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Archivio della categoria: Libri e Film

Il 2 ottobre proiezione del documentario “Human flow” di Ai Weiwei a Bologna… da non perdere

Recensione dal sito “CCB Circuito Cinema Bologna” (https://www.circuitocinemabologna.it/):

Genere: Documentario

Regia: Ai Weiwei

Con: Boris Cheshirkov, Marin Din Kajdomcaj, Princess Dana Firas Of Jordan, Abeer Khalid

Durata: 140

Trama: Oltre 65 milioni di persone nel mondo sono state costrette a lasciare le proprie case per sfuggire alla carestia, ai cambiamenti climatici e alle guerre. È il più grande esodo umano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Il documentario racconta con grande espressività visiva, l’epica migrazione di moltitudini umane, mettendo in scena la sconcertante crisi dei profughi e il suo impatto profondamente umano. Girato nel corso di un anno carico di eventi drammatici, seguendo la straziante catena di vicissitudini umane, il film spazia in 23 Paesi tra cui Afghanistan, Bangladesh, Francia, Grecia, Germania, Iraq, Israele, Italia, Kenya, Messico e Turchia ed è la testimonianza della disperata ricerca, da parte di queste persone, di un porto sicuro, di un riparo, di una giustizia. Dal sovraffollamento dei campi profughi ai pericoli delle traversate oceaniche fino alle barriere di filo spinato che proteggono le frontiere, i profughi reagiscono al doloroso distacco con coraggio, resistenza e capacità di adattamento, lasciandosi alle spalle un passato inquietante per esplorare le potenzialità di un futuro ignoto. Un film puntuale, presentato proprio nel momento in cui la tolleranza, la compassione e la fiducia sono più necessarie che mai. Questa intensa opera cinematografica esprime l’incontrovertibile forza dello spirito umano e pone una delle domande che caratterizzeranno questo secolo: riuscirà la nostra società globale a superare la paura, l’isolamento, gli interessi personali e ad accogliere l’apertura, la libertà e il rispetto dell’umanità?

Note IN CONCORSO ALLA 74ma MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA. HA OTTENUTO MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO FAIR PLAY CINEMA, PREMIO FONDAZIONE MIMMO ROTELLA AD AI WEIWEI, PREMIO ENRICO FULCHIGNONI-CICT-UNESCO, MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO HUMAN RIGHTS NIGHTS AL CINEMA DEI DIRITTI UMANI E SEGNALAZIONE CINEMA FOR UNICEF 2017 DEL PREMIO LEONCINO D’ORO AGISCUOLA

“L’ordine delle cose” di Andrea Segre in concorso a Venezia: docu-film realistico e attualissimo sui rapporti tra Libia e Italia in materia di Immigrazione e diritti umani

Letture: “Per qualche metro e un po’ d’amore in più”

Per qualche metro e un po’ d’amore in più

Per qualche metro e un po’ d’amore in più
Raccolta disordinata di buone ragioni per aprire il carcere agli affetti

416 pagine, 207 testi provenienti da più di 60 Carceri italiane e da una ventina di Scuole superiori
a cura di Angelo Ferrarini, docente al laboratorio di lettura scrittura ascolto
introduzione di Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti e presidente della Conferenza nazionale Volontariato Giustizia
stampa a cura di Grafiche Turato, Rubano, Padova. Copertina di Antonio Boffa

Tema del volume sono gli affetti ristretti, cioè i sentimenti e i rapporti limitati, interrotti, chiusi, raccontati dalle esperienze di chi sta subendo la condanna e di chi ha cercato di tenere i legami nonostante gli spazi e i tempi dei colloqui o di una telefonata, con prime vittime proprio le famiglie e i figli. Il volume nasce dal tema di discussione e confronto proposto nell’Anno Scolastico 2013-14 a scuole, associazioni, istituti di pena con il titolo: “Per qualche metro e un po’ d’amore in più”. Nel corso del 2014 e all’inizio del 2015 sono arrivati alla redazione interna ed esterna di «Ristretti» centinaia di testi, rivisti poi e riuniti con un lavoro a più mani fino alla fine del 2016.
Arricchito di note e di appendice, stampato in mille copie, ha un costo di 15 €, che andranno a totale sostegno delle attività dell’Associazione Granello di Senape – Ristretti Orizzonti, essendo il costo di stampa già stato coperto dal crowfunding.
Il volume è corredato da un segnalibro con elenco dei 100 donatori del crowfunding.

PER INFO: redazione@ristretti.it

“WALLS” di Pablo Iraburu e Migueltxo Molina (2015)

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Una coppia di giovani messicani cerca il modo di superare il confine con gli Stati Uniti. Un gruppo di uomini aspetta il momento giusto per oltrepassare la barriera che divide il Marocco da Melilla, enclave spagnola in Africa. Migranti tentano di superare il Limpopo, il fiume che separa lo Zimbabwe dal Sudafrica. Fili spinati, muri e sistemi di sorveglianza segnano i confini. Walls racconta i due lati della barricata, mostrando le storie e le ragioni di chi va in cerca di una vita migliore nonostante i muri, e di chi ha il compito di fermarli nonostante la compassione. Un film sulla grande illusione dei nostri tempi: quella che dalle maree della storia ci si possa difendere acquattandosi dietro una barriera, che sia fatta di cemento o di indifferenza.

Da non perdere! A giugno nei migliori cinema!

Regia di Pablo Iraburu e Migueltxo Molina (82 min.)

“La mecanique des flux” di Nathalie Loubeyre (2015)

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Vari luoghi sono il simbolo delle rotte migratorie in Europa. Voci, volti, corpi e paesaggi raccontano la violenza dietro l’eufemismo di un “controllo di flusso”. La violenza esercitata su uomini, donne e bambini, rivela uno dei volti dell’Europa di oggi. Con le riprese in varie località sulle rotte migratorie di alcuni di questi “migranti”, che, con ogni tentativo di attraversare illegalmente il confine, Nathalie Loubeyre ci mostra qualcosa di diverso, vale a dire esseri umani che sognano, soffrono, che vogliono decidere della loro vita. Mentre l’Europa s’interroga sul suo futuro, che tecniche usa la polizia per fronteggiare questo flusso umano? Quali violenze subisce e quali speranze si prospettano?

Da non perdere!

Regia di Nathalie Loubeyre (83 min)

“LES SAUTEURS” di Abou Bakar Sidibè (80 min.)

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Prossimamente nelle sale, da non perdere!

C’è vita al di là del muro. Ma ce n’è parecchia anche al di qua: una vita ammassata e precaria, ma a suo modo piena di progetti. Quelli dei migranti che si ammassano a Melilla, un’enclave spagnola in Marocco protetta da un complesso sistema di barriere, che rappresenta una possibile porta per l’occidente in terra africana. Abou è l’occhio dietro la telecamera che ci porta all’interno di questa realtà, la comunità dei migranti radunati sul Monte Gurugu in attesa di superare la frontiera. Grazie a lui, in un racconto corale ricco e colorato, incontriamo a tu per tu le persone, le loro storie e il loro futuro, assistiamo alle partite di pallone e ascoltiamo la paura della fame e della violenza. Capiamo l’umanità, nonostante tutto. (dal sito del Cinema Odeon – Bologna)

Regia di Abou Bakar Sidibè (80 min.)

 

“Meno male è lunedì” di Filippo Vendemmiati

“Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani

 

 

“Il giorno più bello della mia vita io non c’ero” di Simone Bargiotti

il giorno più bello

Questo libro non è un romanzo. È la storia di una psicoterapia, ed è dedicata a tutti i medici e professori – alcuni con tanto di cattedra universitaria – che si credono Dio e non hanno capito nulla di quello che è successo. Perché un ragazzo di ventiquattro anni a un certo punto sta male? Cosa è davvero successo nella sua vita? Quanto c’è di vero? Nulla, hanno fatto presto a sentenziare questi signori, liquidando il tutto come “non vero”. E invece un fondo di verità esiste. Un perché. Una causa.

Edizione “I libri di Emil”

“Voglio sentire l’urlo del tuo respiro” di Simone Bargiotti

voglio sentire l'urlo

Notti brave in cui l’amore carnale e le esperienze estreme si fondono in una corsa folle alla scoperta di se stessi… La riviera romagnola e la sua frenetica vita notturna fanno da sfondo ai racconti di giovane uomo le cui conquiste e delusioni si alternano in un vortice che lascia senza fiato…

 L’autore:
Simone Bargiotti è nato a Bologna il 17 febbraio 1978, venerdì per i superstiziosi, Acquario ascendente Scorpione per gli amanti dell’astrologia. Ha vent’anni alla fine degli anni ‘90, il periodo d’oro della disco. Collabora e lavora come pierre al Cellophane, all’Ecu, all’Altro Mondo Studios e all’Embassy. Voglio sentire l’urlo del tuo respiro è liberamente ispirato alla sua vicenda.
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