Comunicati

 

                              Riot on a crowded street

 

 Solo un paio di settimane fa il Sole 24 Ore si chiedeva se la rivolta degli studenti britannici del 10 novembre avrebbe potuto significare l'inizio di un nuovo periodo di lotte nell'isola apparentemente pacificata dall'epoca dei governi della Thatcher. Una domanda che evidenziava il timore degli industriali di tutta l’Europa di dover affrontare una rivolta continentale. Ad un mese di distanza dall'assalto al quartier generale del partito conservatore, a Londra gli studenti e le studentesse hanno dato una nuova dimostrazione della determinazione che pervade le strade di tutta l'Unione Europea. In occasione dell'approvazione del provvedimento che prevede addirittura la triplicazione delle tasse universitarie a carico degli studenti, escludendo così di fatto i giovani appartenenti alle classi subalterne dall'accesso all'alta formazione, le strade della capitale sono state nuovamente teatro di duri scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. 
 
 Abbiamo visto come l'unità delle lotte sia data oltre che dal comune piano dell'attacco che il capitale europeo sta portando avanti (le riforme dell\'università sono applicazione di quello che è denominato Processo di Bologna), anche dalle pratiche di lotta che i movimenti stanno mettendo in campo. E così, anche dal punto di vista simbolico, il book block di Londra trae spunto e si ricollega a quello visto nella Roma del blitz al Senato di due settimane fa. E ci parla di un movimento che travalica i confini nazionali, di un movimento che comincia a costruire, al di là della retorica, dei percorsi che hanno le stesse parole d\'ordine, le stesse pratiche, gli stessi obiettivi. Siamo nelle strade di tutt'Europa per urlare che "il futuro non è scritto", per rivendicare un nuovo protagonismo, per la costruzione di un blocco sociale capace di impedire l'applicazione delle riforme "lacrime e sangue" che vorrebbero imporci e di far intravedere un orizzonte diverso.
 
Alla fine al Parlamento britannico, seppur con una maggioranza risicata (323 sì contro 302 no), l'aumento delle tasse universitarie è passato. Non è bastato l'assalto al palazzo del Ministero del Tesoro, né quello alla Rolls-Royce su cui viaggiavano il principe Carlo e Camilla. Ma già dopo il 10 novembre in troppi avevano voluto sperare che si trattasse di uno spasmo, di una semplice esplosione che non avrebbe avuto seguito. In piazza è stato dimostrato l'esatto opposto. Oggi all'ordine del giorno è la domanda sulla maturità di un movimento che ha saputo conquistare la ribalta in poco tempo e che è chiamato a proseguire la lotta al di là delle scadenze parlamentari.

More info: caunapoli.org

Continuiamo la mobilitazione contro la riforma Gelmini


Lunedì 6 dicembre ore 20.30
Assemblea pubblica
Centro Sociale Cox18, via Conchetta 18 (M2: Romolo, 350 m)

 

All’alba di sabato 4 dicembre sono stati sgomberati gli studenti che si erano riappropriati di spazi universitari in via Santa Sofia e alla facoltà di Scienze Politiche di Milano. Spazi occupati dalla necessità di proseguire la mobilitazione contro l’approvazione del DDL Gelmini e proprio per questa ragione avamposti di un’opposizione concreta a tutti i processi di smantellamento e mercificazione che stanno colpendo la scuola, l’università e il mondo del lavoro.

E poiché questi luoghi sono stati attraversati da centinaia di studenti e lavoratori che li hanno riempiti di una socialità contrapposta ai ritmi dell’università-azienda, il rettore Enrico Decleva ne ha affidato lo sgombero alla polizia. Tuttavia, non c’è da sorprendersi: evitare lo sviluppo delle lotte che potrebbero mettere in discussione l’asservimento dell’università ai voleri di Confindustria – il vero obiettivo di tutte le riforme universitarie degli ultimi vent’anni – pare essere il dogma delle compagini di ogni schieramento politico e del loro braccio armato baronale, sempre pronto ad accaparrarsi soldi pubblici coi quali foraggiare i propri interessi.

Il triumvirato composto da politici, baroni e polizia, ricorrendo alla solita scusa dell’‘ordine pubblico’ non ha esitato un solo istante a sgomberare gli studenti. In realtà, proprio i baroni sono il vero pericolo per l’ordine pubblico se è vero, come è vero, che gettano la scuola e l’università in pasto ad un mercato che produce inevitabilmente precarietà e insicurezza sociale.

Riteniamo, quindi, indispensabile dare continuità agli sforzi di coordinamento tra le varie facoltà e tra gli studenti ostinati e contrari alla riforma Gelmini, così come avvenuto all’interno degli spazi occupati e per questo prontamente sgomberati.
È necessario individuare obiettivi praticabili in maniera intelligente e precisa che possano realmente essere in grado di mettere il bastone tra le ruote al progetto di svendita della scuola e dell’università pubblica.

Infine, riteniamo fondamentale mettere da parte le divisioni tra le varie anime della mobilitazione, che potrebbero frenare lo sviluppo delle lotte. Il nostro obiettivo è che studenti e lavoratori decidano come proseguire la lotta, lavorando per lo sviluppo della loro autonomia.

Studenti sgomberati di Scienze Politiche e via Santa Sofia

"Fino a quando i motivi che ci hanno spinto a mobilitarci permangono, ribellarsi sarà sempre giusto"

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spomilano.noblogs.org

Caricati gli studenti che protestavano al Teatro San Carlo contro i tagli alla cultura!

foto dello sgombero del San Carlo durante assemblea con i lavoratori e gli attori (da Repubblica; Mattino)

Sono stati rilasciati i due ragazzi fermati dalla polizia che, in assetto anti-sommossa, ha vigliaccamente caricato gli studenti che erano entrati al Teatro San Carlo per protestare contro i tagli alla cultura. Gli studenti, come da giorni, erano in strada per manifestare il loro NO alla Riforma Gelmini. Dopo aver sanzionato Agenzia delle Entrate e Comune, si erano diretti verso il Teatro San Carlo. Lì, incassata la solidarietà dei lavoratori (gli attori avevano addirittura fermato le prove per discutere assieme dei tagli alla cultura e all\'università), la celere ha fatto irruzione nel teatro. Sono partite cariche a ripetizione molto violente. Gli studenti non avevano alcuno strumento offensivo, sono stati caricati a freddo.

Questa l'immagine simbolo della situazione nel nostro paese: un luogo di cultura che andrebbe aperto a tutti, viene violato con la forza del manganello per reprimere l’unione delle lotte di studenti e lavoratori per la cultura e i diritti. VERGOGNA! Adesso stiamo cercando di capire se qualcuno degli studenti colpiti è stato fermato...

Il futuro non e' scritto!

I vostri profitti, i vostri manganelli, contro i nostri diritti!

 

Il comunicato della giornata

Ancora per le strade. Dopo giorni di cortei, blocchi stradali, occupazioni dei binari della TAV, contestazioni a Confindustria e CEPU, gli studenti napoletani tornano anche oggi in strada a manifestare il loro NO deciso alla Riforma dell'Università.

Dalle facoltà occupate dell'Orientale e della Federico II, dopo aver aggiunto anche l'Assemblea di Architettura, gli studenti si sono mossi nel pomeriggio: il corteoi circa 500 persone ha toccato l'agenzia delle entrate simbolicamente occupata), per poi dirigersi a Palazzo San Giacomo. In piazza, quindi, a manifestare contro la Riforma Gelmini e il diritto llo studio, ma anche contro una folle gestione della questione rifiuti. Tranquillo e determinato, il corteo si è poi diretto verso il Teatro San Carlo, che la settimana prossima aprirà la sua stagione.

Arrivati all'ingressop del teatro gli studenti hanno parlato con i lavoratori per chiedere di poter entrare per esporre uno striscione e per raccogliere la loro solidarietà: i tagli che ha subito l'Università rispondono alla stessa logica di quelli effettuati a tutto il settore culturale!

Mentre studenti e lavoratori discutevano, la celere, in assetto anti-sommossa, è sbucata alle spalle del corteo per disperderlo. Alcuni ragazzi, paventati, cercando una via di fuga, hanno urtato una porta del San Carlo provocando la ottura di un vetro.

Il corteo non è caduto in provocazioni e sta tornando adesso verso le facoltà occupate. Resta la determinazione degli studenti contro la violenza di chi è chiamato a difendere lo status quo, reprimendo tutti i settori sociali, studenti, lavoratori, lavoratori immigrati che lottano per un cambiamento delle loro condizioni di vita.

 

Il comunicato di solidarietà del San Carlo

Napoli,Teatro San Carlo, ore 20:30 Alle ore 18:15 una manifestazione pacifica di studenti degli atenei napoletani stava manifestando contro la riforma Gelmini dell'università. Arrivati all'altezza dell'entrata principale, gli studenti sono entrati nell'atrio del lirico napoletano per tentare di incontrare i lavoratori, in quel momento impegnati in una prova della Tosca.

In quel momento la polizia e i carabinieri, non chiamati dal San Carlo, sono sopraggiunti caricando gli studenti mentre stavano dialogando con una rappresentanza delle maestranze artistiche, rimasta coinvolte nella carica.

Domenico Di Dato, della produzione Sancarliana, Leopoldo Passero, dei Servizi Trasporti, il primo violino Giuseppe Carotenuto, Giuseppe Benedetto (corno inglese), Vittorio Guarino (trombone), Maria De Simone (cantante): sono solo alcuni dei lavoratori del San Carlo colpiti senza motivo dalle forze dell'ordine.

Altri studenti sono stati poi prelevati e allontanati di forza. I lavoratori del san Carlo e gli studenti tutti, che hanno partecipato alla manifestazione DENUNCIANO CON FORZA l'atto di violenza gratuita delle forze dell'ordine e chiedono il rilascio immediato dei ragazzi fermati di cui ad ora non si hanno notizie.

Laura Valente

Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa

cosa dice la stampa ufficiale larepubblica, ilmattino, corrieredelmezzogiorno, ilmessaggero

 

Aggiornamenti su caunapoli.org

Il ddl Gelmini sarà esaminato al Senato dopo il 14, giorno del voto di fiducia al governo. Un'altra vittoria del movimento studentesco!

Anche in questi giorni ci siamo sentiti ripetere che "occupare non serve a nulla", "protestare è inutile", "tanto non cambia niente". E invece ogni tanto qualche piccola vittoria le manifestazioni, le occupazioni, le proteste, la nostra determinazione e la nostra rabbia riescono a strapparla. Come quando l'approvazione del ddl alla Camera slittò anche grazie alle iniziative degli studenti, che avevano cercato di fare irruzione al Senato.

E oggi un'altra buona notizia: al Senato l'esame del ddl Gelmini non inizierà il 9 dicembre. La conferenza dei capigruppo ha deciso di rimandare la discussione ai giorni successivi al voto di fiducia al governo, previsto per il 14 dicembre.

Continuiamo la lotta!

Possiamo vincere!

 

Leggi tutto: Il ddl Gelmini sarà esaminato al Senato dopo il 14, giorno del voto di fiducia al governo.

15.000 in corteo a Napoli. Colpita Confindustria - Cronaca della giornata

Alcune istantanee della giornata

ore 8.00 - Da decine di scuole occupate e non della città, gli studenti dele scuole si ruiversano a P.zza del Gesù.

ore 9.00 - arriviamo in piazza anche dalle Università Occupate, da Lettre della Federico II e da P.zzo Giusso dell'Orientale

ore 9.30 - i microfoni vengono aperti sul camion. Slogan e interventi sottolineano la natura autorganizzata del corteo; si spiega il percorso del corteo e i motivi che ci hanno portato a scegliere quel percorso: arriveremo a Confindustria, perchè sono i padroni bianchi rossi e a pallini a volerla questa riforma!

ore 10.00 - sotto una pioggia battente siamo in 15.000 a partire!

ore 10.30 - arriviamo davanti al palazzo della Provincia, accostiamo "monnezza a monnezza"! (quella che invade da anni la nostra città a causa di una politica per l’ambiente basata sui profitti invece che sulla raccolta differenziata e il riciclaggio)

ore 11:00 - il corteo continua a sfilare NON AUTORIZZATO, fino a via Chiatamone: partono i cori contro la sede del Rettorato dell'Orientale (la Rettrice pochi giorni fa aveva dichiarato che poi non era così malvagia la riforma...), viene sanzionata, come ieri sera, la sede del CEPU (la cultura è un diritto, non una fonte di profitto!), parte un lancio di palle di carta di giornale contro il Mattino, quotidiano cittadino "chin e pall"!

ore 11:30 - il corteo riesce a conquistare p.zza dei Martiri!!! Parte un LANCIO DI UOVA (!) contro la sede degli industriali napoletani. Questo il messaggio che lanciamo a chi ci vuole “clienti” in scuole ed università e lavoratori senza diritti supersfruttati (si veda il collegato al lavoro approvato nella settimana scorsa): siete marci!

ore 12.00: il corteo è inarrestabile! Prosegue sempre non autorizzato sul lungo mare di Napoli! Calato uno striscione da Castel dell'Ovo: I vostri Diritti contro i vostri profitti!

Il corteo termina con l'occupazione del Castello.

 

Comunicato

15.000  studenti medi ed universitari oggi in piazza a napoli contro l’approvazione della riforma Gelmini: lancio di uova contro Confindustria,  mondezza per Provincia e Regione, lancio di palle di giornale contro Il Mattino, sanzionato CEPU.
Mentre a Montecitorio inizia la discussione per l’approvazione della Contro-riforma Gelmini, gli studenti di tutt’Italia tornano in piazza, così a Napoli.
Il  corteo sfila per le strade del centro, da P.zza del Gesù al Palazzo di Confindustria e poi ancora oltre: il percorso scelto è facilmente spiegabile.
A voler vedere approvata la contro riforma Gelmini, che taglia i fondi e mette a serio rischio il futuro di scuole ed università pubbliche spingendo l’accelleratore sull’aziendalizzazione del sistema formativo, non è solo il governo Berlusconi, ma è soprattutto la classe imprenditoriale di questo paese,  in piena linea  i partiti di centro destra e centro sinistra.
E’ per questo che il corteo  autorganizzato, slegato da logiche di bottega e partito, mette in piazza la rabbia verso la riforma e i suoi mandanti: durante il corteo vengono lanciati sacchetti di monnezza (che invade da anni la nostra città a causa di una politica per l’ambiente basata sui profitti invece che sulla raccolta differenziata e il riciclaggio) contro il Palazzo della Provincia e quello della Regione e il palazzo degli industriali viene colpito da un massiccio lancio di uova.
Questo il messaggio che lanciamo a  chi ci vuole “clienti” in scuole ed università e lavoratori senza diritti supersfruttati (si veda il collegato al lavoro approvato  la settimana scorsa): siete marci.
Per concludere, il corteo è proseguito sul lungomare, occupando simbolicamente Castel dell\'Ovo dal quale è stato calato uno striscione "I nostri diritti contro i vostri profitti" e obbligando ad aprire i cancelli che nel frattempo erano stati chiusi. 

 
I NOSTRI DIRITTI
CONTRO I VOSTRI PROFITTI!

 

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