Comunicati Red-Net

“Troverò un lavoro dopo gli studi? Avrò un futuro dignitoso? Riuscirò ad essere economicamente indipendente?” Queste sono solo alcune delle domande che oggi ci poniamo incessantemente. Domande alle quali risulta difficile rispondere con il sorriso sulle labbra. Ciò è dovuto alla pessima situazione nella quale si ritrovano studenti e lavoratori, giovani e non solo (basti pensare che il livello di disoccupazione giovanile attualmente ha raggiunto il suo picco dagli anni '70), che non riescono ad intravedere spiragli di luce in questo periodo di 'crisi'.

Il processo di privatizzazione del sistema formativo procede a suon di larghe intese, in perfetta continuità con i governi precedenti e con le direttive europee del Processo di Bologna. L'università nella crisi si è ormai configurata come università-azienda, il cui compito è formare forza lavoro dequalificata e sottomessa per ingrossare la schiera di lavoratori precari sottopagati con cui le imprese tentano di salvare i loro profitti. Inoltre, non solo i capitali privati controllano direttamente didattica e ricerca, piegandole entrambe alle proprie esigenze di disciplina e di annullamento del pensiero critico, ma mettono in atto sofisticati meccanismi di selezione di classe giustificandoli con l'ideologia della meritocrazia.

Leggi tutto: Verso ed oltre il 19 ottobre. Diamo inizio ad una stagione di lotta!

Ripubblichiamo di seguito il comunicato dei compagni di Roma, chiedendo che venga diffuso il più possibile in vista del presidio di oggi pomeriggio per la liberazione dei compagni arrestati ieri notte, durante la passeggiata notturna in Val Clarea, colpevoli di essersi opposti ad un progetto dannoso quanto inutile. Ma si sa che quando si tratta di proteggere gli interessi di pochi lo Stato, le istituzioni, i loro fedelissimi servi, sono disposti a qualunque cosa, soprattutto quando in ballo c'è una partita che va oltre il progetto della TAV e che prende forma e contenuti di una vera opposizione sociale e popolare, un'avversione e una resistenza non solo nei confronti di "un treno", ma dello stato di cose presente.

Un abbraccio va a Matthias con cui abbiamo lottato fianco a fianco negli anni per un'università pubblica e di massa, per riprenderci un futuro che cercano di sottrarci sferrando colpi a qualsiasi parte delle nostre vite: dal mondo della formazione a quello del lavoro, passando per casa, trasporto pubblico, sanità. E un abbraccio va anche a tutti gli altri compagni che anche se non conosciamo personalmente sentiamo vicini, perché portatori delle stesse nostre istanze, compagni della nostra stessa lotta!

SI PARTE E SI TORNA TUTTI ASSIEME!
TUTTI LIBERI!
NO TAV, fino alla vittoria!


con determinazione, complicità e solidarietà,

i compagni e le compagne di RED-NET - Rete delle realtà studentesche autorganizzate

Leggi tutto: Complici e solidali: Matthias libero! Tutti liberi!

Contro la violenza poliziesca, rilanciamo le lotte! - APPUNTAMENTI E INIZIATIVE DI SOLIDARIETA' IN GIRO PER L'ITALIA!

Con l'irruzione della polizia, richiesta da rettore Vago e cda per sgomberare la Libreria Ex Cuem

Autogestita, anche la realtà é entrata nelle mura ovattate dell'università. Una vergogna che crea un precedente inaccettabile per l'ateneo milanese e per gli atenei di tutta italia, ma  un episodio perfettamente in linea con i tempi che viviamo: da niscemi alla val susa, da napoli a bologna, da roma a torino a palermo  la logica è la stessa. L'austerity dipinge lo stesso scenario, dietro belle parole come democrazia e dialogo, si nasconde un meccanismo volto a tutelare interessi di pochi mafiosi ed equilibri di potere. Quando il velo si squarcia e le contraddizioni si mettono a nudo, rimangono soltanto i manganelli e i dispositivi polizieschi. Ed è cosi che quegli stessi soggetti che hanno sprofondato il presente in una palude  di miseria, solitudine e disperazione hanno anche il coraggio di proporre delle soluzioni presentandole come necessarie, scagliando le forze dell ordine su chiunque si organizza senza e contro di loro.

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Lunedi 6 maggio, gli studenti che occupavano e vivevano la libreria autogestita ex-cuem, situata nella sede centrale della statale di Milano, si sono trovati di fronte uno scenario di devastazione quasi lunare. Durante il weekend, l’aula era stata devastata da una squadra di tirapiedi al guinzaglio del rettore Vago, che avevano proceduto a smontare tutto ciò che si trovava al suo interno, dagli scaffali alle piastrelle del pavimento.

Ma gli occupanti e gli studenti solidali non si sono dati per vinti e, dopo un corteo interno all’università, hanno occupato una nuova auletta, dove poter continuare i propri percorsi di lotta e riappropriazione contro l’università-azienda e la mercificazione del sapere.
Ma il rettore Vago e il dirigente amministrativo Annunziata non hanno decisamente apprezzato la cosa.

Poco dopo, ben 10 blindati di polizia e carabinieri si sono dati appuntamento poco distante la statale, in piazza Santo Stefano, attendendo solo l’autorizzazione del rettore a intervenire.Non appena ricevuta, un’ottantina di sbirri si sono precipitati, manganello in mano e casco in testa, contro gli studenti, caricandoli ripetutamente e mandandone ben 4 all’ospedale con braccia e teste rotte.

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Chi controlla il passato controlla il presente e il futuro

Il 25 Marzo 2013, il Tribunale di Milano ha emesso la sentenza di primo grado verso alcuni studenti per la tentata occupazione della stazione di Milano Cadorna, avvenuta durante il periodo di mobilitazione noto come “movimento dell’Onda”. Si tratta di 4 condanne dai 5 ai 9 mesi per un totale di quasi 3 anni di condanna per reati che vanno dalla violenza a pubblico ufficiale, al lancio di oggetti, all’istigazione a delinquere.

“Mai quest'onda mai mi affonderà, gli squali non mi avranno mai...”

 Colpendo gli studenti che si sono battuti con più decisione, si tenta di rinchiudere dentro i tribunali un grande movimento, che tra ottobre  2008 e dicembre  2009, si è battuto sia contro la riforma Gelmini, sia contro le politiche neoliberiste di governo e Confindustria. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza nei cortei, nei blocchi stradali e delle stazioni, nelle occupazioni delle facoltà di molte città; e le nostre rivendicazioni non riguardavano soltanto l’ambito studentesco: collegarsi alle lotte dei lavoratori, contro i licenziamenti, o contro l’ulteriore precarizzazione della forza lavoro, erano parole d’ordine assunte da buona parte del movimento.

Leggi tutto: Solidarietà agli studenti condannati per le mobilitazioni del 2008