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Dopo le cariche e i gravi atti repressivi che si sono susseguiti in varie città italiane (le cariche alla Statale di Milano, le ripetute cariche a Napoli al presidio in solidarietà all’Ex-Cuem e il solito utilizzo delle provocazioni fasciste contro il presidio che contestava il neo ministro dell’istruzione Carrozza, gli sgomberi delle occupazioni a scopo abitativo a Romae Torino, l’ennesima dimostrazione della brutalità poliziesca al presidio No Muos di Niscemi, l’isterica reazione del servizio d’ordine della Cgil di fronte alla richiesta di alcuni operai di prendere la parola sul palco del primo Maggio a Bagnoli), oggi ci ritagliamo un momento per riflessioni, analisi e bilanci su quello che sta accadendo. Ma è anche e soprattutto una giornata dove i collettivi, gli studenti e i compagni mettono in campo una prima e diffusa risposta a tutto ciò.

Leggi tutto: 10 maggio, una giornata importante. Riflessioni a caldo per un periodo "caldo"

L'università oggi...
 
Tutti i provvedimenti che, negli ultimi anni, hanno contribuito alla ridefinizione dei percorsi formativi, rispondevano all'assunto neoliberista imprescindibile in tempi di crisi della riduzione dell'intervento statale, della “revisione dei conti”, dei “tagli alla spesa”, insomma di tutti quei leitmotiv quantomai necessari a coprirne la vera natura: il rilancio dei profitti all'interno dell'ennesima crisi strutturale del capitalismo e la configurazione di un'università sempre meno di massa e sempre meno luogo di elaborazione di sapere e discussione critica, esplicitamente funzionale alle esigenze di ristrutturazione del mercato del lavoro.

Nell'attuale periodo di transizione che il mondo della formazione sta vivendo, quindi,  il “fare cassa” a tutti i costi dell'ex ministro Gelmini e la riforma a costo zero del “tecnico” Profumo, vero e proprio manifesto ideologico dei “valori”di merito e produttività della società capitalistica, costituiscono due facce della stessa medaglia.
 

Leggi tutto: Divisi nel merito, uniti nella lotta

"...devi contare solo su di te.
Uno su mille ce la fa  ma quanto è dura la salita in gioco c'è la vita...” 
Gianni Morandi, Uno su mille

 

 
Continua la road map contro i diritti portata avanti dal Governo dei "tecnici”: dopo l’attacco alle pensioni, dopo lo smantellamento dell’articolo 18, dopo le numerose altre tutele e diritti dei lavoratori che vengono messe in discussione, adesso, ad essere preso di mira, è l'intero comparto della formazione.

Ma perché, dopo le misure “lacrime e sangue” previste dai provvedimenti precedenti, arriva proprio a questo punto un decreto legge che tocca il mondo dell'istruzione, oltretutto a costo zero, quindi senza alcuna possibilità di apportare modifiche strutturali?
 
 
Perché la scuola e l'università, più di altre istituzioni, promuovono costantemente la costruzione e la riproduzione di un apparato ideologico perfettamente funzionale alle esigenze di quella classe dominante che sta portando avanti contemporaneamente l'attacco al mondo del lavoro. Da questo punto di vista, è necessario far penetrare, anche in queste istituzioni, il profilo ideologico che risulti organico al modello d'Italia che questa classe dirigente sta provando a delineare: un paese competitivo sul piano europeo e degno di fiducia agli occhi dei grandi imprenditori e di quelle moderne divinità chiamate mercati.
 

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La Rete Nazionale delle Realtà Studentesche Autorganizzate (Red-net) nasce nel novembre 2008 da un'esigenza larga e condivisa, dai singoli studenti ai collettivi di diverse città italiane, di socializzare percorsi di lotta e di analisi politica. Non è un caso che proprio in concomitanza con l’acuirsi della crisi economico-finanziaria del capitale, è stata avvertita in maniera ancor più forte la necessità di raccordarsi sul piano nazionale, per incamminarsi su di un comune sentiero di lotta contro chi da questa crisi trae profitto, scaricandone i costi sulle spalle della classe lavoratrice ed utilizzandola per rafforzare il dogma neoliberista fatto di precarietà e sfruttamento. Nonostante la nostra identità sia quella di studenti, ci è parso immediatamente chiaro come il mondo dell’istruzione sia legato a doppio filo con quello del lavoro. La condizione studentesca, infatti, è solo transitoria e, dopo la laurea, alla maggior parte di noi toccherà comunque un destino precario e di sfruttamento! Per noi è, quindi, una necessità lottare tanto per un reale accesso al diritto allo studio, quanto contro lo smantellamento dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori.

Leggi tutto: Ma quale debito? Ma quali sacrifici? Il capitalismo è la crisi!

Per il prossimo autunno, temporali su tutto il territorio italiano ma la stagione si preannuncia molto calda. Le prime avvisaglie sono soltanto le conseguenze della crisi economica che ha investito (e continua a farsi sentire nonostante le dichiarazioni del Governo e di Confindustria) l'Italia e il mondo intero negli ultimi anni e che ha ovviamente colpito le classi più deboli: migliaia di lavoratori saranno costretti a rimanere a casa, altri non riceveranno più la cassa integrazione, nuovi tagli sono in arrivo per tutti i settori del welfare state, dalla sanità ai trasporti, passando – ovviamente – per la scuola pubblica.

Di fronte alla crisi economica dilagante la strategia utilizzata dai governi è sempre la stessa: tagliare ciò che resta dello stato sociale sacrificando servizi, salari, pensioni – e persino diritti! – in favore di banche, imprese e speculatori di tutti i tipi, generando così un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne.

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