Comunicati

MANNU LIBERO
SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI

Stamani e solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno è stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga per un viaggio in sud America che avrebbe dovuto, e farà, nel mese di Febbraio.

Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidarietà internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in città, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull'Arno.

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Politecnico 09 è un gruppo di studio composto da compagni e studenti che, ritrovandosi  all’interno del movimento dell’Onda, non ha trovato un’analisi credibile del processo di ristrutturazione che sta investendo tutto il mondo della ricerca e della conoscenza in Italia ma in generale all’interno di tutto il mondo capitalistico.
 
Non abbiamo voluto costituirci come l’ennesimo collettivo universitario, non crediamo sia oggi utile a Bologna costruirne di nuovi anche se su posizioni più avanzate in quanto all’interno dell’università ve ne sono diversi. La nostra azione non quella classica di un collettivo che usa l’università ed istituti superiori come luoghi dove raccogliere le forze per un’iniziativa politica a tutto tondo che interviene in tutti i settori che il collettivo ritiene strategici o particolarmente importanti. La nostra prospettiva  è altra, imprendi scindibile dal nostro essere studenti,  coscienti del ruolo che domani avranno all’interno della società e del sistema produttivo, e che partendo da  questa coscienza cercano di capire come il processo di innovazione capitalistico si intrecci con la ricerca scientifica e di conseguenza con le riforme strutturali del sistema scolastico e universitario.
 
Siamo convinti che l’attuale processo di ridefinizione del ruolo dei saperi all’interno della società vada inquadrato in tutta la sua complessità in quanto il quadro che il capitale sta dipingendo della NUOVA università non può che rispondere a più necessità del capitale e della classe dominante.
 

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Nel Consiglio dei Ministri di oggi è stata approvata la nuova riforma Gelmini per l\'Università. Tra dichiarazioni di principio di difficile attuazione e piccolezze amministrative si può scorgere un vero punto di svolta per l’università italiana. Viene, infatti, implementato un processo già in atto da molti anni: il prepotente ingresso dei privati nella gestione dell’università pubblica. Questo avviene attraverso la previsione della nuova figura del Direttore Generale, un vero e proprio manager con responsabilità gestionali, e la determinazione della composizione del consiglio di amministrazione nel quale si prevede la \"non appartenenza di almeno il quaranta per cento dei consiglieri ai ruoli dell’ateneo a decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e per tutta la durata dell’incarico\". Questo, molto semplicemente, significa che un organo formato da almeno il 40% di privati sarà preposto a \"funzioni di indirizzo strategico, di approvazione della programmazione finanziaria annuale e triennale e del personale nonché di vigilanza sulla sostenibilità finanziaria delle attività; della competenza a deliberare l’attivazione o la soppressione di corsi e sedi; della competenza ad adottare il regolamento di amministrazione e contabilità, il bilancio di previsione e il conto consuntivo, da trasmettere al Ministero e al Ministero dell’economia e delle finanze\".

Parallelamente a questo si avvia un processo di ottimizzazione e razionalizzazione del servizio. L’università-azienda viene, così, amministrata sulla base di valutazioni di mercato che prevedono il taglio di indirizzi scientifico-disciplinari, corsi di laurea, facoltà, atenei non sufficientemente redditizi, scatti stipendiali per i professori considerati migliori secondo parametri che non è dato conoscere, licenziamenti del personale tecnico amministrativo in esubero.

Attraverso la gestione e il finanziamento privato (“senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica” è il motto che attraversa tutto il progetto di legge) la ricerca e l’istruzione perdono anche la poca libertà rimanente a favore di un completo asservimento alle necessità dei finanziatori di turno. La sopravvivenza di corsi di laurea e facoltà verrà, così, vincolata ai livelli di produttività ed efficienza con notevoli conseguenze su tutto il mondo universitario: ricerca possibile solo in settori finanziati dal privato e dunque vincolata al raggiungimento di obiettivi concreti e facilmente fruibili; tirocini obbligatori e a titolo gratuito; numero chiuso alle triennali e blocchi all’ingresso di specialistiche e master; licenziamenti e razionalizzazione del personale.

 

Collettivo Politico di scienze Politiche - Firenze

collettivopolitico.noblogs.org

storia tragicomica della militanza fascista nel terzo millennio...
 
Tutto incomincia ieri pomeriggio sul forum dei neofascisti di Casa Pound, Vivamafalda. Forse perché non possono uscire dalle loro fogne a causa il disprezzo della gente, forse perché l'unico tipo di militanza che gli è rimasta è scrivere commenti sotto gli articoli di Indymedia, i “fascisti del terzo millennio” ora provano a inventarsi una nuova forma di lotta, turbodinamica e soprattutto indolore: la censura dei video presenti su You Tube...

Evidentemente infastiditi perché un video del Collettivo Autorganizzato Universitario che criticava Casa Clown e i suoi mazzieri, come Giuseppe Savuto, documentando le loro ridicole e infami iniziative (dai tornei di cinghiamattanza all'attacco contro i disabili etichettati come “iene”, fino all'assalto di Piazza Navona) stava ricevendo troppa attenzione – più di 2.000 visite in poco meno di una settimana! – i “belli e ribelli” hanno deciso, sul thread dedicato al video (alla fine vi è piaciuto, eh!), una dura forma di protesta...

Ribattere alle accuse? Produrre materiale proprio? Noooo... D'altronde come fare, visto che i fatti hanno la testa dura, e nemmeno il delirio di onnipotenza del loro leader Iannone può cambiarli? Allora inventarsi una storia di qualche tipo, dire che a Piazza Navona sono stati aggrediti, che loro “agli handicappati glie vogliono bbene”? Anche per raffazzonare qualche scusa ci vuole un minimo di intelligenza, e quel poco che circola fra di loro è impegnata a supplicare le istituzioni o la Digos per farsi proteggere le sedi...

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Giovedì 8 Ottobre 2009, alcuni compagni della rete antifascista e antirazzista hanno visto entrare nelle proprie case uomini della Digos alla ricerca di armi, munizioni ed esplosivi. Solo l'altro ieri uno studente medio appartenente ai collettivi studenteschi di sinistra è stato aggredito da esponenti di Casapound, eppure la polizia controlla e minaccia chi si schiera tutti i giorni per l'antifascismo e l'antirazzismo rifiutando le pratiche squadriste portate avanti proprio da gruppi di neofascisti come Casapound.
 
Questo clima di tensione deriva proprio dall'occupazione di Casapound Napoli a Materdei, e si risolverà solo nel momento in cui Napoli caccerà questi neofascisti dai suoi quartieri. Gli avvenimenti di oggi non sono certo un caso isolato e non ci colgono impreparati; anche i disoccupati e i compagni dei c.a.r.c hanno subito duramente l'attacco repressivo dello stato che riconosce in noi il pericolo invece di colpire chi della violenza ne fa un'arma politica contro i più deboli e chi da sempre è emarginato.
 
Non ci fermeranno queste intimidazioni da parte delle forze dell'ordine e continueremo a parlare con la gente del quartiere facendo antifascismo così come abbiamo sempre fatto, senza delegarlo a chi butta fumo negli occhi parlando di doppi estremismi, e rifiutando di paragonare questa occupazione di un gruppuscolo di fascisti alle occupazioni che da sempre i compagni attuano come reale alternativa di promozione sociale sul territorio. Proprio in questo ultimo mese, infatti, il lavoro portato avanti dai compagni, studenti medi ed universitari antifascisti e antirazzisti, insieme ai comitati di quartiere nati spontaneamente per rifiutare la presenza di Casapound, ha mobilitato migliaia di persone informando tutti della reale natura di chi si nasconde dietro l'aspetto di bravi ragazzi che all'occasione giusta non esita a tirare fuori cinghie e coltelli. Continueremo, consapevoli dei frutti di questo impegno, ad essere presenti e sensibilizzare chi vive e difende strade e quartieri di questa città.
 
RETE
ANTIFASCISTA ANTISESSISTA ANTIRAZZISTA