Non so voi, ma il mondo BSD mi affascina non poco. Proprio come OS X, è un sistema operativo Unix. Ho fatto qualche ricerca, per saperne di più, e qui di seguito vi riporto ciò che ho trovato. In questo articolo non scenderò nei dettagli tecnici, anche perchè non ne sarei in grado, ma vi offrirò una panoramica sui sistemi operativi BSD liberi esistenti.
Il primo è FreeBSD, uno dei più apprezzati e utilizzati in ambito server. Può essere anche installato su un normale pc desktop, per utilizzo casalingo o lavorativo. L’installazione, comunque, richiede un certo livello di conoscenze informatiche, un pò come Arch Linux, per farvi un esempio. Efficiente, stabile e sicuro, degno delle sue origini Unix. In quest’articolo vi vengono spiegate le differenze essenziali tra FreeBSD e GNU/Linux. Basate su FreeBSD, esistono anche tre derivate, che danno però, al contrario del loro genitore, massima importanza all’uso di finestre e mouse (a soluzioni “grafiche”, insomma). Sono quindi destinate agli utenti intenzionati a godersi il proprio sistema BSD senza complicati comandi e smanettamenti vari su terminale. Sono PC-BSD, noto progetto in continuo miglioramento che permette di scegliere tra diversi DE, GhostBSD, decisamente più giovane rispetto al primo, con soltanto GNOME come DE, e DesktopBSD, progetto interrotto nel 2009 che è stato recentemente resuscitato, usa KDE .
Altra derivata di FreeBSD è DragonflyBSD che, rispetto al genitore, è meno stabile. Infatti, si può dire che DragonflyBSD sia “votato al testing perenne”. Se da un parte mostra ottimi aspetti, a causa della sua componente sperimentale, ne mostra anche di pessimi, ed è normale che “zoppichi” di tanto in tanto. Anche lui è adatto sia in ambito server che in quello desktop.
Un’altro sistema operativo BSD è OpenBSD, considerato particolarmente interessante per la sua sicurezza e per possedere un sistema di crittografia integrato. È focalizzato sulla stabilità e sull’assenza pressoché totale di falle e di bugs nel sistema. Adatto soltanto per utenti esperti, visto che bisogna far parecchio uso del terminale per gestire il sistema.