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Categoria principale: Comunicati
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Pubblicato: 25 Aprile 2009
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Ultima modifica: 15 Febbraio 2014
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Creato: 24 Aprile 2009
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Il 25 Aprile, anniversario della “Liberazione”, si celebra, quest'anno, in un clima politico a dir poco preoccupante:
con l'attuale crisi strutturale del capitalismo negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte deriva reazionaria della società tutta, effetto dell'arretramento complessivo e della repressione delle lotte sociali.
Ciò ha facilitato il diffondersi preoccupante di ideologie – che speravamo cancellate –
di chiara impronta razzista, autoritaria, sessista perfino tra i lavoratori che vivono quotidianamente lo sfruttamento e l'oppressione capitalista. Conseguenza di ciò sono state la
stretta repressiva e le politiche securitarie che dettano sempre più l'agenda politica della classe dominante, sia sul piano nazionale che su quello europeo.
Militarizzazione dei territori (esercito nelle città e ronde fasciste);
repressione delle lotte sociali (decine di compagne/i denunciate/i, cortei blindati e attacco al diritto di manifestazione); c
riminalizzazione dei migranti (campagne xenofobe, campi di concentramento, negazione dei diritti di cittadinanza, rimpatri forzati);
attacco ai lavoratori (licenziamenti, cassa integrazione, negazione del diritto di sciopero, accelerazione neocorporativa delle relazioni sindacali);
negazione del diritto delle donne di decidere liberamente del proprio corpo (attacco all'aborto, discriminazione sui luoghi di lavoro): questi sono solo alcuni esempi di ciò che quotidianamente subiamo.
È fin troppo chiaro quindi che non c'è mai stata una vera e propria discontinuità tra fascismo e “democrazia”; che il nostro sistema “democratico” non è altro che una nuova forma del vecchio dominio della stessa classe borghese; che ciò che abbiamo ottenuto in questi anni rispetto al fascismo, non c'è mai stata un vera e propria liberazione, una rottura: in questo senso si spiega il tentativo di riabilitare l'ideologia fascista, equiparando sotto la falsa bandiera della “pacificazione europea” chi diede la vita per la pace, la libertà, l'emancipazione, i diritti e chi, in camicia nera, combatté per cancellare queste istanze.