Ultime notizie
Home » Archivi dell'autore: gine

Archivi dell'autore: gine

Carmelo Musumeci: “Quindi, il carcere ti ha fatto bene?”

Spesso chi conosce la mia storia e viene a sapere che sono entrato in carcere solo con la quinta elementare, ma che ho preso tre laure, che pubblico libri, che ho ricevuto vari encomi, che svolgo attività di consulenza ai detenuti e agli studenti universitari nella stesura delle loro tesi di laurea sul carcere e sulla pena dell’ergastolo,  mi chiedono: “Quindi, il carcere ti ha fatto bene?”.

Continua a leggere »

Ruggeri Silvia

Pittalis Antonio

Mangione Stefano

Altoè Daniele

LA LIMA – Cassa di solidarietà

In tempi in cui vediamo moltiplicarsi le misure repressive nei confronti di tant* compagn* e di tutte le persone che non riescono ad accettare “serenamente” le catene imposte dal potere e che sono relegate ai margini di questo sistema socio-economico, la risposta che vogliamo dare è rafforzare le pratiche di solidarietà. Una solidarietà attiva intesa come esperienza concreta e diretta di complicità nelle lotte e contro la repressione.

“La Lima” è dunque uno strumento necessario sia per fornire supporto economico a chi è colpit* dalla repressione, che si avvale di innumerevoli modalità (carcerazione, detenzione preventiva, arresti domiciliari, divieti e obblighi di dimora, fogli di via, decreti di espulsione…), sia per fortificare il concetto di una solidarietà che sia prassi quotidiana fondamentale nelle nostre esistenze e parte integrante delle lotte. Siamo consapevoli che la cassa da sola non sia sufficiente, ma riteniamo sia comunque un aspetto che può e deve connettersi con le altre pratiche volte a distruggere i meccanismi di oppressione.

L’intenzione della cassa è quella di supportare non solo compagn* ma chiunque decida di ribellarsi al proprio ruolo di “cittadin* adattat*”. Naturalmente nessun tipo di solidarietà si muoverà nei confronti di persone e/o azioni fasciste, sessiste, omolesbotransfobiche, razziste. La caratteristica essenziale della cassa deve essere la responsabilità collettiva: giacché tra gli intenti del nemico spicca la volontà di disgregare, frammentare, isolare attraverso i diversi meccanismi repressivi, fondamentale è rispondere invece in modo unito e compatto.

Concretamente, la cassa si alimenta grazie a contributi e benefit di chi ritiene questo strumento una base per contrastare e rompere il cerchio repressivo che sempre più ci costringe.

Ritenendo sostanziali le relazioni per ogni percorso di lotta e di solidarietà, proponiamo a chi volesse portare contributi a questo progetto, anche in maniera autonoma, di contattarci all’indirizzo evasioni[at]canaglie.org.

Io sto con chi resiste! 0stile

L’evasione è un atto di Libertà!
La libertà è contagiosa!

Rif.: http://www.0stile.net/index.php/video/io-sto-con-chi-resiste

Lettera di Maurizio Alfieri

Carissime/i compagne/i, come vedete insieme a questo mio scritto ho allegato un articolo scritto da un “pennivendolo” che si chiama Paolo Cittadini del quotidiano “Il Giorno”. Mettono in risalto un semplice gesto di alcune agenti di custodia (donne) che si sono mobilitate in una colletta per l’acquisto del latte in polvere per una “puerpera” mamma e il suo bimbo di soli 2 mesi sbattuto in galera.

Già il fatto che un giudice e un governo (di infami) mettono in galera un cucciolo e la sua mamma, mi fa imbestialire … e i sindacati hanno scritto che: questo gesto mette in risalto “l’umanità e la sensibilità di lavora tra mille difficoltà”.

A questo giornalista, alla redazione del giornale voglio dire di finirla di scrivere solo articoli che occultano i crimini che quotidianamente avvengono in questi “lager e luoghi di tortura”. E adesso vi racconto io di cosa fanno qui a Opera ai bambini di soli 2 mesi e alle loro mamme.

Vi piacerebbe, a voi (pennivendoli) sapere che qui ai colloqui spogliano i bambini, le donne e anche anziani portatori di handicap?

Non ci sono scuse per questi vigliacchi perché ci sono mezzi meno invasivi e più dignitosi per perquisire i nostri familiari; ci sono i cani anti-droga e metaldetector, invece vogliono traumatizzare i bambini e umiliare i nostri familiari, per cui, quando un detenuto aggredisce qualcuno di costoro non scrivete per quale motivo accade. Voi ipocriti del “c….o” non scrivete mai dei pestaggi-umiliazioni e abusi a cui il detenuto e i suoi cari sono sottoposti.
Io insieme ad altri 49 compagni siamo ubicati in sezioni chiuse (4° piano 1° padiglione sez. A), perché ci ritengono “pericolosi”, dato che non accettiamo le loro regole, fatte di ricatti e umiliazioni; e la direzione di questo istituto pensa solo ad apparire in tv e sui vostri sporchi giornali con il teatro e altre iniziative che coprono le loro violenze.

E adesso vi dico una cosa che (noi) non abbiamo bisogno di pubblicare a differenza di voi “luridi servi del potere”. Più di un mese fa abbiamo raccolto fondi da destinare ai bambini colpiti dal terremoto. I soldi sono arrivati a destinazione, eppure la direzione e chi per lei, su questo gesto di solidarietà non hanno detto niente a nessuno. Non si sono degnati neanche di chiamare uno solo dei miei compagni, i ragazzi che hanno donato anche solo 5 euro, e che per questo non hanno potuto scrivere ai loro cari non avendo disponibilità economiche.

Noi non vogliamo compassione e ringraziamenti dalla direzione. L’anno scorso abbiamo partecipato alla colletta alimentare per i poveri, non perché c’era di mezzo la direzione, se no avremmo fatto a meno di aderire con dei criminali vestiti dell’autorità della direzione.

In sezione e in isolamento ci sono detenuti malati terminali, ragazzi con seri problemi psichici. L’altro imboccavo uno di loro, Umberto, ed erano 10 giorni che andavo dai dottori (veterinari), adesso sta morendo in ospedale, ecco quello di cui dovete dare notizie.

Voi non sapete che siamo noi a prenderci cura dei ragazzi malati che ogni sera in sezione ci impegniamo per far fare loro la doccia, per farli mangiare, e per tutto il resto, quello che la direzione di questo ignobile carcere non fa. Eppure voi giornalisti esaltate questi esseri indegni, non indagate su quanti si sono suicidati qui a Opera, non parlate più di quelle merde che l’anno scorso nei social network esultavano per la morte di un detenuto suicidatosi in isolamento … e (le merde) dopo una settimana di sospensione sono stati reintegrati – sempre qui a Opera. Siete solo dei “lecca culo” e farabutti.

Perché non ci sono altri “Corona” chiusi qui a Opera, vero? S no voi, Signorini, Barbara D’Urso e molti altri avreste dato spazio a trasmissioni e quotidiani, vero? Vaffanculo voi e Corona (merde) mentre i detenuti muoiono per incuria, per mancanza di cure mediche, per istigazioni, per disperazione, e mentre altri vengono pestati, umiliati, derisi e trasferiti a 1000 km lontano dai loro cari e dai propri figli. Ecco che ci sono giornalisti più infami di chi commette tutti questi crimini.

Dovete fare il vostro lavoro con la vera onestà che la deontologia vi avrebbe dovuto insegnare. Venite qui fuori ad intervistare i nostri familiari, che sono liberi cittadini, che pagano le tasse, e che qui trattano peggio dei cani.
Scrivete che non permetteremo più questi abusi; e se i detenuti pestano uno di questi parassiti che fanno abusi ai colloqui, tutti noi detenuti ne saremo fieri e orgogliosi. La stessa cosa e per i giornalisti indegni e di parte come voi.

Da una cella d’isolamento, a testa alta, Maurizio

Non ricevo più posta, avvisate; ho scritto parecchie volte lettere normali, in modo che arrivano a destinazione. Scrivete al direttore, alla direttrice, insulti. Parolacce e i miei saluti. Vi abbraccio con tanto bene. Abbraccio compagne/i sorelle e fratelli di tutti i centri sociali: Hasta la victoria siempre! W l’anarchia!

Fraternamente, Maurizio

Maurizio Alfieri picchiato nel carcere di Opera

APPELLO URGENTE ALLA SOLIDARIETÀ

Il detenuto in lotta Maurizio Alfieri è riuscito a farci sapere che dal 4 novembre si trova, per l’ennesima volta, in isolamento.

In seguito alle sue proteste per il trattamento riservato ad altri detenuti, un agente lo ha colpito a tradimento. Il compagno ha reagito; poi è stato immobilizzato e aggredito da una decina di secondini, che lo hanno portato in una cella liscia. Maurizio ha rotto la telecamera di sorveglianza, quindi è stato trasferito in isolamento per dieci giorni di punizione, a cui se ne aggiungerebbero altri 120 già bell’e pronti nel cassetto.

I suoi compagni di sezione hanno subito dato vita a una sorta di presidio interno. Convocati in una saletta dal comandante, questi ha detto loro che Maurizio salirà in sezione tra una settimana; mentre a Maurizio è stato minacciato il trasferimento con l’ennesimo 14 bis (isolamento punitivo).

Gonfio e pieno di lividi, Maurizio dice: “Piuttosto che piegarmi mi faccio ammazzare”.
Maurizio è uomo di parola.

Per lui e per tutti i detenuti in lotta, che la solidarietà non ci rimanga in tasca.

Maurizio Alfieri
Via Camporgnago 40
20090 Opera (Milano)

s05p07 – Intervista a Nicoletta Dosio

TAG: mezzoradaria, libertà, evasione, nicoletta dosio, domiciliari, aggiornamenti, notav, maxiprocesso, direttissima, misure cautelari

Aggiornamento sullo stato di Nicoletta Dosio rispetto quello raccontato durante l’intervista telefonica

TAG: mezzoradaria, maddalena, sgombero, 27 giugno 2011, 3 luglio 2011, manifestazione, exiles, chiomonte, misure cautelari, obbligo di firma, disobbedienza civile, resistenza, notav, arte, blu, terreni, espropriazioni, ospedale, Susa, solidarietà, val susa

Parliamo oggi con nicoletta Dosio raggiunta da dei provvedimenti di restrizione della libertà, a cui ha deciso di non sottostare. 1. Qual’è la tua vicenda giudiziaria? 2. Quali potrebbero essere le conseguenze a cagione di questo rifiuto? 3. La procura vuole disattivare la lotta mediante lo sfinimento?

Scroll To Top