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Lettera di Claudio dal Mammagialla di Viterbo

È Ora di Liberarsi dalle Galere (OLGa)

olga2005@autistici.org – http://www.autprol.org/olga/

Lettera dal carcere di Viterbo

Ciao carissimi amici e compagni/i,

mi diletto a farvi sapere cosa succede qui a Viterbo, e quello che ho letto sull’opuscolo è veramente brutto che al giorno d’oggi e specialmente nel nostro paese: anzi in Italia, ci sono tanti problemi, in particolare in questo fottuto carcere ne sto passando di tutti i colori. Mi trovo all’inferno ma continuo a lottare come ho sempre fatto, mettendo a soqquadro tutto il sistema del loro schifoso potere.

Qui la repressione, gli abusi, le provocazioni, le istigazioni sono all’ordine del giorno, ti pestano, ti portano in isolamento anche per sciocchezze, ma con me hanno trovato pane per i loro denti. Ho preso un altro rapporto disciplinare perché un servo dello stato ha provato a mettermi le mani addosso, e mi sono infuriato con tutta la rabbia che ho nei loro confronti.

Hanno provato a portarmi in isolamento ma non ci sono riusciti, ma mi trovo nella mia cella chiusa. Per 20 giorni posso andare all’aria insieme agli altri comuni e farmi una doccia al giorno (nella busta trovate – e infatti ci sono – le notifiche del ‘consiglio di disciplina’ che “esclude” il compagno dalle “attività ricreative e sportive … per inosservanza di ordini o prescrizioni”…).

Non trovano il modo di farmela pagare cara e si ridicolizzano a farmi solo queste sciocchezze e dispetti. In sezione ho tutta la solidarietà dei detenuti e mi dicono di stare tranquillo che ‘hai quasi finito la tua lunga condanna e sei davvero un matto’. Ma non è così. Lotterò fino all’ultimo giorno, fino a quando non sono libero. Mi rompono i coglioni e io faccio lo stesso contro di loro (la violenza porta violenza).

Tocca fare qualcosa, ma dove posso fare da solo faccio l’impossibile per mettergli i bastoni fra le ruote, anche se avrò conseguenze. Odio questo sistema, lo stato e i suoi servi! Di carceri brutti ne ho conosciuti tantissimi, ma Viterbo è uno schifo. Non ha diritto a niente, per non parlare poi del magistrato di sorveglianza dott. sa  Carpitella infame, cattivissima. La conosco bene perché ho avuto a che fare per altri problemi quando mi trovavo qui dal 2004 fino al 2006. Mi conoscono e non possono vedermi, mi odiano; ma io li odio più di loro e gli auguro…!

Questo carcere sta sotto inchiesta per tutte le persone che sono morte in isolamento, perché in tempi passati c’era la squadretta della morte, ti entravano in cella, anche in sezione con la divisa antisommossa, caschi, scudi, manganello e potete immaginare come ti pestavano. Ma purtroppo succede ancora oggi, anche se la squadretta della morte non c’è più. Ma se ti portano in isolamento ancora ti pestano e ti spaccano le ossa e la testa. E’ successo poco tempo fa a un ragazzo che avevo conosciuto a Velletri. Dopo circa 5 giorni è stato trasferito a Civitavecchia, dove sta meglio.

Grazie a mio fratello e all’avvocato mi sono tutelato (mi mancano pochi mesi al fine pena), con un esposto riguardo alla mia incolumità: io devo stare in regime aperto perché è certificato che ho la ‘seminfermità mentale’, ma se ne fregano.

Un saluto a Davide Delogu che sta passando un brutto periodo, ti sono arrivate le lettere?

Un saluto a tutti/e i prigionieri a testa alta e a pugno chiuso, un saluto anarchico ribelle rivoluzionario, a presto a tutte e tutti in libertà!

Claudio

17 giugno 2016

Claudio Perrone, Strada S. Salvatore, 14/b  – 01100 Viterbo

Scritto dal carcere femminile di Brieva per la compagna per cui è stata chiesta l’estradizione

Ripubblichiamo:

Pochi giorni fa, quando ormai avevamo dato per scontato l’estradizione della compagna arrestata lo scorso 13 aprile, riceviamo la notizia che la consegna allo stato tedesco verrà posticipata di un mese, proroga decisa della audiencia nacional, in risposta a una richiesta fatta dal nostro avvocato in quanto gia in corso prima dell’arresto della compagna la preparazione della documentazione per il matrimonio.

Nel momento in cui arriva la decisione del tribunale, la compagna veniva trasferita nel carcere femminile di Brieva (Avila), da dove crediamo stessero preparando il volo verso la Germania.

Da li ci ha fatto arrivare questo scritto che pubblichiamo immediatamente.
Attualmente la compagna si trova nuovamente nella prigione di Soto del Real (Madrid), in isolamento e con possibilitá di cortile con altre detenute, fino almeno il 30 giugno, data in cui termina la proroga che consente la celebrazione del matrimonio.
Nel frattempo facciamo appello a continuare a mostrare la solidarietà con la compagna per le strade, a dimostrare il nostro appoggio con tutte le combattenti imprigionate e mostrare il profondo disprezzo al sistema che le mantiene sequestrate per difendere il suo miserabile ordine.

Scritto della compagna arrestata il 13 aprile:

“Compagne e compagni, scrivo dal carcere di Brieva, Avila dove mi hanno appena portato dopo un mese e mezzo di detenzione nel carcere di Soto del Real, Madrid, sempre in Fies e in regime di isolamento. Avrei voluto scrivere prima ma le comunicazioni e informazioni sono molto lente e limitate, per questo non l’ho fatto fino adesso.

Apprezzo profondamente tutti i gesti e dimostrazioni di solidarietá e sostegno.
Li ho sentiti così forte che hanno attraversato i muri, le sbarre e tutti i sistemi di sicurezza e controllo. Per quanto ci provino, non riusciranno mai a rompere o frenare la nostra volontà e la nostra determinazione a ribellarci contro questo mondo di miseria totale in cui ci obbligano a vivere.
Sono precisamente le condizioni più difficili quelle che ci danno più forza e determinazione per avanzare ed affilare la varie possibiltà di conflitto che abbiamo, sia qui dentro che fuori. Le lotte per la liberazione da ogni forma di oppressione e autorità sono molteplici, come lo sono le metodologie e le giuste e legittime pratiche di lotta.
Dal semplice rifiuto a riconoscere qualsiasi autorità, all’attacco o esproprio di una banca.
La cosa più importante delle azioni è che possano essere comprese di per se ; gli obiettivi, il fine e il valore.

Quando le differenti lotte si intrecciano tra loro in un contesto più ampio, si complementano rafforzano, rompendo con la separazione tra il politico e il quotidiano/personale; perché tutte le decisioni personali che prendiamo durante la nostra vita finiscono per essere politiche così come le scelte politiche influenzano direttamente la nostra vita privata.

È evidente che bisogna stare attente ad ogni passo che facciamo per non cadere nelle grinfie dello stato e dei suoi servi.
Ma sappiamo bene che lottare ha il suo prezzo.
Lo stato e i media rispondono ogni volta con maggiore repressione e con persecuzioni mediatiche sempre più pressanti, rivolte a tutte quelle che gli si mettono contro.

Per ora sono qui, ma probabilmente presto verrò estradata in germania. Mi sento forte per poter affrontare questa situazione e tutto quello che verrà. Soprattutto orgogliosa delle nostre idee, dei nostri valori e delle pratiche anarchiche, della vita che abbiamo scelto e che continuiamo a scegliere ogni giorno.

Forza e solidarietà a tutte e tutti combattenti, perseguitatx e detenutx!
La lotta continua, non ci fermeranno mai!

01/06/2016

Carcere di brieva (avila, Espana)

Lettera di Maurizio Alfieri, inizio di marzo, dall’isolamento di Opera

Ciao, scrivo a te e tutti/e le compagne e i compagni, per pubblicare quanto è successo, avvisate Massimo che neanche il telex a loro mi hanno fatto partire, lo hanno bloccato con i soliti motivi di “ordine e sicurezza dell’istituto”.

Come saprete (ed era scontato) sono in isolamento per le solte ritorsioni per aver pubblicato abusi e pestaggi, di cui ne vado fiero e lo rifarei. Voglio ringraziare di cuore tutti i miei compagni di sezione A e C 4° Piano 1° Padiglione, per aver protestato quando mi hanno portato in isolamento, e che solo attraverso un mio scritto, dove li rassicuravo di star bene e di non protestare, hanno smesso: perché non volevano rientrare in cella (li adoro). Questo mi ha commosso tanto, dopo tanti anni di lotte per qualsiasi mio compagno senza distinzioni di etnie e culture, aver saputo che tutti si sono mobilitati, mi sento di mandare un caro e fraterno abbraccio ad ognuno di loro per dirgli che gli voglio bene, e di continuare ad essere uniti e soprattutto a scrivere agli indirizzi che hanno avuto per pubblicare ogni abuso.

Io sono stato portato in isolamento; ieri ho scoperto di trovarmi qua per minacce ad un agente! Con offese per il direttore (falso). Ho detto al direttore che se l’avessi offeso lo confermavo, comunque ho dato a lui il mio scritto sul rifiuto a presenziare al consiglio di disciplina, anche se poi sono andato per dirgli che sono disgustato delle cose che accadono qui dentro, soprattutto dei pestaggi verso gli ammalati. Subito mi ha risposto un dottore lì presente, dicendo che: al Centro Clinico c’è un detenuto sulla carrozzina (un bestione di 2 mt) così ha detto (“bestione” = a animale) che ogni giorno prende per il collo gli agenti e nessuno lo tocca!!! Logicamente è di parte e deve conservare il suo posto di lavoro. Hanno minacciato due detenuti che lavoravano al Centro Clinico, perché vogliono farla pagare a chiunque diffonda notizie su quello che fanno. Lottiamo uniti.

Alla fine di tutto ciò ho detto di aprirmi il blindato perché sono solo io ad averlo chiuso, e lui, ridendo, ha detto: muratelo vivo… poi mi ha detto che se vuole mi fa applicare il 14bis; e io gli ho risposto che cosa aspetta a farlo? Tanto non ho paura di niente e al mio fianco ci sono tutte/i i/le compagne/i che sostengono le mie/nostre lotte e che non mi lasceranno mai solo, ovunque mi trasferiscano e che sono pronti a protestare sotto il D.A.P.

Compagni/e sappiate che abbraccio tutte/i che in strada, nelle piazze, nelle vali, nelle radio, riviste, ecc., daranno voce a me contro questi aguzzini che stanno cercando di isolarmi da tutte e tutti voi; e non mi arriva più posta da ottobre 2014. Scrivete sempre anche raccomandate, io nelle sofferenze ho il vostro amore e affetto che mi rende felice e vi amo e vi adoro a tutte/i.

Hanno creduto (e pensato) di gestirmi attraverso abusi, false promesse, sparizione della posta, negazione della ludoteca a un mio pronipote di soli 2 anni con seri problemi di salute, ora che stanno per trasferirmi saranno felici ed io dico a costoro di ‘farsi fottere’ perché sono felice di lottare contro i loro crimini e tra 2 anni uscirò a mi unirò ad ogni presidio furi dai carceri, soprattutto a Opera.

Ho scritto una lettera al D.A.P. che vi spedisco, da pubblicare (non è mai probabilmente partita, di sicuro mai arrivata! nota ns), dove li informavo che anche se venivo trasferito non avrei smesso di lottare, dato che la colpa di tutto è della direzione di Opera. Vediamo dove mi mandano. E poi tutti/e i/le compagne/i di cuore e coraggio, sapranno come sviluppare la loro solidarietà che scalderà il mio cuore.

 

Materassi strappati, passeggio senza tettoia e sporco di pipì. Aria impossibile, una sola doccia funzionante, sbobba per animali, psicofarmaci a quantità, due ragazzi diventati robot (poverini) vittime di questo sporco sistema che vige a Opera… malati psichici al Centro Clinico chiusi 24 ore al giorno (raccontato da tutti i lavoranti).  Ed ora, dopo lo scandalo sul Centro Clinico per quello che abbiamo pubblicato, la direzione si è affrettata a passare degli opuscoli dove (essi) si vogliono impegnare a dislocare i malati nelle sezioni per vincere l’inerzia e l’apatia (ipocriti).

Scriverò una lettera aperta al ministro Orlando, dove tutti/e potranno leggerla e trarne le conclusioni. Così tutti coloro che parlano di legalità e giustizia dovranno chiedersi perché i detenuti che pubblicano crimini vengono sottoposti a rappresaglie-abusi-isolamenti e continui trasferimenti? Questa è legge? Siamo in uno stato totalitario? Fascista? E’ legale torturare e picchiare gli ammalati?

Avrò tante domande da porre, dove in tanti anni di lotte non ho mai avuto risposte ma solo anni e anni e anni di isolamenti e trasferimenti, e 4 ani di censura (per imbavagliarmi) fallito. Questo sistema va cambiato, combattuto. Io continuerò a farlo anche se da una cella di isolamento (ma sempre a testa alta).

Un abbraccio fraterno a tutti/e e/i compagn/e e a coloro che rivolgeranno un loro pensiero di solidarietà e vicinanza al mio isolamento.

Abbraccio Valerio a Terni , Davide D., Davide R., tutti/e i detenuti/e in lotta, inviategli indirizzi dove pubblicare abusi, perché grazie ai social network, gli aguzzini non possono più nascondere i crimini che per molti  anni (troppi) hanno ucciso e torturato i detenuti/e.

Si vis pacem parabellum

Chi lotta potrà perdere, chi non lotta ha già perso. Il rispetto della propria dignità e dei diritti non può toglierceli e calpestarli nessuno, neanche queste sporche mura.

A testa alta solidale e ribelle Maurizio.

Prima lettera da S.Vittore di Dell’Acqua Alessio sulle sue condizioni detentive

Ciao [..],

come probabilmente già saprai mi trovo in custodia cautelare nel carcere di San Vittore con l’accusa di “devastazione e saccheggio” per i fatti accaduti a Milano al corteo del Primo Maggio. Continua a leggere »

Comunicato dal carcere di Opera

Noi sottoscritti detenuti del primo padiglione, 4° piano, sezioni A, B e C del carcere di Opera Continua a leggere »

Lettera dal carcere di Ferrara

Carissimi amici/compagni/e i miei cordiali saluti. Prima di tutto mi scuso per il ritardo delle mie lettere e le mie risposte. Credetemi è da tanto tempo che volevo scrivervi e raccontarvi un po’ di cose, solo che qui fanno impazzire con i loro comportamenti. Continua a leggere »

Carcere di Cremona – Solidarietà, lettere e rivolta

Carcere di Cremona Continua a leggere »

Carcere Spini di Gardolo (Trento) – suicidi, isolamento e pestaggi

Qui sotto alcune notizie estratte da una lettera di un detenuto del carcere di Spini di Gardolo (Trento) datata 10 agosto.

“(…) Vi scrivo per chiedervi di pubblicare, di raccontare, di far sapere al mondo esterno ciò che succede all’interno di queste quattro mura (…). Continua a leggere »

25 APRILE 2014 di Sante Notarnicola

clicca qui Sante 25 aprile 2014

25 aprile 2014

Ai disoccupati, agli operai, ai precari e ai pensionati. Ai dipendenti delle coop, ai poeti e a chi scrive gialli, a coloro che suonano per diletto o per vivere: Massimo Volume, gli Agoneye, i The Boozers, Marta sui Tubi, 99Posse e Assalti Frontali. A Valerio Evangelisti, al poeta Masala, a Cacucci. Al Never scomparso e a Chicco neolaureato! A Fabio Bonifacci. A Marta, fiera della sua laurea, ora disoccupata e disillusa, è partita per altri paesi. A coloro che a Bologna si sono laureati e ne conservano un buon ricordo (a chi ha capito che gli studi non cessano con gli esami, ma è necessario e anche bello studiare tutta la vita). Continua a leggere »

Lettera di Vanessa dalla Dozza – 13 ottobre 2013

C’è chi lascia un vuoto… per poi tornare a riempirlo come mai aveva fatto prima… con una forza acquisita in anni di esperienza… e in quel vuoto rimbomba la voce di chi grida per far arrivare lontano ciò che c’è di marcio nel mondo e sto per portarvi in una di queste realtà. È facile condannare una persona, ma molto meno cercare di capire il perché l’ha fatto… infatti ci dovremmo focalizzare bene su tutto il sistema che gira attorno alla giustizia. Continua a leggere »

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