SUL CORTEO DEL 30 NOVEMBRE 2010
Ieri mattina, in occasione della discussione alla camera del ddl Gelmini, migliaia di studenti dell’università di Firenze si sono concentrati al Polo delle Scienze Sociali di Novoli per dar vita a una lunga e determinata giornata di lotta. La pratica dei blocchi è stata efficacemente messa in atto nonostante il massiccio schieramento dei reparti in tenuta anti-sommossa. L’obiettivo di bloccare l’autostrada è stato impedito dall’imponente barriera opposta dalle forze dell’ordine, ma il corteo non è stato per questo intimorito ed ha paralizzato per cinque ore la città. Non confidando nella contrattazione parlamentare o nei sit-in d’opinione nelle zone pedonali, riteniamo che la pratica dei blocchi, siano essi della didattica o delle città, sia una delle poche vie percorribili per imporre dal basso il ritiro del ddl.
Non accettiamo il tentativo messo in atto da giornalisti e politici di dividere il movimento in buoni e cattivi. Scudi, caschi e determinazione servono per tutelare i manifestanti dalla stessa violenza poliziesca che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle anche di recente con le cariche di Novoli del 25 novembre. Il movimento è unito e non si arresta. La camera, come era prevedibile, ha approvato il ddl ma non per questo la lotta per il diritto allo studio si fermerà. Nei prossimi giorni la mobilitazione in scuole e università continuerà per giungere ad una nuova giornata di mobilitazione generale per quando la discussione sul ddl arriverà in Senato.
RESPINGIAMO LE RIFORME DI PADRONI E CONFINDUSTRIA!
I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO !
COLLETTIVO POLITICO*SCIENZE POLITICHE
2 DICEMBRE: CORTEO A TOR VERGATA
Questa mattina Studenti e Studentesse di Tor Vergata si sono ritrovati alle ore 9 nella Facoltà di Scienze dove è partito un corteo spontaneo che ha bloccato per ore la città. I manifestanti dopo aver sfilato internamente per i corridoi della Facoltà sono scesi in strada diretti verso il Rettorato, "armati" di soli libri di testo, per manifestare il loro dissenso nei confronti di un governo che, sordo ad ogni segnale di protesta, ha deciso di approvare alla Camera il disegno di legge Gelmini, criminalizzando ed etichettando come "fuori corso" e "facinorosi" coloro che sono scesi in piazza nei giorni scorsi.
Il corteo ha poi proseguito il suo percorso arrivando a toccare la stazione della metro di Anagnina, dove si è unito ai cortei degli istituti superiori Pertini e Amaldi. A quel punto, è stato bloccato il traffico su via Tuscolana, volantinando e discutendo con passanti e automobilisti (che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno mostrato il loro supporto e la loro solidarietà nei confronti dei manifestanti), prima di riavviarsi verso la Facoltà di Scienze, per raggiungere infine quella di Lettere e Filosofia, dove si sta attualmente svolgendo un'assemblea per riepilogare la giornata e coordinarsi in vista delle future scadenze. Durante tutto il corteo hanno regnato slogan come "Noi la crisi non la paghiamo!", "Università e scuola pubblica", "Se ci bloccano il Futuro noi blocchiamo la Città". Questo sta a dimostrare che gli studenti sono stufi e non sono più disposti a stare zitti davanti a chi per troppo tempo li ha ignorati. Ormai da quattro giorni manteniamo le occupazioni di Lettere e Filosofie e Scienze e si sono unite alla protesta tutte le scuole della zona facendo assemblee che illustrano il ddl e propongono didattica alternativa.
Studenti e Studentesse di Tor Vergata
More info: Collettivo Lavori in Corso
Occupata l'Accademia
Saluti di lotta dall'accademia occupata di Palermo a tutti gli studenti che lottano attivamente per dare la spallata a questo governo. Questa mattina abbiamo occupato a maggioranza ed è in corso la strutturazione di una didattica autogestita e l'apertura degli spazi dell'accademia alle soggettività esterne. Ci teniamo a precisare che all'accademia vi è il blocco totale delle lezioni. L'accademia da ora è una base di lotta 24 ore su 24. Seguiranno comunicati e documenti.
SCIENZE POLITICHE OCCUPATA
Dopo la grande giornata di ieri (Giovedì 25 novembre 2010) che ha visto in piazza migliaia di studenti autorganizzati, con l'occupazione dei binari della stazione e il blocco dell'entrata del porto (oltre ai cortei spontanei che hanno mandato in tilt la circolazione),questa mattina molti studenti della facoltà di Scienze Politiche hanno interrotto le lezioni svolgendo un'assemblea straordinaria.
Durante l'assemblea sono stati discussi i punti principali della riforma Gelmini, le sue conseguenze per il mondo universitario e la necessità di continuare il percorso di mobilitazione che sta travolgendo la città e l'intero paese.Gli studenti si sono trovati tutti d'accordo nel'intraprendere azioni di lotta radicali con l'obiettivo di sensibilizzare tutti coloro che ancora non erano a conoscenza della reale situazione dell'università, e con l'intento di mandare un messaggio chiaro di opposizione ad un disegno di legge che distrugge l'istruzione pubblica.In un momento di crisi economica, sociale e politica, noi non accettiamo che vengano fatte gravare su di noi, in termini di istruzione,libertà e assistenza economica, tali nevaste conseguenze.
Con l'occupazione della facoltà vogliamo dimostrare che non ci fermeremo fino a quando la riforma non verrà cancellata!In questo momento stiamo dimostrando di non aver paura della repressione dello Stato contro il tentativo di riappropriazione dei nostri spazi, dei nostri saperi e dei nostri diritti quali reddito, istruzione libera, gratuita e accessibile a tutti, casa e servizi.L'occupazione deve esser vista in un'ottica di continuità con le forme di conflitto che giornalmente attraversano l'Italia, dalle lotte dei lavoratori per un lavoro stabile, a quelle dei migranti per la cittadinanza.Non accetteremo mai un disegno di legge che precarizza le nostre vite e che dispone illeggitimamente del nostro futuro e dei nostri sogni!
Da questa sera la facoltà sarà attraversata da momenti di socialità, discussione e creazione di sapere critico, per dimostrare che l'occupazione non è una forma di protesta vuota e fine a se stessa, ma vuole essere un momento di conflitto e di riappropriazione.
ANCORA PIU' CRISI, SEMPRE PIU' CONFLITTI
Studenti Scienze Politiche in lotta
Ancora nelle università e poi per le strade ad accogliere Berlusconi!
Il 26 novembre è stata un'altra lunga giornata di proteste contro il ddl 1905 e, più in generale, contro le politiche scellerate di questo governo, che ogni giorno di più rende peggiori le nostre condizioni di studio di lavoro e di vita.
La rabbia degli studenti ha trovato una prima espressione durante la notte, quando alcuni di loro hanno lanciato vernice rossa contro la locale sede della Confindustria, individuata come il principale mandante delle misure di smantellamento del mondo della formazione.
La mattinata ci ha visti impegnati nel tentativo di allargare il più possibile il fronte della protesta: abbiamo interrotto i corsi in tutte le sedi universitarie del centro storico di Napoli, invitando quanti ancora fossero rimasti sordi di fronte all'attacco subito dall'università ad unirsi alla mobilitazione. Passando poi per le presidenze delle facoltà gli studenti hanno chiesto a gran voce (ed ottenuto!) il blocco della didattica in tutto l’ateneo per permettere a tutti la partecipazione alla assemblea di ateneo di lunedì prossimo.
Anche questa volta la risposta è stata molto positiva: all'assemblea indetta a palazzo giusso alle ore 14 hanno partecipato centinaia di studenti medi e universitari, precari della ricerca e attivisti delle comunità in difesa del territorio. Alla conferma della notizia della presenza di Berlusconi nel palazzo della prefettura (dovuta alla nomina dell'ennesimo commissario per la gestione dell'emergenza rifiuti) l'assemblea ha deciso di uscire dall'università e di raggiungere la prefettura con un corteo non autorizzato, unendosi al corteo dei disoccupati e dei precari BROS.
Il corteo si è trasformato in un presidio molto determinato: la prefettura è stata messa sotto assedio dai manifestanti, una parte dei quali è riuscita a raggiungere il centro di Piazza del Plebiscito e l\'ingresso del palazzo. La risposta repressiva anche stavolta non si è fatta attendere: nel tentativo di allontanarci, uno studente è stato preso, condotto nel vicino commissariato di Via Chiaia, identificato e rilasciato dopo circa un'ora.
Intanto i disoccupati sono riusciti a salire in delegazione e a consegnare un documento rivendicativo. A questo punto abbiamo ricostituito il corteo attraversando via Roma, tradizionale via dello sopping cittadino.
La mobilitazione di oggi è servita anche a lanciare i prossimi appuntamenti in vista di martedi, giorno della discussione in parlamento del ddl Gelmini:
More info: caunapoli.org
IL FUTURO NON E' SCRITTO! BLOCCHIAMO LA RIFORMA GELMINI!
STUDENTI AUTORGANIZZATI NAPOLETANI