Il giorno prima della felicità è quello raccontato da un bel libro di Erri de Luca, ambientato nella Napoli delle Quattro Giornate, nella Napoli che provoca la sua Liberazione, e in quella del duro dopoguerra. Il giorno prima della felicità è quello in cui il popolo napoletano prende in mano il suo destino, si ribella alla dittatura e all'occupazione tedesca. È il giorno in cui nelle file degli antifascisti, degli intellettuali e degli operai comunisti che per vent'anni hanno combattuto il regime di Mussolini entrano tanti ragazzi, una nuova generazione che non ne può più di miseria e menzogne. Ma il giorno prima della felicità è anche il giorno dei dubbi, della repressione, della fatica di crederci. È il giorno in cui alcuni stanno ancora a guardare, altri “vottano a scordare”, mentre il potere colpisce e reprime... Leggi tutto: [no casapound] Il giorno prima della felicità, o come ci liberammo dai fascisti
La mattina del 31 Agosto scorso le Forze dell\'Ordine di Palermo hanno sgomberato il Centro Sociale Occupato ExKarcere, realtà politica attiva da quasi 10 anni nel capoluogo siciliano. Lo stabile dove fino a Lunedì avevano luogo iniziative politiche e culturali è adesso a disposizione degli speculatori di turno che perpetreranno l\'ennesimo scempio del patrimonio pubblico in una città dove il problema abitativo, così come quello della totale mancanza di spazi sociali, rimangono senza soluzione. Esprimiamo quindi la nostra massima solidarietà ai compagni e alle compagne dell\'ExKarcere colpiti dalla repressione.
ESTENDERE LA SOLIDARIETA\'! RILANCIARE LA LOTTA!
Saliti solo in questi giorni agli onori della cronaca a causa dello sgombero coatto operato dalle forze dell'ordine, da oltre un anno gli operai autogestiscono la fabbrica per impedire lo smantellamento delle macchine e la chiusura della stessa. In questi lunghi mesi hanno resistito con un presidio continuo al tentativo del padrone di entrare e di svuotare l’officina oltre a respingere più volte gli sgomberi. Nessuno si è arreso in questa lotta ed oggi gli stessi che presidiavano la fabbrica un anno fa sono nuovamente davanti ai cancelli a difendere il loro posto di lavoro.
Il periodo è particolarmente difficile sia a causa della crisi economica, troppo spesso utilizzata come scusa dai padroni per coprire i propri interessi, sia a causa del processo di internazionalizzazione e della conseguente delocalizzazione che sposta i centri della produzione verso paesi con minori garanzie per i lavoratori e un minor costo della manodopera. Il problema delle fabbriche che chiudono non riguarda, però, solo gli operai coinvolti, ma tutto il tessuto sociale che li circonda e, per questo, la sola solidarietà non è sufficiente. E' necessaria una attiva partecipazione di tutti coloro che vengono colpiti da questa crisi e che non credono più nella logica dei tavoli, delle pseudo trattative e degli interventi delle istituzioni, ma che affermano nuovamente pratiche di lotta e di autodeterminazione.
ESTENDERE LA SOLIDARIETA', RILANCIARE LA LOTTA
Collettivo Politico Scienze Politiche - Firenze
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