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Archivi dell'autore: mattia

Documentario: “À l’usage des vivants” di Pauline Fonsny

Nel 1998, Semira Adamu, una giovane di 20 anni in fuga dalla Nigeria, morì soffocata da un cuscino mentre i gendarmi tentavano di espellerla su un volo di linea, per la sesta volta, dal territorio belga.

Il 17 maggio 2018, durante un inseguimento in autostrada, un agente di polizia belga ha aperto il fuoco su un furgone che trasportava migranti. Un proiettile colpì la testa di una bambina di 2 anni, Mawda Shawri, uccidendola. Ad oggi, nessun ministro si è dimesso e nessun agente di polizia è stato indagato.

Un film dedicato a Semira Adamu, a tutte le vittime delle politiche migratorie e a tutti coloro che lottano contro le frontiere.

Premiato al Perugia Social Film Festival nell’edizione del 2019.

1° tempo

https://www.youtube.com/watch?v=QSOqFV8GC4o

2° tempo

https://www.youtube.com/watch?v=lqlFPjXGwI0&t=749s

Carolei Stefania

Casa di Reclusione, Via Gravellona 240, 27029 Vigevano (PV)

Prigioniera politica, attivista anarchica arrestata a Bologna il 13 maggio 2020 durante l’”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusata assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Neri Leonardo

Casa di Reclusione, Strada Alessandria 50/A, 15121 San Michele (AL)

Prigioniero politico, attivista anarchico arrestato a Bologna il 13 maggio 2020 durante l’”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusato assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Caprioli Giuseppe

Casa di Reclusione, Strada Alessandria 50/A, 15121 San Michele (AL)

Prigioniero politico, attivista anarchico arrestato a Bologna il 13 maggio 2020 durante l’”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusato assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Paoletti Guido

Casa Circondariale, via dell’Arginone 327, 44122 Ferrara

Prigioniero politico, attivista anarchico arrestato a Bologna il 13 maggio 2020 durante l’”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusato assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Cenni Duccio

Casa Circondariale, via dell’Arginone 327, 44122 Ferrara

Prigioniero politico, attivista anarchico arrestato a Bologna il 13 maggio 2020 durante l’”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusato assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Savoia Nicole

Casa Circondariale, Strada delle Novate 65, 29122 Piacenza

Prigioniera politica, attivista anarchica arrestata a Bologna il 13 maggio 2020 durante l'”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusata assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

Riva Elena

Casa Circondariale, Strada delle Novate 65, 29122 Piacenza

Prigioniera politica, attivista anarchica arrestata a Bologna il 13 maggio 2020 durante l'”operazione Riprovo” diretta da ROS e Procura, per l’articolo 270bis, ovvero associazione sovversiva con finalità di terrorismo. E’ accusata assieme ad altri compagni arrestati e indagati, di aver partecipato alle proteste in solidarietà alle rivolte nelle carceri scoppiate nella primavera del 2020.

MERDE – CESSI – CHIAVICHE

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo:

Queste sono le parole che abbiamo sentito risuonare in questi ultimi mesi dalle bocche di numerosi familiari di persone detenute, riferite per lo più all’operato vigliacco e vendicativo di giudici, magistrati, ministri e viceministri operanti nella sfera della sorveglianza, della repressione, della reclusione. Della “Giustizia”, insomma… che in questo periodo di emergenza-Covid, ha preferito mostrare il pugno di ferro invece di mettere in atto misure adeguate a preservare veramente la vita di chi si trova in carcere.

Oggi, più di sempre, ci uniamo a questo coro.

Oggi, che lo Stato ci strappa, arrestandoli, altri 7 tra compagni e compagne, i nostri cari.

Oggi, che la procura di Bologna rende operativi dei mandati di cattura ideati, ed eseguiti in piena notte, dai Reparti Operativi Speciali dei carabinieri, e impone ad altri/e 5 l’obbligo di dimora a Bologna, rientro notturno e firme quotidiane.

L’inchiesta ripercorre il modus operandi di ormai decine di altre in passato, il ciclico e strumentale utilizzo dell’articolo 270 bis, l’associazione con finalità di terrorismo, che tutto giustifica. Soprattutto i mezzi impiegati, i soldi spesi per farlo, e i tempi d’indagine prolungati.

Questa inchiesta infatti è un po’ datata (sembra prendere avvio nel 2018)… ma una nota della procura ci chiarisce il perché, nonostante la richiesta delle custodie cautelari fosse depositata nei loro uffici già dal luglio 2019, proprio ora viene accordata.

Non è nostra abitudine citare certe fonti, ma questa volta ce la sentiamo, ché questa nota ci suggerisce un paio di considerazioni: 1) […] “Le evidenze raccolte in questo ultimo periodo, caratterizzato dalle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica del Covid-19, hanno evidenziato l’impegno degli appartenenti al sodalizio[…] ad offrire il proprio diretto sostegno alla campagna “anti-carceraria”, accertando la loro partecipazione ai momenti di protesta concretizzatisi in questo centro” (Bologna).

Come spesso accade, è la generosità – e l’impegno, certo -, delle compagne e dei compagni che viene punita.

Non ci fossero state le rivolte a rivendicare vita e dignità, e le iniziative fuori a sostenerle, la “questione carcere” e le morti, pesanti come macigni che si porta dietro, sarebbero rimaste tombate nel silenzio.

2) […] “In tale quadro, l’intervento, oltre alla sua natura repressiva per i reati contestati (ma ciò non dovrebbe avvenire a processo concluso? Cioè una volta eventualmente accertate le responsabilità?), assume una strategica valenza preventiva volta ad evitare che in eventuali ulteriori momenti di tensione sociale, scaturibili dalla particolare descritta situazione emergenziale possano insediarsi altri momenti di più generale “campagna di lotta antistato” oggetto del citato programma criminoso di matrice anarchica. ” […]. E la valenza preventiva connaturata a qualsiasi misura cautelare, non dovrebbe riferirsi al pericolo di reiterazione di un qualche reato, un po’ più specifico di un opinabile “istigazione” al limite del “delitto d’opinione”?

Certo, se la custodia cautelare è già considerata come repressione dei reati contestati, è evidente che si può affermare senza problemi che in questo già claustrofobico momento bisogna prevenire, anche tramite la privazione della libertà, l’azione di chiunque si permetta di mettere in discussione la natura e le scelte dello stato (che nel mentre ha mostrato cosa – e chi – è sacrificabile) … come se non fossero esse stesse a provocare la tensione sociale.

Oggi più di sempre possiamo solo dire di essere orgogliose/i di avere delle compagne e dei compagni che anche nei periodi più difficili non rinunciano a battersi per ciò che si ritiene giusto! Contro ciò che risulta inaccettabile! E che sempre più persone arriveranno a comprendere volenti o nolenti, non perché lo dicono gli anarchici, ma perché, come questi tempi hanno reso evidente, lo stato non fa sconti a nessuno.

In quanto alla formula del terrorismo, a onor del vero usata e abusata nel corso del tempo, e sempre spendibile strumentalmente nel teatrino mediatico, non sprechiamo parole.

Ad Elena, Stefi, Nicole, Zi peppe, Guido, Duccio, Leo, rinchiusi nelle varie sezioni penitenziarie di Alta Sicurezza adibite ai sovversivi e alle sovversive; ad Emma, Otta, Martino, Tommi, Angelo, colpiti dalle altre misure restrittive, va tutta la nostra solidarietà, il nostro sostegno, il nostro affetto.

LIBERE SUBITO, LIBERI SUBITO!

Roma, 13 maggio 2020.

NED-PSM

Nuovo decesso tra i detenuti della Dozza

Apprendiamo di un nuovo decesso per Corona virus tra i detenuti della Dozza. Arrestato pochi mesi fa, il detenuto 67’enne affetto anche da altre patologie, sarebbe morto il 7 di maggio nel reparto COVID dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Anche se microfoni e telecamere si sono spenti sulla situazione carceraria in Italia, l’emergenza sanitaria continua ad esistere.

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