Approfondimenti

 

Venerdì 24 aprile 2009 60.000 studenti sono scesi in piazza in diverse città austriache per protestare contro i tagli all'istruzione previsti dal governo.

Stavolta non sono gli universitari ma gli studenti delle scuole secondarie a riprendersi le strade in una giornata che da molti è stata descritta come storica. Si tratta, infatti, del più grande movimento di questo tipo che sia mai esistito in Austria, un movimento capace di riempire le strade di tutto lo stato: a Vienna erano in 25.000, a Linz in 15.000, a Salisburgo in 8.000, a Dornbirn in 3.500, senza contare le decine di cortei tenutisi nelle piccole città del paese.

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 Dallo stato spagnolo l'assemblea di studenti di Valencia ha lanciato la proposta di occupare la Camera dei Deputati come atto in difesa dell'educazione pubblica.  Mesi e mesi di mobilitazione costante, dibattiti, occupazioni di facoltà, di rettorati, imponenti manifestazioni nelle grandi come nelle piccole città, referendum nelle università per permettere a studenti, lavoratori e docenti, di pronunciarsi sull'implementazione del cosiddetto 'Processo di Bologna', non hanno spinto il governo del PSOE (che quando era all'opposizione assicurava che, una volta vinte le elezioni, avrebbe impedito l'applicazione della riforma universitaria) a ritirare il progetto.

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USA, UE, NATO: PROVE TECNICHE DI AGGRESSIONE

a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli
 
Ecco come si preparano le guerre: a poco a poco, approfittando del tempo vuoto fra un'esplosione ed un'altra, fra un caso mediatico ed un altro, negli interstizi della vita sociale, nell'indecisione collettiva, prima che questo tempo vuoto diventi tempo delle armi, tempo morto. La guerra non è solo guerreggiata: è innanzitutto esercitazione, pressione economica, sotterranei accordi diplomatici, controrivoluzione preventiva, educazione al militarismo ed al nazionalismo. La guerra è innanzitutto sondaggio, prova tecnica di aggressione.

Mentre gli Stati Uniti fronteggiano gli anni del loro declino, alle prese con la più grande crisi da quando sono diventati superpotenza mondiale, l'UE è sempre di più il teatro di sperimentazione di politiche antisociali e militariste. Di giorno in giorno vediamo cancellare la memoria storica, smantellare acquisizioni sociali, rendere funzionali tutti gli apparati ad un capitalismo feroce, che a malapena si nasconde dietro un supposto “volto umano” della “civiltà” europea.  
È questo quello che ci dimostrano alcune notizie girate in questi giorni, riguardanti alcuni paesi europei ed alcune mosse della NATO, che con questo post vogliamo mettere a disposizione di tutti i compagni. Pensiamo infatti che socializzare  notizie, spesso difficili da reperire, mantenere alta l'attenzione, migliori il nostro dibattito, ci restituisca, per piccoli profili, un quadro di insieme più completo. Ci permetta quindi di rafforzarci, di confermare i nostri motivi.
E magari di trasformare la guerra imperialista – a questo punto poco importa se guerreggiata o “soltanto” economica e mediatica – in guerra sociale, in lotta al capitale.
 

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“CHI CONTROLLA IL PASSATO CONTROLLA IL FUTURO”
RISCRITTURA DELLA STORIA E CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO NELL'UNIONE EUROPEA
a cura Collettivo Autorganizzato Universitario

Lo scorso 2 aprile il parlamento europeo ha approvato una risoluzione che sancisce l'equiparazione di nazismo, fascismo e comunismo. Questa risoluzione si basa sul revisionismo storico più sfacciato, spiana la strada ad un uso sempre più indiscriminato del "reato di opinione",  estromettendo dal dibattito storico-politico ed imbavagliando chiunque esprima parere contrario alla Verità di Stato che è stata costruita. A pochi giorni dall'anniversario della Liberazione ci sembra fondamentale ricordare chi fu vittima e chi invece carnefice e quali realmente furono le forze capaci di liberare l'Italia e l'Europa dal nazifascismo.

di seguito una nostra riflessione in merito alla risoluzione...
 
Fra qualche mese saremo chiamati a dare ancora una volta il nostro voto alle elezioni europee: andremo a fare il nostro dovere di bravi cittadini, scegliendo questo o quel partito - in perfetta libertà - un sorriso di soddisfazione quando avremo messo la scheda nell'urna... Tutto bene, dunque. Ma ci siamo mai chiesti, fuori dalla retorica dominante, cos'è l'Unione Europea, quale sia il progetto di questa gigantesca realtà politico-economica, su cosa intenda fondare la sua unità? Domande apparentemente banali, certamente legittime, che forse ci potrebbero far capire qualcosa in più sulla nostra situazione concreta, su ciò che viviamo ogni giorno.

  Un'occasione per fare queste profonde riflessioni ci è offerta da una Risoluzione approvata il 2 aprile 2009 dal Parlamento Europeo. Accolta favorevolmente da 553 deputati (con soli 44 no e 33 astensioni), degna dunque di tutta la nostra considerazione, la Risoluzione verte sul nobile tema: “Coscienza europea e totalitarismo”. A guardare il messaggio manifesto, pare ci si voglia spiegare secondo quali bei principi si intende costruire lo spazio della “civiltà europea”. Ma in verità, grattando solo un po', escono fuori gli interessi ben poco edificanti di chi vuole riscrivere la storia, limitare la ricerca scientifica e proibire certe opinioni politiche. 

Leggi tutto: verso il 25 Aprile... Chi controlla il passato controlla il futuro

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“Questo libro è il frutto di un percorso di lotta per l’accesso alle conoscenze
e alla formazione promosso dal CSOA Terra Terra, CSOA Officina 99,
Get Up Kids!, Neapolis Hacklab. Questo libro è solo uno dei tanti messi
a disposizione da LIBREREMO, un portale finalizzato alla condivisione
e alla libera circolazione di materiali di studio universitario (e non solo!)”.
 
 
Con queste righe si apre la pagina di presentazione del progetto LIBREREMO.ORG

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