OGGI ABBIAMO OCCUPATO IL RETTORATO PER RICHIEDERE IL RILASCIO IMMEDIATO DEI COMPAGNI, PER RIBADIRE CHE ESSI, COME TUTTI NOI, LOTTANO PER RESISTERE ALLE POLITICHE DI GESTIONE INTERNAZIONALE DELLA CRISI DEL CAPITALISMO, AGITE DAL G8, CONTRO LE CLASSI PIU' DEBOLI DELLA POPOLAZIONE. PERCHE' COME STUDENTI ERAVAMO INPIAZZA A TORINO A MANIFESTARE, ED IN PIAZZA TORNEREMO. LIBERI TUTTI LIBERI SUBITOLA LOTTA NON SI ARRESTA!!!
Studenti Autorganizzati di firenzelinks:
collettivopolitico.noblogs.org - alt-aut.noblogs.org - www.red.net.it
Leggi tutto: Arresti, cariche e fermi non fermeranno la nostra lotta! Quake G8!
Stamattania, sabato 4 luglio, si è svolto un presidio di solidarietà e per esigere giustizia per il giovane lavoratore di origine marocchina morto alla Fortezza da Basso smontando uno stand di PITTI UOMO mentre lavorava al nero.
Un centinaio di persone fra lavoratori, militanti di centri sociali, collettivi studenteschi e associazioni di base, hanno manifestato la propria indignazione per questa ennesima morte bianca. Il padroncino della ditta appaltatrice nega che l\'operaio fosse lì per lavorare, negando così anche la dignità del lavoro al giovane morto
Alle 12.45 siamo entrati all\'interno degli stand della Fortezza per mostrare la nostra solidarietà ai lavoratori diella Fortezza che ci hanno confermato in maniera chiara che Moustapha, 22 anni con 2 figli, attivo nella Comunità islamica di Campi Bisenzio, ERA MUNITO DI PASS, AVEVA ANCHE IL CASCO E LE SCARPE DA LAVORO, veramente particolare per una persona che passava di lì per caso. Come confermato dai lavoratori, abbiamo potuto constatare che L\'AREA DI LAVORO ERA PRIVA DELLE NORME DI SICUREZZA E CHE I RITMI DI LAVORO IMPOSTI PER SMONTARE SONO LA CAUSA DELLA MORTE DEL GIOVANE.
Per quanto ci riguarda non vogliamo ignorare questa morte e non possiamo accettare che venga passata sotto silenzio o insabbiata da una qualche inchiesta giudiziaria. I fatti parlano già chiaro: un altro giovane, un lavoratore, è morto per gli sfarzi dei padroni, per la moda, per il profitto di stilisti, standisti padroni e padroncini vari. TUTTI COINVOLTI E RESPONSABILI
Continueremo ad esigere verità per Moustapha, per la sua famiglia, e per chi come lui è costretto a rischiare la vita sul lavoro ogni giorno. Continueremo a manifestare davanti alla Fortezza o dove sarà necessario per tenere alta l\'attenzione sulla tragedia delle morti sul lavoro e denunciarne i responsabili, in una città vetrina che preferirebbe tenere nascoste storie come la sua per non turbare le sue lucrose kermesse.
Alcuni lavoratori italiani ed im migrati, Cpa Firenze sud, Movimento di Lotta per la Casa, Collettivi studenteschi medi e universitari
Il Collettivo Politico di Scienze Politiche esprime piena solidarietà ai compagni del CPA colpiti da quelle forze repressive che, a Firenze, in Italia, come in Euskal Herria, creano teoremi giudiziari e palchetti mediatici da abbattere su chi come noi lotta ogni giorno contro chi specula e sfrutta.
Quando viene sbandierato il pericolo terrorismo, a noi non viene in mente un piccolo gruppo di criminali scagliati contro la democrazia, quanto il controllo, la tensione e la repressione che viviamo ogni giorno per il semplice fatto di resistere. Sono ancora fresche le ferite di Napoli, Firenze, Torino, Milano e soprattutto di Genova e di Bolzaneto, il terrore dipinto nei volti dei ragazzi e delle ragazze della Diaz, la furia cieca dei manganelli, dei calci dei fucili, i volti irriconoscibili dietro i caschi uguali. SONO LORO I VERI RESPONSABILI, SONO LORO I VERI TERRORISTI. E noi sappiamo da che parte stare.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:
Nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio nel quartiere di Gavinana a Firenze sud i Carabinieri hanno svolto un\'operazione militare nei confronti di due compagni del CPA, uno dei quali di origine basca.
Verso 00.30 i due compagni, che si erano avviati verso le macchine dopo una birra in un bar, sono stati bloccati da diversi uomini in borghese che li hanno immobilizzati, perquisiti e minacciati con pistole puntate alla testa: \"SE SI MUOVE SPARAGLI\" ..... LA DICE LUNGA SUL CLIMA CHE SI RESPIRAVA. Subito dopo due volanti appostate poco distante sono sopraggiunte: da queste sono scesi due uomini armati di mitraglietta. I due compagni, uno dei quali ammanettato, sono stati condotti in caserma.
Il compagno basco è stato trattenuto perchè ritenuto un militante di ETA in possesso di documenti falsi, mentre la ricerca di armi eseguita sulla persona e nei veicoli ha dato esito negativo. L\'altro è stato rilasciato dopo circa tre ore, senza nessun verbale.
La situazione si è risolta verso le 17.00 del giorno seguente dopo l\'intervento di un avvocato e dopo accurati controlli sulle impronte digitali e prove salivari che hanno dimostrato l\'estraneità del compagno ai fatti che gli venivano contestati...in due parole SCAMBIO di PERSONA come attestano anche i verbali.
Conosciamo bene la situazione che si vive nel Paese Basco: partiti, organizzazioni e associazioni giovanili della sinistra indipendentista vengono illegalizzate, radio e giornali chiusi e i prigionieri torturati quotidianamente.
Il teorema del “todo es ETA” arriva a colpire i compagni baschi che anche fuori da Euskal Herria lottano per il proprio popolo contribuendo a iniziative di lotta e solidarietà.
Quello che è accaduto non è casuale ma l\'ennesimo tentativo di criminalizzare e isolare i legami internazionali di lotta che si sviluppano in Europa.
La solidarietà è un\'arma ed è il meccanismo che la repressione vorrebbe stroncare.
Questo è il livello che ci viene imposto e a cui abbiamo il dovere di continuare a rispondere così in Euskal Herria come a Firenze e in Italia.
Da parte nostra non siamo più disposti ad accettare intimidazioni, provocazioni e criminalizzazioni di questo genere.
Non è possibile che una nottata di mitra, manette, minacce e reclusione nelle gabbie della caserma si risolva con un \"ci scusi, arrivederci può andare\", che non può e non deve pasasre sotto silenzio.
Il goffo tentativo di cercare l\'operazione da sbandierare sulle pagine dei giornali, su cui costruirsi ulteriori teoremi aggiungendo lustro alle loro divise, non ha portato questa volta i risultati sperati.
Oggi infatti non si vedono le foto delle conferenze stampa con il ridicolo materiale sequestrato, magari falsificato come le molotov della Diaz di Genova, o le foto dei mostri da sbattere in prima pagina, accanto ai ghigni soddisfatti di qualche milite che avrà anche le congratulazioni delle istituzioni \"democratiche\" e del loro \"papi\". Non si vorrebbe far vedere però nenache lo schifo di questa notte, le conseguenze che poteva avere, di quanti ogni giorno sono costretti a subire questi soprusi ed, in alcuni casi, percosse e torture. Non importare evocare il Cile per ricordarselo, Bolzaneto insegna. Sottovalutare situazioni come queste legittima chi le compie a fare ulteriori passi avvanti con conseguenze facilmente immaginabili.
Ora più che mai è necessario rafforzare la solidarietà con il Paese Basco e con tutti quei compagni indagati, sotto inchiesta e rinchiusi in carcere perchè nei loro percorsi di lotta e nella loro crescita politica hanno scelto di alzare la testa e provare a decidere per il proprio futuro.
EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA!
NOI NON SAREMO MAI SOLI!
CONTRO LA REPRESSIONE NON UN PASSO INDIETRO!
Centro Popolare Autogestito Fi-Sud
EHL Firenz e