Nell'ultima settimana Israele ha ripreso la sua campagna militare di "difesa" contro la minaccia palestinese. L'operazione "Pillar of Clouds" si sta compiendo come una seconda operazione Piombo Fuso (o forse anche peggio) da Gaza al West Bank.
Resistiamo al fianco del popolo palestinese che resiste, contro il sionismo, contro chi difende Israele e contro le politiche economiche che ne hanno permesso l'incessante crescita.
Solidali con il popolo palestinese che resiste.
Boicotta Israele
Viva Palestina! Viva Intifada!

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Mancava solo lui all'appello... Dopo una prima settimana in cui il paese è stato attraversato da un’ondata di proteste, in cui decine di migliaia di persone sono scese in
piazza per contestare il governo, i ministri e le loro politiche di austerity, esprimendo una radicalità che le forze dell'ordine hanno brutalmente tentato di reprimere, oggi è toccato a Napolitano animare l'ennesima passerella istituzionale.
Così nel pomeriggio del 19 novembre, un corteo spontaneo di circa 500 persone si è mosso da palazzo Giusso (università Orientale) per dirigersi verso il palazzo Reale, luogo in cui si è svolto il vertice sull'integrazione europea tra Napolitano, Joachim Gauck, capo di stato tedesco, e Komorowski, capo di stato polacco.
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L'appuntamento è alle ore 15:30 a Palazzo Giusso per muoversi verso Palazzo Reale dove si tiene il vertice
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Il 19 Novembre Napoli sarà ancora una volta teatro di rappresentazioni ideologiche sulla tanto declamata “integrazione europea”, con l’incontro, previsto nel pomeriggio al Palazzo Reale, tra Napolitano e i capi di stato tedesco e polacco. Ancora una passerella istituzionale a Napoli, ad appena una settimana dalla visita della Fornero e del ministro tedesco von der Leyen del 12 Novembre, giornata in cui un corteo partecipato ha espresso la propria opposizione al tentativo del governo di decidere delle nostre vite.
E’ proprio in nome dell’integrazione, infatti, che i governi nazionali europei stanno portando avanti riforme strutturali del tessuto produttivo dell’eurozona per rilanciare la competitività economica dei mercati, scaricando come al solito i costi della crisi sui lavoratori e smantellando lo stato sociale per ridurre il debito pubblico senza toccare i privilegi di chi continua a peggiorare la nostra condizione.