit che si terrà a Torino tra il 17 ed il 19 Maggio è una tappa fondamentale di avvicinamento al G8 dei capi di stato all’Aquila a luglio. Non bisogna sprecare l’occasione che il movimento studentesco – capace lo scorso autunno di mettere in campo un elevato livello di dissenso e conflittualità – ha per irrompere nuovamente sulla scena, portando con sé tutta quella serie d’istanze di critica, rinnovamento, desiderio di libertà e giustizia che ha gridato a gran voce.
Gli studenti non sono quei fantocci che proprio stamattina, nel corso del G8 Student's Summit di Palermo, recitano alla corte dei potenti la parte dei bravi ragazzi! Non sono quei servi in carriera pronti a collaborare con un sistema che sfrutta, uccide e distrugge l'ambiente!
È per questo motivo che a Torino dobbiamo esserci in tanti e ben determinati: è un occasione per inserire nell’agenda del movimento studentesco contenuti che non limitino la sua azione ai ristretti perimetri delle facoltà o ai confini nazionali ma che possano farci leggere la complessità del processo di trasformazione del sistema universitario nel quadro del capitalismo del XXI° secolo. Solo unendoci agli altri soggetti che stanno pagando questa crisi potremo rispondere all'attacco portato al sistema della formazione ed a quello del lavoro!
19 maggio - torino
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
smash g8 university summit
studenti, dottorandi e ricercatori delle universita’ di napoli