Negli ultimi mesi, continuiamo ad assistere ad una feroce offensiva padronale che si abbatte ancora una volta sugli strati più deboli della società. L’attacco alle pensioni, lo smantellamento dell’articolo 18 e delle tutele minime dei lavoratori, i tagli alla sanità e al trasporto pubblico dimostrano la chiara intenzione di scaricare i costi della crisi sui soliti noti. Ma questa cascata di sacrifici, mascherati da manovre, non riguarda solo il mondo del lavoro.
 
 
L’università, infatti, non risulta un’isola felice. Con la riforma Profumo si moltiplicano i soliti ritornelli su competitività e meritocrazia: lo scopo è creare un
 sistema formativo di élite, dove quelli che dovrebbero essere i diritti minimi garantiti a tutti gli studenti come le borse di studio, le mense, gli alloggi, diventano privilegi da “meritare”. Si arriva poi alla beffa: mentre questi diritti vengono di fatto cancellati, aumenta in tutta Italia, fino a 140 euro, la tassa regionale per il diritto allo studio.
 
Tutto questo si inquadra in un unico piano portato avanti dal governo Monti, in linea con i piani dei governi precedenti, che mira ad estrarre, dagli atenei di serie “A”, la futura classe dirigente e manageriale e, dagli atenei di serie “B”, forza lavoro disciplinata e incapace di organizzarsi, da sfruttare fino all’osso in nome della “produttività”. Benché l’università rappresenti un momento di transizione, essa, in quanto specchio delle contraddizioni della nostra società, può tuttavia essere terreno fertile in cui sedimentare lotta e organizzazione. 
 
Oggi, dal Portogallo alla Grecia, noi studenti scendiamo in piazza assieme ai lavoratori, ai disoccupati e ai precari per dire basta ai sacrifici che i padroni, le banche e i governi impongono alle classi lavoratrici, in nome di un’inesistente coesione europea!
 
Siamo stanchi di dover stringere la cinghia per continuare ad arricchire chi ci sfrutta da sempre!
Se davvero siamo sulla stessa barca come ogni giorno ci raccontano padroni e banchieri per salvare i loro profitti ed interessi, allora pensiamo sia giunto il momento di ammutinarsi e dirigere la rotta contro il capitale!

IL FUTURO NON È SCRITTO!
I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO!

RED-NET - Rete delle realtà studentesche autorganizzate