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Pubblicato: 14 Novembre 2010
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29 ottobre 2010, Ciudad de Juarez, Messico.
La polizia spara. Uno studente rimane ferito.
La polizia federale spara contro i manifestanti scesi in strada per una “Kaminata contra la muerte”. Darío Alvarez Orrantia, studente diciannovenne di sociologia della Universidad Autonoma de Ciudad de Juarez (UACJ), viene colpito. Le sue condizioni appaiono subito gravi; per fortuna ora è fuori pericolo. Il colpo di pistola lo ha però costretto a sottoporsi a ben cinque interventi chirurgici per cercare di salvare l’intestino.
In
questo video si possono sentire distintamente gli spari della Polizia Federale e si può vedere Darío rimanere a terra dopo esser stato colpito. In
quest’altro il giovane è soccorso mentre la polizia continua a stazionare nella zona.
Gli studenti erano diretti al “Foro Internacional contra la Militarización y la Violencia” ma dopo la violenza della polizia sono stati costretti a rifugiarsi all’interno degli edifici dell’università, mentre i parenti e gli amici di Darío sono accorsi in ospedale per stargli vicino, ma anche per proteggerlo da un’eventuale retata della polizia, atto che non di rado le forze repressive compiono dopo episodi simili.
Un comunicato del Foro Internacional contra la Militarización y la Violencia dà bene il senso di ciò che sta accadendo in Messico, dove dietro la lotta al narcotraffico si cela la volontà di intimorire e dividere la popolazione, spezzando qualsiasi tentativo di resistenza alle cosiddette politiche di sviluppo che i governi mettono in campo: “in questa guerra inaugurata apparentemente per smantellare il narcotraffico in questa città di frontiera l’unica cosa che si sta conseguendo è la frammentazione del tessuto sociale.”
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