Un centinaio di studenti e ricercatori napoletani dei collettivi erano in presidio sotto la Prefettura in piazza Plebiscito nato spontaneamente stamani per contestare la “passerella” del neo-ministro dell'istruzione Carrozza e per protestare per le violente cariche di ieri della polizia dentro l'Università Statale di Milano, fatto avvenuto in seguito allo sgombero della biblioteca autogestita “Ex-Cuem”. Un fatto senza precedenti da molti anni (un "esempio" delle intenzioni del nuovo ministro dell'Interno Alfano nella gestione delle rivendicazioni degli studenti e dei lavoratori!!).
In piazza in mezzo a una trentina di ex dipendenti dei consorzi di Bacino, si sono aggiunti, all'isaputa degli studenti, alcuni nazifascisti e soprattutto Salvatore Lezzi, noto fascista, tra i fondatori a Napoli della formazione nazifascista Forza Nuova, a processo nel 2003 per aver chiesto tangenti ai disoccupati delle cooperative in combutta con camorristi. Questi hanno effettuato provocazioni, saluti romani e lanciato un casco contro i manifestanti. A quel punto la tensione è salita e la polizia ha violentemente caricato una prima volta gli studenti che manifestavano ferendo un ragazzo a manganellate, poi una seconda ferendo e fermando alcuni studenti e dottorandi. Ora sono stati tutti rilasciati ma non prima di aver subito nei locali della Prefettura intimidazioni fisiche e verbali e finanche danneggiamenti agli effetti personali da parte delle forze dell'ordine.
Dopo un corteo di centinaia di persone che ha attraversato nel pomeriggio le strade di Bagnoli per gridare, nel giorno della "festa" del lavoro, tutta la nostra rabbia contro l'intensificazione dello sfruttamento, contro i licenziamenti e la disoccupazione sempre crescenti, contro l'avvelenamento dei nostri territori e la svendita dei nostri diritti, siamo andati a dirne quattro direttamente a chi è a pieno titolo complice di questa tragedia: i sindacati confederali, che da anni, piuttosto che assolvere al loro presunto ruolo di difensori dei lavoratori, non hanno fatto altro che venderne la pelle a poco prezzo.
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La vicenda Brau è giunta finalmente ad una svolta positiva: il rettore della Federico II ha emanato un decreto con il quale sancisce la riapertura dal 30 aprile del piano terra della Biblioteca Brau e dal 15 maggio la riapertura dell’intera biblioteca. La notizia arriva dopo mesi e mesi di mobilitazione, di lotte, presidi e visite fatte al rettore stesso e culminati oggi con l’occupazione della biblioteca della Federico II dopo che è stata decretata la chiusura fino al 4 giugno con l’assurda quanto discutibile motivazione di “volumi scomparsi”. Anche queste di dubbia veridicità.
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In questi giorni sono state notificate alcune denunce da parte della questura di Firenze contro gli stu
denti che il 16 Gennaio si erano mobilitati per contestare la seduta del senato accademico che avrebbe approvato l’ ingresso dei privati nel Consiglio di Amministrazione d’ Ateneo.
Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale sono i reati di cui sono accusati ben nove studenti fiorentini, colpevoli di aver espresso ancora un forte dissenso verso tutto quello che ci viene imposto dai poteri forti con la scusa dello “stato emergenziale”.
A queste accuse non possiamo che rispondere ribadendo le nostre rivendicazioni: siamo contrari al processo di aziendalizzazione di scuola e università, volto ad assoggettare quello che dovrebbe essere un luogo di elaborazione di sapere e coscienza critica a interessi e logiche privatistiche.
Infatti, nel nostro ateneo, dei tre nuovi membri privati eletti dal senato accademico proprio il 16 Gennaio due fanno parte di Confindustria: essi rappresentano perciò l’espressione diretta degli interessi del capitale privato italiano. Questo cosa comporta?
Leggi tutto: [Firenze] 9/04: La repressione colpisce ancora! Rilanciamo la lotta!
ANTIFASCISMO E' ANTICAPITALISMO
ANTICAPITALISMO E' ANTIFASCISMO
Appello per la partecipazione allo spezzone studentesco al corteo per i dieci anni dall'assassinio di Dax.
Il 16 marzo 2013, in occasione del decimo anniversario dell'omicidio per mano fascista di Davide “Dax” Cesare, saremo in piazza per il corteo nazionale indetto a Milano; non solo una commemorazione, ma un momento di unione e rilancio delle lotte, le stesse che in questi dieci anni hanno animato Milano, l'Italia, l'Europa.
Crediamo che la lotta contro il fascismo non possa prescindere da quella contro il capitalismo ed è necessario sottolineare come il fascismo sia legato indissolubilmente alla storia del “progresso” capitalista. Come per il nazismo, il fascismo non è frutto di una degenerazione del potere, un “male assoluto” o un rigurgito di feudalesimo del XX secolo, ma la risultante di una precisa volontà del sistema capitalista di preservarsi ad ogni costo dalle spinte di emancipazione che le classi sociali subalterne hanno saputo mettere in campo. Nello specifico, le rivendicazioni dei lavoratori tornati a casa dopo il primo conflitto mondiale e le esperienze del biennio rosso in Italia e della Rivoluzione d'Ottobre, e il tentativo di rivoluzione spartachista in Germania. Quindi, lungi dall'essere un'ideologia definita, rappresenta uno strumento plasmato secondo le esigenze delle classi dominanti. Mentre la violenza fascista viene utilizzata per reprimere i momenti di forte opposizione sociale (come è stato nel periodo stragista degli anni '70), in assenza di movimenti di classe il fascismo si ricicla e assume un volto pulito e, attraverso una retorica populista, cerca di incanalare il malcontento. Essere antifascisti quindi non significa solo contrapporsi all'ideologia fascista, ma combattere un modello sociale basato su disuguaglianza e sfruttamento. Isolare il fascismo dal contesto economico capitalista in cui si è sviluppato e riprodotto nel tempo, significa accettare l'idea di un andamento inclusivo e democratico di questo sistema. Accettare la libertà che garantisce il dominio di pochi su molti.