Alle 15.00 un’assemblea molto partecipata, tenutasi nell’università occupata, ha deciso di portare la rabbia al di fuori delle mura degli atenei. Centinaia di studenti e studentesse sono partite con un corteo non autorizzato percorrendo le strade della città: un blitz al Maschio Angioino, la rottura della “normalità” dello shopping pre-natalizio nella rinomata Via Roma, la protesta contro la Provincia, tra i colpevoli della cosiddetta emergenza rifiuti, la contestazione ad un convegno dell’estrema destra locale (rinfoltiti dalla presenza di noti esponenti della maggioranza regionale), la confluenza con un presidio dei disoccupati Bros, hanno caratterizzato questo pomeriggio di lotta.
Anche Napoli si unisce al movimento che si era sviluppato a partire da quest’estate ed è tornato a scendere in strada, nelle piazze, ad occupare scuole, facoltà, rettorati, tetti, in occasione della prevista la votazione alla Camera del famigerato DDL 1905, la cosiddetta riforma Gelmini, del quale di prevede una rapida approvazione.
Oggi 25 novembre 2010 è stato organizzato dentro il Polo delle Scienze Sociali di Novoli un incontro dal titolo “Comunitari (extra)comunitari. Padroni a casa nostra?”. Ospiti d’onore: Santanchè e De Corato. In risposta era stato convocato dai Collettivi della facoltà un presidio per togliere legittimità a quella che era solo una passerella mediatica. (comunicato del presidio) La volontà di non far parlare i due “ospiti” non era dovuta solo al fatto che la Santanchè si definisce dichiaratamente fascista e che De Corato applica ogni giorno come vicesindaco le politiche razziste e xenofobe dello Stato italiano, ma anche per il contenuto stesso dell’iniziativa.
Da studenti riconosciamo in questi personaggi due avanguardie dell’attacco liberista (bipartisan)che, distruggendo il diritto allo studio, ci da in pasto alle imprese durante e dopo il nostro percorso formativo. Allo stesso modo non possiamo non sentirci solidali, da futuri precari, con tutti quei lavoratori stranieri che sono costretti ad accettare condizioni da fame pur di ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno e con coloro che vivono nella costante minaccia della detenzione amministrativa nei nuovi lager detti CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).
L’iniziativa organizzata in un primo momento in una palazzina è stata spostata in un’altra. Il presidio di centinaia di studenti si è dunque mosso verso la nuova aula davanti alla quale erano già schierati svariati cordoni di poliziotti in assetto anti-sommossa. Il corteo rinfoltito è giunto davanti alla palazzina dove ha lanciato cori e prodotto diversi interventi al fine di sensibilizzare gli altri studenti, quando, nonostante stesse pacificamente chiedendo di entrare nell’aula, è stato pesantemente caricato per tre volte. Vari studenti sono stati colpiti e alcuni hanno riportato ferite anche gravi.
Le forze dell’ordine hanno dunque impedito a degli studenti di entrare nella loro università mentre è stato dato spazio a chi costruisce le proprie fortune elettorali sulle spalle degli sfruttati. La responsabilità di ciò non è però solo delle forze dell’ordine, ma anche delle autorità accademiche che hanno dato il loro beneplacito a questa iniziativa.
Gli studenti non si sono fermati e dopo aver bloccato il traffico in Viale Guidoni, Viale Forlanini e alla rotonda di Via di Novoli sono tornati nella facoltà dove sono entrati in mensa e in vari edifici per informare dell’accaduto e per chiedere ai presidi una presa di posizione in merito. L’assemblea ha rilevato la responsabilità delle autorità accademiche nella presenza della polizia all’interno dell’università, nell’aver permesso l’iniziativa del PDL e nell’assoluta indisponibilità a qualsiasi opposizione reale ai tagli al diritto allo studio. È stata occupata un’aula in un edificio per organizzare la pratica del blocco (delle lezioni e del traffico).
Questi i fatti.
La giornata di oggi è la fotografia di un corpo studentesco che rialza la testa di fronte alle passerelle mediatiche ed al razzismo istituzionale, che riconosce dietro l’attacco al diritto allo studio la stessa, lunga mano che precarizza il lavoro, attacca i salari, sfrutta e incarcera immigrati. Tra le tante dichiarazioni che si sono spese sull’ennesimo slittamento del ddl 1905 in parlamento, una identifica i mandanti delle politiche antipopolari degli ultimi 20 anni: quella di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Per il grande capitale la riforma del diritto allo studio DEVE passare, come anche l’ingresso delle imprese nei cda degli Atenei.
Da studenti il nostro compito è rispondere all’arroganza della classe dominante, all’immobilità dei baroni ed alla repressione militare con il blocco totale della didattica. Aldilà delle manifestazioni simboliche, è necessario estendere questa pratica di lotta per fermare il ddl martedì prossimo, coinvolgendo la maggioranza degli studenti. Solo dal conflitto sociale può nascere un movimento studentesco coordinato e strutturato che sappia riconoscere i propri alleati (lavoratori, studenti medi, immigrati) e che sia in grado di mettere in critica il capitalismo, prospettando una società basata sulla solidarietà e non sul profitto.
BLOCCARE LA DIDATTICA, BLOCCARE TUTTO, LA LOTTA è APPENA COMINCIATA
COSTRUIAMO UN NUOVO CICLO DI LOTTE SOCIALI, I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO
COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE
RED-NET
I video e le foto delle cariche
Caro studente, Cara studentessa
della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata,
Ti sei iscritto all’Università con l’assurda pretesa di avere insegnamenti di qualità?
Magari pretendevi anche di poterti iscrivere alla laurea magistrale nella stessa Università in cui hai conseguito quella triennale?
Magari addirittura pensavi di esserti iscritto a Tor Vergata?
Ti sei iscritto ad una facoltà letteraria/umanistica/filosofica con la speranza di poter insegnare nelle scuole superiori?
Ma se addirittura hai osato pensare di lavorare come ricercatore all’Università, lo potrai fare?
Ma, alla fine, che ti frega, troverai un altro lavoro no?
Detto questo, te la senti ancora di continuare ad entrare ed uscire dall’Università senza fare niente, nell’indiffernza? Come niente fosse?
Qui è in gioco il nostro futuro, non solo quello dei ricercatori o degli operai, il futuro di tutti noi studenti e studentesse truffati, che un giorno saremo nel migliore dei casi lavoratori e lavoratrici sfruttati e precari.
PARTECIPATE TUTTI ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA STUDENTI-RICERCATORI IL 23 novembre ALLE ORE 10:00 NELLA PIAZZA DELLA FACOLTA’.
PARTECIPATE AL COLLETTIVO STUDENTESCO MERCOLEDI’ ALLE 14.00 NELL’AULETTA OCCUPATA AL PIANO -1 DELLA FACOLTA’
A Salerno contestati la Gelmini ed altri esponenti di governo
Oggi, sabato 20 novembre, circa 150 studenti, precari, insegnanti, hanno contestato al “Grand Hotel” di Salerno il Ministro Gelmini, ed altri importanti colonnelli del PDL come Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri, Pasquale Viespoli, Stefano Caldoro e Raffaele Fitto...
Ma, evidentemente, il fatto che una nuova generazione e un pezzo d'Italia che lavora e soffre osino far sentire la propria voce fa paura: ecco perché il nostro presidio era stato autorizzato a oltre cinquanta metri dall'Hotel in cui si svolgevano i lavori, ingabbiato fra le transenne, circondato da un ingente dispiegamento di forze dell'ordine. Ciononostante la nostra semplice presenza – pacifica ma determinata, fatta di cori, striscioni, volantini – ha fatto sì che la Gelmini decidesse di entrare nel palazzo dalla porta sul retro. Ormai sono così in crisi di legittimità che non si possono permettere nemmeno di farsi vedere da lontano!