Comunicati Red-Net

13 Giugno 2009, Rignano sull’Arno (FI), presidio antifascista contro Forza Nuova…

6 Novembre 2009, tra Firenze e dintorni, la magistratura dispone perquisizioni per 11 compagni antifascisti; uno viene arrestato ed è tutt’ora in isolamento.

Le accuse: partecipazione alle iniziative contro la presenza dei fascisti in città ed al citato presidio contro Forza Nuova, detenzione di  “esplosivi”, rapporti di solidarietà internazionale.

Le accuse sono rafforzate dall’aggravante di terrorismo, contenuta nel Decreto Pisanu ed utilizzata dal GIP Pezzuti a partire da una “originale” interpretazione del decreto stesso (come gli stessi compagni di Firenze sottolineano nel loro comunicato – di seguito).

Si tratta purtroppo di un episodio tutt’altro che isolato…

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Dal 31 luglio al 2 agosto a Finale di Pollina, in Sicilia, a pochi chilometri da Cefalù è stato organizzato dai compagni dello SPARO di Palermo un festival di musica autorganizzato. Insieme ai compagni del Laboratorio Antifascista Palermitano è stato allestito un banchetto col materiale che red-net è riuscita a produrre durante quest'anno: dalla mobilitazione contro la legge 133, a quella in occasione del G8 university summit. Il materiale è stato distribuito durante una iniziativa contro la repressione,  molto partecipata soprattutto dopo un anno in cui al rafforzamento delle lotte la repressione ha colpito duramente e spesso in maniera preventiva (come in occasione del G8 dell'Aquila). Oltre ad essere stato un momento di socialità fuori dalle logiche del profitto, il festival ha costituito un'occasione di dibattito politico e di scambio di contatti ed informazioni fra le varie realtà in lotta presenti nel nostro territorio ed in particolare quello del Sud Italia.
  
All'alba della mattinata del 6 luglio sono stati arrestati 21 compagni (12 a Torino, 3 a Padova, 4 a Bologna, 1 a Milano, 1 a Napoli), in seguito agli scontri avvenuti il 19 maggio scorso a Torino, durante le mobilitazioni  contro il G8 University Summit.

Come se non bastassero le cariche, le leggi restrittive del diritto di sciopero e di manifestazione, il pacchetto sicurezza ed il clima emergenziale creato in vista del G8, questi arresti stanno a ricordarci quanto la repressione si stia alzando in questi ultimi mesi, colpendo chi si è opposto al tentativo di “farci pagare la crisi”.

...chi colpisce...
Gli studenti hanno dimostrato di saper rispondere in quelle giornate di luglio, in maniera conflittuale ed organizzata, a quelle che sono le ricette padronali per l'Università: una ricerca asservita alle imprese, un sapere modulare e quindi produttivistico e dequalificato, una selezione di classe a più livelli, la creazione di Università a due velocità, la conservazione del sistema baronale. Questo gruppo sociale si è sollevato un po' in tutta Europa, dalla Francia alla Grecia, dalla Germania ai Paesi Catalani, dall'Italia alla Spagna, ed ha avuto come obbiettivo quello di affossare le riforme degli ultimi dieci anni, di sdoganare la ricerca e la formazione dagli interessi delle imprese, interessi divenuti legge grazie all'applicazione progressiva del Processo di Bologna, che quest'anno ne ha compiuti dieci. Non è un caso che siano per la maggioranza studenti i compagni arrestati.

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OGNI SGOMBERO SARA' UNA BARRICATA!
 
Nella notte tra l’8 ed il 9 giugno è stata sgomberata L.UNA DISTRO OCCUPATA, un’occupazione studentesca nata dall’esigenza di creare uno spazio abitativo, politico e sociale per gli studenti, in piazza de Le Cure, a due passi dal centro storico.

Possiamo cercare tra le scartoffie comunali la giustificazione dello sgombero di un acquedotto chiuso da una decina d’anni, pescando magari qualche progetto mai realizzato da dare in pasto al solito speculatore di turno. Eppure l’occupazione è l’ultimo anello di una catena di eventi che parte dalle mobilitazioni studentesche di questo autunno, passa per i blocchi stradali a Pomigliano d’Arco e per gli scontri del G8 di Torino, si forma e rafforza ogni giorno.

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Ieri Torino, che ospitava il G8 University Summit, ha visto attraversare le proprie strade da un corteo di circa 10.000 studenti e studentesse. In tantissimi pronti, ancora una volta, a ribadire il proprio "no" ad organi come il G8, pronti a manifestare scandendo netti i propri slogan e pronti a dimostrare che non si fermeranno quando, davanti al Valentino (sede della Facoltà di Architettura), hanno provato a forzare il blocco imponente delle forze dell'ordine che presidiava quel castello in cui pochi stavano discutendo del futuro di milioni di futuri lavoratori e oggi studenti.
 
 

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