L'anno accademico non è ancora ripreso, la scuola è cominciata da pochissimo, ma già la protesta di studenti, precari, ricercatori, attraversa istituti ed atenei. Le tante iniziative, le assemblee, i presidi, i blocchi, sono dettati dall'esasperazione che sente chiunque viva e lavori nel mondo della formazione. Anni di “riforme”, di centrodestra o di centrosinistra, hanno portato l'istruzione e la ricerca in una situazione insostenibile.
Strutture fatiscenti, mancate assunzioni, contratti precari, rinforzamento dei meccanismi baronali e delle logiche dirigenziali, spazio lasciato ai privati, aumento delle tasse, saperi quantificati in crediti e in stage non retribuiti: chi lavora non ha diritti e gli viene tolta la passione, chi studia impara l'arte dell'arrangiarsi e dell'essere sfruttato.

Il taglio dei fondi di cui Tremonti e Gelmini sono stati artefici con il recente DDL 1905 e con la manovra di luglio non fanno che aggravare questa situazione. Ancor più che nel 2008 dell'Onda, è giunto il momento per mobilitarsi collettivamente e dire basta, riprenderci i nostri diritti e la dignità che ci viene negata!

Nel solco delle proteste che stanno riscaldando quest'autunno, anche oggi, mercoledì 22 settembre, è stata una giornata di lotta in tutt'Italia. I collettivi studenteschi di RED-NET si sono mobilitati a Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo per protestare contro l'ennesimo attacco al diritto allo studio.

Abbiamo preso di mira le sedi dell'ADISU, non a caso “Azienda” per il diritto allo studio, un'azienda che non tiene affatto in conto le esigenze degli studenti, soprattutto di quelli delle classi più svantaggiate. Con striscioni, volantini e pannelli informativi abbiamo denunciato la mancanza di alloggi, di mense, di servizi per gli studenti, la carenza di biblioteche ed il costo insostenibile delle tasse. Abbiamo denunciato che il taglio dei fondi crea da anni studenti idonei non assegnatari, cioè studenti che hanno tutte le carte in regola per avere la borsa di studio ma non la ricevono perché i soldi son pochi. Abbiamo chiesto conto degli sprechi baronali, abbiamo chiesto che i lavoratori dell'ADISU esprimano la loro vicinanza alla mobilitazione universitaria e denuncino l\'impossibilità di lavorare in queste condizioni...  Abbiamo infine contestato la strategia di un Governo in crisi, quella di far cassa tagliando ovunque, regalando ai privati ogni settore pubblico, una strategia profondamente classista e discriminatoria.    

Per questo saremo di nuovo in piazza il 30 settembre a Padova, per pretendere un reale diritto allo studio e contestare la retorica della “meritocrazia” che in realtà serve solo ai più ricchi per giustificare i loro privilegi.

Noi meritiamo di più delle loro briciole e dei loro manganelli: come studenti autorganizzati pensiamo che dentro a questa crisi che sembra senza uscita dobbiamo unirci tutti, dai precari della scuola ai ricercatori, dagli operai della FIAT a quelli di FINCANTIERI, fino ai disoccupati ed ai precari, smettendo di farci ingannare dai politicanti di turno, iniziando a coordinarci dal basso, affermando la nostra incompatibilità a questo sistema che ci affama ed opprime!

L'autunno ci (a)spetta!

RED-NET rete degli studenti autorganizzati

iniziative a Napoli , Roma, Palermo, Bologna, Firenze, Milano