Oggi, 10 febbraio 2009, a Padova, nella prossimità della piazza che vede affacciarsi da un lato il palazzo comunale e dall'altro la sede storica della nostra università, ci sono state violenti cariche da parte della polizia nei confronti degli studenti, e non, antifascisti che manifestavano il loro disgusto per le celebrazioni che tutte le sigle fasciste, da Casa Pound ad An, passando per la Fiamma Tricolore e Forza Nuova, hanno organizzato per la giornata di oggi.
Il 10 febbraio, infatti, è la giornata del Ricordo delle “vittime delle foibe” intitolata dal governo Berlusconi nel 2004, con l’appoggio di tutti i partiti di centro sinistra; giornata che è dichiaratamente espressione dell’orgoglio fascista.

L’istituzione di questa data ha tutta la pretesa di riscrivere la storia, di mistificarla per legittimare il ritorno di logiche squadriste e fasciste, così come ha l’obiettivo di far apparire agli occhi degli altri paesi l’Italia un paese di “brava gente” e portatrice di pace per rilegittimarsi sulla scacchiera internazionale.
Oggi questa giornata è anche funzionale a spostare il piano dell’attenzione della gente su un finto problema etnico e razziale per denigrare così il ruolo della resistenza dei popoli: a partire dalla Resistenza partigiana antifascista in Italia e in Jugoslavia, tacciata di barbarie e atrocità, tacciati come “banditi”, per arrivare a screditare il valore delle attuali resistenze in corso, soprattutto in medioriente, spacciando i nuovi partigiani per terroristi.
Come studenti antifascisti denunciamo tutta la violenza con la quale sono partite le cariche, tutt'altro che di alleggerimento, cariche volte a far male e fermare gli studenti che ancora non erano neanche arrivati in prossimità delle transenne che "proteggevano la piazza". Cariche che sono proseguite per oltre 300 metri e che si sono concluse con il fermo di un compagno nei confronti del quale va tutta la nostra solidarietà militante.
Ancora una volta le forze sbirresche si sono prostrate davanti ai poteri revisionisti e hanno legittimato e protetto i fascisti.