Comunicati

Alle 11 di stamattina, a Herat, Afghanistan, una pattuglia di militari italiani spara decine di colpi contro un'automobile: muore una bambina di 13 anni, restano gravemente feriti i suoi genitori ed un altro parente.   Una vita spezzata, altre tre distrutte: un crimine senza scusanti. Un crimine che ci ricorda qual è la vita concreta delle popolazioni che avremmo “liberato”, che ci sbatte in faccia qual è il vero volto dell'imperialismo, che ci spinge a lottare contro le politiche guerrafondaie della NATO.  

È nauseante il modo in cui la notizia viene presentata dai principali media nazionali, “embedded” esattamente come gli analoghi statunitensi, sempre pronti a sostenere la nostra politica estera e a riportare la versione dell'Esercito. Nella ricostruzione ufficiale – la sola versione che ci è dato di sapere, nonostante la “pluralità” di diversi giornali e TG – si ripete ossessivamente la parola “incidente”, si insiste sul fatto che la macchina procedeva “a forte velocità”, che non si era fermata ad un “alt” intimato con un gesto della mano (!), che i colpi sono stati esplosi prima “in aria”, poi “per terra”, poi addirittura sul “vano motore”. Si dice addirittura che il modello dell'auto sia quello “più usato come autobomba dai terroristi”, insinuando che in fondo la famiglia se l'è cercata. Tutto va nella direzione di giustificare gli “italiani brava gente”, che stanno lì a distribuire caramelle e mai sparerebbero contro civili inermi. Se poi “capita”, è colpa loro. Peccato che questi “incidenti”, in Iraq ed in Afghanistan, siano capitati piuttosto spesso!

Leggi tutto: Ogni morto è il volto dell'imperialismo!

Un primo maggio per mettere in piazza la nostra rabbia e la nostra determinazione a non voler subire passivamente gli effetti della crisi che governo e padronato continuano a scaricare addosso ai lavoratori, agli studenti, ai disoccupati.
Un primo maggio per smascherare i giochetti politici di chi vuole strumentalizzare questa data simbolo delle lotte operaie per i propri interessi elettorali.

E' questo è il significato della nostra presenza militante al corteo partito stamattina da piazza Cavour che si è snodato per il centro di Napoli e che si è concluso con una contestazione al capo del governo che, a pochi metri, in una città devastata da precarietà e disoccupazione, presenziava nel lusso del teatro san carlo un concerto di musica classica.
 
Così come già avvenuto il 25 Aprile, anche oggi le strade percorse sono state ribattezzate: stavolta abbiamo voluto ricordare i morti sul lavoro, in particolare quelli migranti, sempre più costretti a lavorare come schiavi, senza tutele e diritti e con paghe da fame. Chiamiamo le cose con il loro nome: si tratta di veri e propri omicidi perpetuati quotidianamente da padroni il cui interesse è sempre lo stesso, il profitto. Ed è sempre la ricerca del profitto ad ispirare questo governo reazionario che, proprio in questi giorni, sta mettendo a punto un decreto legislativo che indebolisce ulteriormente le misure previste dal Testo Unico sulla Sicurezza, scaricando sempre più sulle spalle (e sulla pelle) dei lavoratori le responsabilità in materia di incidenti sul lavoro.
Ma le manovre in tema di sicurezza non esauriscono l'attacco sferrato ai lavoratori: depotenziamento del contratto nazionale, limitazioni al diritto di sciopero e di manifestazione. attacco al pubblico impiego sono solo alcuni dei recenti provvedimenti che il governo ha varato nel solco tracciato dai governi precedenti.

Di fronte ad un'offensiva così spietata non possiamo fare altro che rispondere uniti facendo di ogni appuntamento, come e soprattutto quello del primo maggio, un momento di lotta e di rilancio del conflitto sociale!

NETWORK COMUNISTA AUTORGANIZZATO
 
Alcune foto del corteo Autorganizzato che il 1 Maggio è sfilato per le strade di Napoli
per vedere le altre della giornata http://cau.noblogs.org/
 

 

Leggi tutto: Corteo 1 Maggio a Napoli!

Il 23 aprile 2009 avrebbe dovuto tenersi una festa di autofinanziamento all’interno dell’edificio D5 del Polo delle Scienze Sociali di Novoli, organizzata dal Collettivo Politico di Scienze Politiche. Alle 18.30 sono apparse tre camionette della Polizia parcheggiate subito fuori il Polo, ed un nutrito gruppo di agenti Digos ha minacciato lo sgombero dell’edificio nel caso in cui gli studenti fossero rimasti dentro. Poiché gli studenti hanno deciso di rimanere, gli agenti hanno circondato l’edificio D5, coadiuvati dalla presenza dalla Polizia che nel frattempo era entrata nel Polo. Hanno impedito l’ingresso di studenti giunti per partecipare alla festa, minacciando di identificare e denunciare chiunque fosse uscito dall’edificio; hanno inoltre staccato l’elettricità, provocando lo spegnimento delle luci (quelle di emergenza comprese), lasciando gli studenti (un centinaio di persone) riuniti in assemblea al buio.

Leggi tutto: Firenze: Comunicato sui fatti del 23 aprile

Il 25 Aprile, anniversario della “Liberazione”, si celebra, quest'anno, in un clima politico a dir poco preoccupante: con l'attuale crisi strutturale del capitalismo negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte deriva reazionaria della società tutta, effetto dell'arretramento complessivo e della repressione delle lotte sociali. Ciò ha facilitato il diffondersi preoccupante di ideologie – che speravamo cancellate – di chiara impronta razzista, autoritaria, sessista perfino tra i lavoratori che vivono quotidianamente lo sfruttamento e l'oppressione capitalista. Conseguenza di ciò sono state la stretta repressiva e le politiche securitarie che dettano sempre più l'agenda politica della classe dominante, sia sul piano nazionale che su quello europeo.
Solidarietà ai compagni Palermitani aggrediti dai fascisti di Azione Giovani il 16 aprile 2009 durante un attacchinaggio notturno che doveva servire a pubblicizzare la mobilitazione contro il G8 a Siracusa.

L'organizzazione giovanile di AN (ora PDL), nonostante le vesti “democratiche”, svolge costantemente un'azione di irregimentazione della società e di repressione nei confronti del movimento di classe. A Firenze non siamo nuovi a questo tipo di fatti: un'altra aggressione in grande stile avvenne il 25 gennaio dello scorso anno ai danni di 5 giovani militanti del collettivo Studenti Autorganizzati del Liceo Pascoli, al termine di un'iniziativa di contro/informazione promossa dallo stesso collettivo. Se a Roma2 i  militanti di Azione Universitaria vanno a braccetto con i camerati del Blocco Studentesco (quelli di piazza Navona), a Firenze i muri intorno al “centro asociale” Casaggì (cioè la casa di Azione Giovani) grondano di croci celtiche e chiari riferimenti al duce.

Leggi tutto: solidarietà ai compagni palermitani