Stamattina, mercoledì 4 dicembre, un nutrito gruppo di studenti e studentesse antifascisti ha cont
estato e cacciato da Palazzo Nuovo i fascistelli del Fuan che volantinavano le solite false litanie circa la loro opposizione ai governi di larghe intese ed alle politiche di austerity.
Il presidio antifascista è montato rapidamente, così il rettore ha pensato bene di spalancare le porte dell'università alla celere, appostata fuori dal mattino, autorizzando di fatto le cariche dentro l'atrio di palazzo nuovo, sfociate in vere e proprie cacce all'uomo con inseguimenti fin sulle porte delle aule. Nella colluttazione due studenti sono dovuti ricorrere alle cure dell'ospedale e due compagni sono stati fermati (uno è già stato rimesso in libertà, mentre l'altra compagna purtroppo si è vista tramutare il fermo in arresto).
Ovviamente esprimiamo tutta la solidarietà e complicità ai compagni che oggi come sempre non hanno voluto lasciare spazio a questi fascisti che a parole combattono la precarietà e lottano contro l'austerity, ma nel concreto sono tra i principali responsabili della situazione insostenibile che viviamo ogni giorno come studenti e non solo: infatti nel tentativo di far carriera ed assicurarsi "un posto al sole", molti ex fuanini si sono resi complici degli sfaceli fatti dai governi Pdl e non solo. E come ignorare le vicende che proprio recentemente hanno coinvolto due dei massimi esponenti del movimento giovanile fascista torinese degli ultimi anni, Augusta Montaruli e Maurizio Marrone? La prima, membro del consiglio regionale, è accusata di aver "gonfiato" i rimborsi, rubandoci circa 40000 euro; il secondo invece ha avuto la "brillante" idea di proporre in consiglio comunale la messa all'asta degli stabili occupati per risolvere il problema dell'emergenza abitativa: peccato che proprio l'occupazione di quegli stabili sia stata l'unica soluzione che fin qui si è data, dal basso, a quel problema, perché se tutti gli sfrattati aspettassero le decisioni del comune non ci sarebbe neanche più posto sotto i ponti.
Ma se gli intenti dei fascistelli sono cosa nota, quello che oggi risulta veramente inaccettabile sono le cariche selvagge all'interno dell'ateneo. Ci chiediamo allora: ma il nuovo rettore dell'Università degli Studi di Torino, Gianmaria Ajani, non doveva essere progressista e attento alle esigenze degli studenti? Riassumiamo la sua brevissima carriera da rettore:
25 ottobre: su pressione dell'ambasciatore israeliano, nega l'aula per l'incontro in opposizione al vertice Italia-Israele;
4 dicembre: spalanca le porte alla celere che carica dentro l'atrio di palazzo nuovo gli studenti antifascisti, rei di aver contestato il solito banchetto dei fascistelli del Fuan.
Così per l'ennesima volta "scopriamo" che non esistono rettori amici e che le nostre facoltà dobbiamo difenderle da noi, per non lasciare agibilità a questi giovani politicanti che negli anni hanno sostenuto le riforme di smantellamento dell'università e del diritto allo studio e che ogni giorno continuano a lucrare sulle nostre spalle e sul nostro lavoro!
Lunedì iniziative a palazzo nuovo e "visita" in rettorato!
Rimanete aggiornati!
ANTIFASCISTI SEMPRE!
CECILIA LIBERA SUBITO!
POLIZIA E FASCISTI FUORI DALL'UNIVERSITA'!
Colpo - Collettivo Politecnico