Stamattina, mercoledì 4 dicembre, un nutrito gruppo di studenti e studentesse antifascisti ha cont
estato e cacciato da Palazzo Nuovo i fascistelli del Fuan che volantinavano le solite false litanie circa la loro opposizione ai governi di larghe intese ed alle politiche di austerity.
Il presidio antifascista è montato rapidamente, così il rettore ha pensato bene di spalancare le porte dell'università alla celere, appostata fuori dal mattino, autorizzando di fatto le cariche dentro l'atrio di palazzo nuovo, sfociate in vere e proprie cacce all'uomo con inseguimenti fin sulle porte delle aule. Nella colluttazione due studenti sono dovuti ricorrere alle cure dell'ospedale e due compagni sono stati fermati (uno è già stato rimesso in libertà, mentre l'altra compagna purtroppo si è vista tramutare il fermo in arresto).
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"Sta nei sogni dei teppisti e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo nell'orgasmo della mente
nella voglia più totale nel discorso trasparente.
Ma chi ha detto che non c'è... "
L' ultima settimana è stata per noi carica di tensione, ma anche di fermento, ritrovata coesione, acquisizione di una consapevolezza: un nuovo movimento sta nascendo e fa tanta paura alla controparte. Lo stesso movimento che ha saputo rispondere in maniera compatta e diffusa all' attacco repressivo messo in campo con lo scopo di intimidire chi è sceso in piazza a Roma il 19 ottobre. Ad Urbino in questa settimana abbiamo visto assemblee, cortei spontanei, rabbia, presa di coscienza. Il corteo del 24 ottobre, inizialmente chiamato per chiedere la liberazione delle compagne e dei compagni in carcere, è diventato l' occasione per rivendicare i contenuti politici portati in piazza il 18 e 19 ottobre. Sentiamo, come collettività, l' esigenza di condividere alcune impressioni sulla due giorni di mobilitazione e ciò che è successo in quest' ultima settimana.
18 OTTOBRE
Abbiamo partecipato insieme a tante realtà del territorio alla costruzione dello sciopero sociale del 18 ottobre a Pesaro , convocato dalla "Rete Disoccupat* Precar* Student* " , riuscendo a portare in piazza più di 300 persone. E' stato il corteo degli studenti che vogliono scuola e università garantite, libere e solidali; è stato il corteo per il diritto alla casa e all'abitare; è stato il corteo di lavorator*, precar*, disoccupar*, per l'abolizione della legge Biagi, per la riduzione delle forme contrattuali e per un reddito che ci tuteli dai ricatti padronali; il corteo della solidaretà ai nostri fratelli e sorelle migranti. Oltre al dato quantitativo, senza dubbio significativo e importante, ci preme sottolineare la dimensione qualitativa del corteo, ovvero la capacità di darsi uno spazio politico e di individuarne percorsi ed obiettivi.
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La giornata del 19 ottobre ha visto la partecipazione di circa centomila persone in piazza a Roma, disoccupati, lavoratori, studenti, migranti, movimenti per la casa e per i territori. Una partecipazione dal basso, completamente autorganizzata, che ha sorpreso gli stessi organizzatori. Questa ha dato il segnale di una rabbia latente, di un’insofferenza che sta per esplodere. Ma quello che emerge dalle testate giornalistiche è un’informazione ormai totalmente manipolata, volta a dividere la piazza tra “buoni” e “cattivi”, volta ad oscurare la vera portata politica della giornata, che si è conclusa con un’accampata di centinaia di persone a Porta Pia.
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Nelle ultime settimane i Media hanno sistematicamente cercato di scurare le manifestazione del 18 e 19 ottobre.
Oggi finalmente si sono accese le luci della ribalta.
Giornali e televisioni hanno però raccontato solo di scontri, di black block, infiltrati e teppisti.
Noi abbiamo visto altro.
Abbiamo visto un corteo immenso composto da lavoratori, famiglie, immigrati e da giovani a cui è stato negato il futuro.
Alla radicalità di pratiche e contenuti lo Stato ha risposto con la cieca violenza, con il sopruso e l’arbitrio poliziesco.

Anche stasera ci troviamo a parlare di 15 fermi, quindici compagni che cercavano giustizia, ma, come al solito, hanno trovato la legge.
Avevamo messo in conto di doverci scontrare con la repressione, perciò da queste giornate non usciamo né depressi né avviliti, ma ancora più coscienti e determinati. Determinati ad incendiare quest’autunno che, è il caso di ricordarlo, è solo all’inizio…
Vediamoci lunedì 21 ottobre ore 15.00
Aula Matto Ripa Palazzo Giusso
Largo San Giovanni Maggiore
#cambiailtempo #19O
Oggi, 8 ottobre, a Napoli, abbiamo interrotto il tranquillo svolgersi del job-meeting volantinando ed esponendo due striscioni nell’atrio della facoltà di ingegneria della FedericoII, dove si teneva il vergognoso evento.
Si tratta di un’oscena esposizione di “offerte di lavoro” all’indirizzo dei laureandi da parte di varie aziende, presenti con appositi stands all’interno della sede universitaria. Ovviamente le “offerte” riguardano stages gratuiti, masters a pagamento e altri contratti precari, i quali prefigurano lo sfruttamento cui vanno incontro gli studenti, innescando già dall'ingresso al mercato del lavoro una forte competizione.
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