Comunicati

La mobilitazione continua...

Oggi, 25 novembre, in continuità con il percorso di mobilitazione che in tutt’Italia studenti, lavoratori, ricercatori e precari della scuola e dell’università stanno portando avanti, a Napoli si è sviluppata una giornata di proteste contro l’approvazione del Ddl Gelmini.
 
Alle 8.00 decine di studenti hanno occupato Palazzo Giusso, sede dell’università Orientale, dando vita alla costruzione del primo tassello di una giornata di proteste. In tutte le facoltà e gli atenei gli studenti hanno dato vita a volantinaggi e interruzioni dei corsi per sensibilizzare e rilanciare la lotta contro lo smantellamento dell’università pubblica.
 
Alle 15.00 un’assemblea molto partecipata, tenutasi nell’università occupata, ha deciso di portare la rabbia al di fuori delle mura degli atenei. Centinaia di studenti e studentesse sono partite con un corteo non autorizzato percorrendo le strade della città: un blitz al Maschio Angioino, la rottura della “normalità” dello shopping pre-natalizio nella rinomata Via Roma, la protesta contro la Provincia, tra i colpevoli della cosiddetta emergenza rifiuti, la contestazione ad un convegno dell’estrema destra locale (rinfoltiti dalla presenza di noti esponenti della maggioranza regionale), la confluenza con un presidio dei disoccupati Bros, hanno caratterizzato questo pomeriggio di lotta.
 
La ‘normalità’ e la ‘legalità’ entro cui vorrebbero imbrigliare i movimenti autorganizzati non hanno fermato la determinazione con la quale gli studenti sono scesi in piazza. Determinazione che è la stessa dei compagni colpiti dalla scure della repressione, e che come Tonino, arrestato perché antifascista, resistono nelle prigioni dello stato.
 
Riunitisi nuovamente in assemblea, gli studenti hanno lanciato un nuovo appuntamento di mobilitazione per domani mattina alle 10.00 a Palazzo Giusso (Orientale) per proseguire la protesta in tutte le facoltà, le scuole e le strade della città.
 

Studenti autorganizzati napoletani

Orientale occupata. Blocchiamo la Riforma!

 
Da questa mattina, alle ore 8:00, palazzo Giusso dell’università Orientale di Napoli è occupato.
 
Anche Napoli si unisce al movimento che si era sviluppato a partire da quest’estate ed è tornato a scendere in strada, nelle piazze, ad occupare scuole, facoltà, rettorati, tetti, in occasione della prevista la votazione alla Camera del famigerato DDL 1905, la cosiddetta riforma Gelmini, del quale di prevede una rapida approvazione.
 
Palazzo Giusso è aperto a tutti coloro che vogliono costruire l’opposizione a questa Riforma e provare a bloccarla in tutti i modi e costruire iniziative per oggi e i prossimi giorni.
 
Venite numerosi…

SULLA GIORNATA DI LOTTA AL POLO DI NOVOLI (con link dei video e delle foto)


Oggi 25 novembre 2010 è stato organizzato dentro il Polo delle Scienze Sociali di Novoli un incontro dal titolo “Comunitari (extra)comunitari. Padroni a casa nostra?”. Ospiti d’onore: Santanchè e De Corato. In risposta era stato convocato dai Collettivi della facoltà un presidio per togliere legittimità a quella che era solo una passerella mediatica. (comunicato del presidio)  La volontà di non far parlare i due “ospiti” non era dovuta solo al fatto che la Santanchè si definisce dichiaratamente fascista e che De Corato applica ogni giorno come vicesindaco le politiche razziste e xenofobe dello Stato italiano, ma anche per il contenuto stesso dell’iniziativa.

Da studenti riconosciamo in questi personaggi due avanguardie dell’attacco liberista (bipartisan)che, distruggendo il diritto allo studio, ci da in pasto alle imprese durante e dopo il nostro percorso formativo. Allo stesso modo non possiamo non sentirci solidali, da futuri precari, con tutti quei lavoratori stranieri che sono costretti ad accettare condizioni da fame pur di ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno e con coloro che vivono nella costante minaccia della detenzione amministrativa nei nuovi lager detti CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).

L’iniziativa organizzata in un primo momento in una palazzina è stata spostata in un’altra. Il presidio di centinaia di studenti si è dunque mosso verso la nuova aula davanti alla quale erano già schierati svariati cordoni di poliziotti in assetto anti-sommossa. Il corteo rinfoltito è giunto davanti alla palazzina dove ha lanciato cori e prodotto diversi interventi al fine di sensibilizzare gli altri studenti, quando, nonostante stesse pacificamente chiedendo di entrare nell’aula, è stato pesantemente caricato per tre volte. Vari studenti sono stati colpiti e alcuni hanno riportato ferite anche gravi.

Le forze dell’ordine hanno dunque impedito a degli studenti di entrare nella loro università mentre è stato dato spazio a chi costruisce le proprie fortune elettorali sulle spalle degli sfruttati. La responsabilità di ciò non è però solo delle forze dell’ordine, ma anche delle autorità accademiche che hanno dato il loro beneplacito a questa iniziativa.

Gli studenti non si sono fermati e dopo aver bloccato il traffico in Viale Guidoni, Viale Forlanini e alla rotonda di Via di Novoli sono tornati nella facoltà dove sono entrati in mensa e in vari edifici per informare dell’accaduto e per chiedere ai presidi una presa di posizione in merito. L’assemblea ha rilevato la responsabilità delle autorità accademiche nella presenza della polizia all’interno dell’università, nell’aver permesso l’iniziativa del PDL e nell’assoluta indisponibilità a qualsiasi opposizione reale ai tagli al diritto allo studio. È stata occupata un’aula in un edificio per organizzare la pratica del blocco (delle lezioni e del traffico).

Questi i fatti.

La giornata di oggi è la fotografia di un corpo studentesco che rialza la testa di fronte alle passerelle mediatiche ed al razzismo istituzionale, che riconosce dietro l’attacco al diritto allo studio la stessa, lunga mano che precarizza il lavoro, attacca i salari, sfrutta e incarcera immigrati. Tra le tante dichiarazioni che si sono spese sull’ennesimo slittamento del ddl 1905 in parlamento, una identifica i mandanti delle politiche antipopolari degli ultimi 20 anni: quella di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Per il grande capitale la riforma del diritto allo studio DEVE passare, come anche l’ingresso delle imprese nei cda degli Atenei.

Da studenti il nostro compito è rispondere all’arroganza della classe dominante, all’immobilità dei baroni ed alla repressione militare con il blocco totale della didattica. Aldilà delle manifestazioni simboliche, è necessario estendere questa pratica di lotta per fermare il ddl martedì prossimo, coinvolgendo la maggioranza degli studenti. Solo dal conflitto sociale può nascere un movimento studentesco coordinato e strutturato che sappia riconoscere i propri alleati (lavoratori, studenti medi, immigrati) e che sia in grado di mettere in critica il capitalismo, prospettando una società basata sulla solidarietà e non sul profitto.

BLOCCARE LA DIDATTICA, BLOCCARE TUTTO, LA LOTTA è APPENA COMINCIATA

COSTRUIAMO UN NUOVO CICLO DI LOTTE SOCIALI, I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO

COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE

RED-NET

 

 
 

Caro studente, Cara studentessa

della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata,

 

Ti sei iscritto all’Università con l’assurda pretesa di avere insegnamenti di qualità?

Con i tagli all’Università operati dal governo tra qualche tempo dovrai portarti i tavoli e i supporti didattici da casa, anche i professori a cavacecio. Taglio dopo taglio ci troveremo senza riscladamento, a riscaldarci col fiato l’un l’altro, come il bue e l’asinello.

Magari pretendevi anche di poterti iscrivere alla laurea magistrale nella stessa Università in cui hai conseguito quella triennale?

Con il blocco delle assunzioni scarseggiano e scarseggeranno sempre di più i professori, i corsi di laurea magistrale verranno soppressi, già a qualcuno è capitato, e ti ritroverai con una laurea triennale in mano a dover migrare in un’altra Università, magari dovendo colmare debiti formativi con altri esami…

Magari addirittura pensavi di esserti iscritto a Tor Vergata?

Ah ah! “Con la convenzione quadro” è possibile fare accordi tra università “sfigate”, quindi ti ritroverai ad essere iscritto, senza volerlo, ad una bella Università Tor Vergata+Roma Tre+Università di Roccasecca+Università di Lido di Latina. Sarà un bel ping pong…

Ti sei iscritto ad una facoltà letteraria/umanistica/filosofica con la speranza di poter insegnare nelle scuole superiori?

Beh, non puoi più, la SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) è chiusa da due anni e non sono state costruite alternative. Non ci sono più possibilità di insegnare alle superiori, e non se ne vede la possibilità in lontananza, sei stato truffato.

Ma se addirittura hai osato pensare di lavorare come ricercatore all’Università, lo potrai fare?

Beh, bella pe te, perché con la riforma Gelmini i ricercatori potranno lavorare per qualche tempo all’università, respirare l’odore stantio dei cari vecchi libroni che aleggia per i dipartimenti, essere sfruttati lavorando gratis, e poi a casa! Perché le lettere, le arti, le scienze umane e la filosofia non creano profitto e la ricerca la fanno già tanto bene le aziende… e visto il processo di privatizzazione nessuna azienda deciderà di investire sulle facoltà umanistiche; quindi a che servono le Università?

Ma, alla fine, che ti frega, troverai un altro lavoro no?

Ah ah! Giammai! Perché il governo, con delle equissime leggi, sta trasformando il mondo del lavoro in un mondo di schiavi e precari, non avrai diritti, sarai uno schiavo, niente pausa mensa, niente pausa pisciata, sgobba sgobba e consuma, ecco il tuo futuro, che ce frega de protestà insieme agli operai? Che c’entramo noi? Boh……….

Detto questo, te la senti ancora di continuare ad entrare ed uscire dall’Università senza fare niente, nell’indiffernza? Come niente fosse?

Qui è in gioco il nostro futuro, non solo quello dei ricercatori o degli operai, il futuro di tutti noi studenti e studentesse truffati, che un giorno saremo nel migliore dei casi lavoratori e lavoratrici sfruttati e precari.

SVEGLIAMOCI!

PARTECIPATE TUTTI ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA STUDENTI-RICERCATORI IL 23 novembre ALLE ORE 10:00 NELLA PIAZZA DELLA FACOLTA’.

PARTECIPATE AL COLLETTIVO STUDENTESCO MERCOLEDI’ ALLE 14.00 NELL’AULETTA OCCUPATA AL PIANO -1 DELLA FACOLTA’

 A Salerno contestati la Gelmini ed altri esponenti di governo

Oggi, sabato 20 novembre, circa 150 studenti, precari, insegnanti, hanno contestato al “Grand Hotel” di Salerno il Ministro Gelmini, ed altri importanti colonnelli del PDL come Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri, Pasquale Viespoli, Stefano Caldoro e Raffaele Fitto...

Tutta questa bella gente – leccapiedi di Berlusconi, (ex?)fascisti, “onorevoli” più volte inquisiti per associazione a delinquere, corruzione, falso, abuso d'ufficio etc – erano a Salerno per il convegno dell'Associazione Popolari Liberali, la componente democristiana del PDL. Un convegno reso necessario per spartirsi poltrone e fondi nello sbando del governo Berlusconi...
Anche noi, come studenti autorganizzati, siamo scesi in piazza per manifestare contro questa banda che da oltre dieci anni governa il Paese, e che ha mangiato tutto il mangiabile proprio mentre tagliava i fondi a Scuola, Università e servizi sociali, mentre faceva dilagare il precariato, manganellava ed azzerava i diritti dei lavoratori...
 
Ma, evidentemente, il fatto che una nuova generazione e un pezzo d'Italia che lavora e soffre osino far sentire la propria voce fa paura: ecco perché il nostro presidio era stato autorizzato a oltre cinquanta metri dall'Hotel in cui si svolgevano i lavori, ingabbiato fra le transenne, circondato da un ingente dispiegamento di forze dell'ordine. Ciononostante la nostra semplice presenza – pacifica ma determinata, fatta di cori, striscioni, volantini – ha fatto sì che la Gelmini decidesse di entrare nel palazzo dalla porta sul retro. Ormai sono così in crisi di legittimità che non si possono permettere nemmeno di farsi vedere da lontano!
 
In ogni caso, visto che dalla Gelmini non eravamo riusciti a farci vedere, abbiamo deciso almeno di farci sentire, disturbando i lavori del convegno. Così, incordonati e striscione alla mano, siamo usciti cantando da dietro le transenne dove volevano tenerci confinati e, nonostante le minacce e le spinte della DIGOS, siamo riusciti ad arrivare sino all'entrata dell'Hotel dove si svolgevano i lavori. Non sappiamo se la Gelmini ha sentito i nostri cori che la invitavano “gentilmente” a “farsi da parte”, sappiamo però che l'Hotel ha avuto bisogno di abbassare le saracinesche per non far vedere ai politicanti ed i notabili che erano nella hall cosa stava succedendo lì fuori... Ormai non gli basta più inventare la realtà attraverso i loro giornali e le loro televisioni, ora la devono proprio negare in blocco!
 
Dopo il presidio si è tenuta un'assemblea in piazza, dove si è sottolineato come sia possibile da subito riprendersi le strade, come le manifestazioni non debbano essere “solo” feste, passeggiate, o pura testimonianza, ma soprattutto occasioni di incontro e confronto, e momenti di conflitto. Pensano di averci anestetizzati, pensano di poterci far star buoni con le denunce oppure facendoci domare da qualche sindacatino studentesco che si ricorda di difendere studenti e lavoratori solo finché governa Berlusconi... Ma oggi abbiamo dimostrato che sappiamo stargli con il fiato sul collo, non solo perché l'impunità dei politici, degli imprenditori, degli sfruttatori di ogni tipo deve finire, ma perché questi qui devono capire che non siamo più disposti ad ascoltare le loro chiacchiere, ad accettare le condizioni in cui ci fanno vivere, a sognare la loro miseria!
 
Per questo continueremo la nostra lotta dal basso, organizzandoci in una rete regionale di studenti autorganizzati. Fino alla caduta di questo Governo ed oltre, perché abbiamo buona memoria e non dimentichiamo che sia il centrodestra che il centrosinistra si sono resi responsabili degli attacchi agli studenti ed ai lavoratori, e perché siamo svegli e sappiamo che ci stanno preparando il peggio...
 
Pre(te)ndiamo ciò che ci spetta!
Il futuro non è scritto...

 

caunapoli.org