Approfondimenti

Appello per la costruzione di una piazza autorganizzata il 17 Novembre!

Perché il 17 novembre abbiamo scelto di partecipare alla costruzione uno spezzone autorganizzato? Il 17 novembre è stato proclamato, da molti anni, Giornata Internazionale dello Studente, ed in quel giorno si terranno come sempre manifestazioni in parecchie città italiane. Da anni però, questa data è stata svuotata del suo contenuto di lotta. Il 17 novembre è diventata l’ennesima sfilata di partiti, partitini e sindacati studenteschi – emanazione di quelli concertativi – che proprio come i loro “progenitori” svendono le istanze dei lavoratori, si accordano con la controparte, hanno rinunciato alla lotta.

Ci siamo autorganizzati perché non dimentichiamo che, negli ultimi venti anni, a demolire il sistema formativo nel nostro paese, a colpire duramente i diritti degli studenti, a condannarci alla disoccupazione o alla precarietà a vita, ad ipotecare il nostro futuro, sono stati sia i partiti di centrodestra che quelli di centrosinistra, con l'appoggio complice di CGIL-CISL-UIL.
Ci siamo autorganizzati perché vogliamo riprenderci il nostro diritto a studiare, a pensare criticamente, a decidere, ad agire, scavalcando e lasciandoci alle spalle chi, da anni, ci parla di “dialogo” e “moderazione” salvo poi venderci come merce di scambio, oggi come studenti, domani come lavoratori! Perché non vogliamo delegare la nostra rappresentanza. Perché a ciò che verrà dopo Berlusconi dobbiamo ancora resistere, perché la nostra lotta per l\'uguaglianza e la libertà non si accontenta di un cambio di facciata, ma vuole mettere in discussione tutte le ingiustizie che vigono nella nostra società: lo sfruttamento, la disoccupazione, il taglio dei servizi sociali, l\'attacco ai diritti più elementari, la condizione dei migranti...

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In Gran Bretagna i tagli all’università si ripianano con tasse altissime per gli studenti

Che il Processo di Bologna non fosse qualcosa di fittizio lo avevamo capito già da un po’. Le riforme dell’università dei diversi paesi che hanno preso parte al Processo ce lo avevano mostrato con chiarezza. Negli ultimi tempi, però, la crisi economica ha fatto sì che alcune delle linee di tendenza fossero rese ancor più evidenti. In un contesto di tagli generalizzati, che vanno a colpire e a smantellare il welfare state per come lo avevamo conosciuto, anche l’università paga la sua parte. Come è chiaro, se gli stati decidono di diminuire i finanziamenti pubblici destinati agli atenei, bisognerà trovare risorse da qualche altra parte. Uno dei canali individuati - potremmo dire quello principe - è l’aumento delle tasse a carico degli studenti. In Italia sono già molti gli atenei che hanno annunciato o addirittura messo in atto questi aumenti.

Ma gli studenti non sono colpiti solo qui. In Gran Bretagna il governo del conservatore Cameron ha deciso di scaricare i costi della didattica interamente sugli studenti (solo alcuni settori, considerati strategici, continueranno a ricevere sussidi). L’elaboratore del progetto di riforma, Lord Browne, ex direttore della British Petroleum (BP), ha individuato come soluzione per “i costi del sistema universitario (che) sono insostenibili per lo stato” l’eliminazione del tetto alle tasse annuali che gli studenti devono pagare per frequentare il corso di laurea. E così dalle 3.290 sterline attuali (che costituiscono il tetto massimo) si passerà ad una situazione in cui ogni ateneo potrà decidere quanto poter prelevare dalle tasche degli studenti. Si parla addirittura di aumenti che porterebbero le tasse annuali fino a 12.000 sterline per le università più prestigiose!

Per affrontare le spese gli studenti sarebbero costretti ad indebitarsi sempre di più: il governo prevede la possibilità di accedere a prestiti fino a 6.000 sterline per le tasse e fino a 3.000 per le spese di vitto e alloggio. Così facendo gli studenti ipotecherebbero di fatto il proprio futuro dovendo ripagare nel corso degli anni, a partire da quando cominceranno a guadagnare uno stipendio, il debito e gli interessi! La riforma va a colpire soprattutto gli studenti appartenenti alle classi subalterne che, sempre che riescano ad iscriversi ad università ancora più costose (e si calcola che ben il 70% degli attuali studenti dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di ritirarsi dagli studi!), si ritroverebbero per anni a dover ripagare il debito contratto, una vera e propria scure sulla loro testa!

La logica che è alla base di un simile provvedimento è ben espressa dalle parole di Lord Browne: “una laurea è un buon investimento che si ripaga solo quando inizia a rendere”. È chiaro che si tratti di un ulteriore passaggio dall’istruzione intesa come diritto all’istruzione intesa come investimento. La conseguenza di questo passaggio è semplice: se hai i soldi puoi investirli per conseguire un titolo di studio; se non li hai, arrangiati!

Sindacati e studenti sono già in fermento. Hanno proclamato una giornata di mobilitazione per il prossimo 10 novembre con manifestazione nazionale a Londra. In soli dodici anni l’università inglese è passata dalla gratuità (le tasse a carico degli studenti sono state introdotte nel 1998; prima il sistema era finanziato grazie alla fiscalità generale) ad essere una delle più costose del pianeta!

 

caunapoli.org

 

 

 
Lo smantellamento del settore pubblico e l’attacco ai lavoratori

L’estate è il momento migliore per accelerare il processo di asservimento della società alle imprese. Sul fronte privato, Marchionne e i suoi collaboratori sindacali hanno sferrato un duro attacco ai diritti, ai salari e alle condizioni di lavoro dei lavoratori. Su quello pubblico, Tremonti, Brunetta e Gelmini hanno proseguito lo smantellamento dei servizi, con la loro politica di tagli alla spesa e di denigrazione del pubblico impiego, inefficiente e fannullonista. Scuola e università sono oggi i terreni di scontro tra la vecchia concezione di un settore pubblico che prova a soddisfare i bisogni della società e il nuovo modello di società tutta al servizio del mondo imprenditoriale.

Leggi tutto: In difesa dell'Università. Per una ricerca autonoma e critica!

a cura di Red-Net rete delle realtà studentesche autorganizzate red-net.it
 

   Per il prossimo autunno, temporali su tutto il territorio italiano ma la stagione si preannuncia molto calda. Le prime avvisaglie sono soltanto le conseguenze della crisi economica che ha investito (e continua a farsi sentire nonostante le dichiarazioni del Governo e di Confindustria) l'Italia e il mondo intero negli ultimi anni e che ha ovviamente colpito le classi più deboli: migliaia di lavoratori saranno costretti a rimanere a casa, altri non riceveranno più la cassa integrazione, nuovi tagli sono in arrivo per tutti i settori del welfare state, dalla sanità ai trasporti, passando – ovviamente – per la scuola pubblica. Di fronte alla crisi economica dilagante la strategia utilizzata dai governi è sempre la stessa: tagliare ciò che resta dello stato sociale sacrificando servizi, salari, pensioni – e persino diritti! – in favore di banche, imprese e speculatori di tutti i tipi, generando così un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne.

Leggi tutto: L’autunno ci (a)spetta! Analisi critica del ddl 1905 e della riforma Gelmini

Il 30 Luglio, approfittando della pausa estiva, degli studenti e dei lavoratori già in vacanza, è passato il ddl 1905 al Senato. Un ddl che integra quella riforma Gelmini che abbiamo già combattuto due anni fa, e contro cui non smetteremo di lottare perché smantella l'università pubblica, ne aggrava i difetti (malfunzionamento, mancanza di servizi e di borse di studio, baronato, precariato), taglia fondi e facoltà mentre fa in modo che i rettori aumentino le tasse a carico degli studenti... 

Il ddl passerà alla Camera in autunno: iniziamo da subito ad organizzare la Resistenza!
 
Abbiamo seguito per tutta l’estate le evoluzioni legate al ddl 1905, le proteste dei precari della scuola, dei ricercatori, con una rassegna stampa tematica e commentata (in continuo aggiornamento).

per cominciare a orientarci:

Speciale ddl 1905… l’autunno ci (a)spetta
 

Leggi tutto: Speciale ddl 1905... l'autunno ci (a)spetta!