- Dettagli
-
Scritto da colpol
-
Categoria principale: Comunicati
-
Pubblicato: 05 Dicembre 2012
-
Ultima modifica: 15 Febbraio 2014
-
Creato: 05 Dicembre 2012
-
Visite: 427
Interrompendo i battibecchi generati dal “falso” evento delle primarie del Pd e le prime giornate di shopping natalizio, domenica 2 dicembre un

pomeridiana: due persone sono finite all’ospedale e decine di persone sono rimaste ferite.
La risposta dei compagni non ha tardato a farsi sentire: il corteo partecipato di domenica, dopo due giorni di soprusi polizieschi, è stato espressione della rabbia popolare, della rabbia di chi a fronte delle mille ingiustizie di questo sistema non si arrende!La morsa dello stato si stringe in tutta Italia attorno a chi osa lottare: abbiamo visto calare il manganello e la fredda mano della legge su lavoratori in lotta come all’IKEA di Piacenza e sugli operai dell’ILVA; su studenti, lavoratori, precari e disoccupati il 14 novembre in tutta Europa; negli arresti per il 15 ottobre 2011 accuratamente effettuati giusto poco prima del 24 novembre; nell’ennesima operazione contro i No Tav del 29 novembre… nella quotidiana gestione istituzionale e di piazza di focolai di dissenso e conflitto politico sempre più roventi!
Mentre si ragiona di Renzi, di Bersani e di primarie e di altri balletti partitici, fascisti come quelli che un paio di giorni fa a Milano hanno accoltellato un compagno in pieno giorno si aggirano impuniti per le nostre città, con lo stato che perseguita gli antifascisti; centinaia di migliaia di lavoratori vengono licenziati e la disoccupazione cresce sempre di più; la maggior parte degli studenti ben presto non potrà più permettersi di accedere a determinati livelli di istruzione: in poche parole tutte le componenti sociali più deboli sono costrette a stringere la cinghia, sentendo sempre più su di loro il peso di questa crisi. Chiunque provi ad opporsi contro questo stato di cose, in questo presente di sfruttamento e repressione, sa bene che il futuro non potrà che essere sempre più incerto, ma non per questo deve smettere di lottare.
Questo è quello che ci hanno insegnato i compagni di Livorno domenica: di fronte alle intimidazioni e alla violenza della polizia, l’unica risposta possibile è quella di non arretrare di un passo. A fronte delle giornate di mobilitazione partite dalla contestazione di venerdì, al PD e all’esile alito di vento pomposamente dichiarato in occasione delle primarie ribattiamo che “Chi semina vento, raccoglie tempesta!”
LIVORNO, ATENE: LA PIAZZA CI APPARTIENE! MADRID, LISBONA: LA PIAZZA NON PERDONA!
LA VOSTRA REPRESSIONE NON CI FA PAURA, LA NOSTRA LOTTA SARÀ SEMPRE PIÙ DURA!
SOLIDARIETÀ A* COMPAGN*!
Collettivo politico scienze politiche