
Il 14 Novembre è stata la giornata di sciopero generale contro l’Austerity, misura imposta dai padroni, dalle banche e dai governi dei vari paesi europei per far pagare la crisi economica – che loro stessi hanno generato – ai lavoratori, agli studenti e ai precari di tutta Europa.
Il 14 Novembre è stata una giornata in cui nelle piazze e nelle strade sono scese migliaia di persone per opporsi a questo sistema di cose: sono state occupate piazze, stazioni e porti, sanzionate banche, agenzie di lavoro interinale e contestati i comizi della CGIL. In tutte le città d’Italia si sono susseguiti cortei molto partecipati e azioni di protesta e rabbia sociale, in alcuni casi pesantemente repressi dalla polizia e dai carabinieri con ripetute cariche, lancio di lacrimogeni e caccia all’uomo nei confronti dei manifestanti.
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Il 26 gennaio in tutta Italia si sono verificate 52 perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV). Le accuse sono resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e riguardano in particolare i fatti di Chiomonte del 3 luglio, quando una grandissima manifestazione si era opposta alla costruzione del “fortino”, creato per proteggere il cantiere di questa grande opera.
Ma alla popolazione della Val Susa, come a tutti noi, un modello di sviluppo incentrato su devastazione del territorio e sempre maggiori profitti per speculatori e padroni vari, non serve.
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Dal 1991 in Val Susa i comitati popolari NoTav si battono contro questa linea ferroviaria sulla quale si giocano enormi interessi economici; interessi che sono in antitesi con i bisogni e le condizioni di vita reali della maggior parte della popolazione. In questo modo il capitalismo italiano cerca di rilanciare il proprio ruolo all’interno dell’UE, diventando una piattaforma di transito-merci e manodopera, e imponendo alla popolazione i costi economici, sociali, ambientali e militari dell’operazione. In Val Susa abbiamo visto una lotta partecipata, condivisa che ha travalicato i confini della valle, contribuendo a palesare i limiti di questo modello sociale.
Mentre la Tav passa sulla testa delle popolazioni, è in atto l’ulteriore smantellamento dei diritti nel mondo del lavoro annunciato dal governo tecnico.
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La mattina è iniziata con la polizia che provvedeva a notificare ed eseguire nuove misure cautelari contro compagni che da sempre si sono attivati e sono scesi in piazza per lottare e far sentire la propria voce.